Arrivederci Roma: la carriera di Claudio Ranieri
Le strade di Ranieri e della Roma si separano, a poco meno di un anno e mezzo dal suo ennesimo ritorno nella capitale. Risolto il contratto da Senior Advisor della famiglia Friedkin. E ora cosa c'è nel futuro di Ranieri? Il ritiro o quell'Azzurro rifiutato un anno fa per amore della Roma? Ecco i passaggi più belli di una carriera straordinaria
ROMA E SCOPIGNO, CAGLIARI NEL DESTINO DALL’INIZIO
- Il giovane Claudio inizia nelle giovanili della Roma e prosegue poi con 6 presenze in Serie A con i giallorossi. A lanciarlo, quasi un segno del destino, Manlio Scopigno, l’allenatore che portò il Cagliari di Riva allo scudetto del 1970. E vedremo quanto conteranno i rossoblu di Sardegna nella carriera di Ranieri...
GLI OTTO ANNI A CATANZARO
- Ma è con il giallorosso del Catanzaro che Ranieri si afferma come calciatore: arrivato in Calabria a 23 anni nel ‘74, s’impone come difensore e stringe amicizie con tanti compagni che rimarranno amici per la vita. Resterà 8 stagioni al Catanzaro, diventando il giocatore del club ad aver giocato più partite in Serie A: 128 in 5 anni di A. Ha poi giocato anche nel Catania promosso in A di Gianni Di Marzio e chiuso da calciatore nel Palermo
DAL CAMPO ALLA PANCHINA, LA DOPPIA PROMOZIONE A CAGLIARI
- Dopo aver iniziato in Interregionale con la Vigor Lamezia e la Puteolana in C1, Ranieri arriva sulla panchina del Cagliari nel 1988. Nei suoi primi due anni, centra la doppia promozione: prima vincendo il campionato di Serie C e riportando in B i sardi. Poi con un terzo posto nel 1990 che vale la salita in Serie A, dove l’anno successivo centra l’obiettivo salvezza
LA CHIAMATA DEL NAPOLI
- I grandi risultati ottenuti col Cagliari valgono a Ranieri la chiamata del Napoli: diventa allenatore degli azzurri prendendo il posto di Bigon, nel primo anno senza più Maradona, e ottiene un quarto posto che vale la qualificazione in Coppa Uefa. Il suo Napoli in Europa va a vincere 5-1 a Valencia (con 5 reti di Daniel Fonseca) ma viene eliminato dal Psg di Weah. Ranieri viene così esonerato nel novembre del ’92
FIORENTINA, DALLA B ALLA COPPA ITALIA FINO AL CAMP NOU
- Nel 1993 diventa allenatore della Fiorentina, appena retrocessa in Serie B: con Batistuta in attacco, riporta subito in A i viola. Alla terza stagione vince la Coppa Italia in finale con l’Atalanta e chiude quarto. L’anno dopo batte il Milan campione d’Italia e si aggiudica la Supercoppa Italiana e in Coppa delle Coppe arriva fino alle semifinali: Batigol zittisce il Camp Nou ma in finale va il Barça di Guardiola (ancora calciatore)
PRIMA ESPERIENZA ESTERA E TITOLO COL VALENCIA
- Nel 1997 arriva la chiamata del Valencia, ultimo in Liga: alla fine della prima stagione Ranieri porta la squadra in Intertoto e da lì ottiene la qualificazione in Uefa. Alla seconda stagione in panchina al Mestalla chiude quarto e qualifica la squadra per la Champions. Ma soprattutto, vince il suo primo trofeo all’estero: batte in finale l’Atletico e conquista la Copa del Rey
AL CHELSEA: IL PRIMO ALLENATORE DI ABRAMOVICH
- Dopo un’annata non felice con l’Atletico Madrid, conclusa con le dimissioni, si trasferisce in Inghilterra: nel Chelsea pre Abramovich, porta i Blues in finale di FA Cup e a due sesti posti e a un quarto posto che vale la qualificazione in Champions. C’è lui in panchina quando il magnate russo diventa proprietario del club. Nel 2003-2004 chiude secondo in Premier dietro l’Arsenal campione e arriva fino in semifinale di Champions, eliminato dal Monaco
IL RITORNO A VALENCIA E LA SUPERCOPPA EUROPEA
- Esonerato dal Chelsea, che al suo posto prende il futuro grande rivale Mourinho, torna al Valencia che con Benitez ha vinto la Coppa Uefa: in Spagna conquista subito la Supercoppa Europea battendo il Porto (senza più lo Special One) ma a febbraio viene esonerato
IL RITORNO IN ITALIA E LA SALVEZZA DEL PARMA
- Dopo due anni di stop, nel 2007 accetta la chiamata del Parma che ha esonerato Pioli e torna in Italia dopo 10 anni dall’ultima esperienza a Firenze. Prende una squadra ultima e la porta, anche grazie ai gol di Giuseppe Rossi, alla salvezza. Un’impresa che gli vale l’attenzione di una big
IL BIENNIO ALLA JUVE
- I risultati ottenuti con il Parma convincono la Juve, appena tornata in Serie A, a puntare su di lui. Al primo anno chiude terzo dietro a Inter e Roma e i bianconeri tornano in Champions. L’anno successivo vince il girone in Europa arrivando davanti al Real ma viene battuto proprio dal Chelsea. In campionato i risultati rischiano di lasciar fuori dalla Champions la Juve, che lo esonera sostituendolo con Ciro Ferrara
UN ROMANO E ROMANISTA A ROMA
- All’inizio della stagione 2009/2010, corona il sogno di allenare la squadra della sua città: il testaccino Ranieri sostituisce il dimissionario Spalletti e i giallorossi completano una rimonta insperata sull’Inter. Ma a un passo dallo scudetto, fallisce all’ultimo la vittoria perdendo in casa contro la Samp e facendosi contro sorpassare dall’Inter di Mourinho, che vince il campionato e batte Ranieri anche in finale di Coppa Italia. L’anno dopo si dimette dopo la clamorosa rimonta per 3-4 subita contro il Genoa
I SEI MESI ALL’INTER
- Nel settembre del 2011 sostituisce l’esonerato Gasperini sulla panchina dell’Inter e risolleva la squadra in campionato e Champions. Ma dopo l’eliminazione col Marsiglia agli ottavi e le 9 partite senza vittorie, viene esonerato e sostituito da Stramaccioni
LA PROMOZIONE COL MONACO E LA GRECIA DA CT
- Nel 2012 accetta la sfida del Monaco, che non riesce a risollevarsi dalla Ligue 2, e al primo anno lo riporta in Ligue 1, per poi chiudere la seconda stagione al secondo posto in prima serie dietro al Psg. Risultati che non gli valgono la conferma. Firma allora con la nazionale della Grecia con l’obiettivo di portarla a Euro 2016 ma dopo risultati non all’altezza delle aspettative chiude dopo un solo anno la sua (unica) esperienza da ct
LA FAVOLA LEICESTER
- Il risultato più straordinario arriva nel 2015/2016: firma con il Leicester, che ha faticato a salvarsi l’anno prima, e invece di una salvezza tranquilla arriva addirittura a vincere incredibilmente la Premier League. Accolto con scetticismo dopo gli ultimi risultati da ct greco, diventa un eroe non solo in Inghilterra, portando le Foxes di Vardy, Mahrez e Kanté, al primo titolo della loro storia
LE ESPERIENZE A NANTES E FULHAM
- Esonerato ingenerosamente dal Leicester la stagione dopo il trionfo, con la squadra eliminata dalla Champions comunque agli ottavi, nel 2017 torna in Francia con il Nantes, dove manca di poco la qualificazione in Europa League. L’anno dopo torna in Premier, sulla panchina del Fulham ultimo in campionato ma non riesce a invertire la rotta e chiude anticipatamente l’esperienza a febbraio
IL RITORNO A ROMA
- Con l’esonero di Di Francesco, nel marzo del 2019 viene richiamato dalla Roma, che porta a fine campionato al sesto posto, a 3 punti dalla qualificazione in Champions. Ma non prosegue la sua avventura romanista
IL BIENNIO GENOVESE
- Chiamato a sostituire ancora una volta Di Francesco, che a inizio stagione lascia la Samp, a Genova raggiunge il traguardo delle 1000 partite in panchina (nei vari campionati dove ha allenato) e battendo il Genoa diventa il primo allenatore a giocare i 4 principali derby italiani (Torino, Roma, Milano, Genova). Salva la Samp con ampio anticipo e l’anno dopo chiude nono. Ma non trovando l’accordo con Ferrero, a fine stagione lascia
RITORNO A CAGLIARI
- Dopo una breve esperienza in Premier con il Watford, a dicembre 2022 è chiamato dal Cagliari al posto di Liverani: dal 14esimo posto in Serie B, Ranieri guida i sardi al quinto posto che vale i playoff, vinti grazie al gol di Pavoletti al ’94 della finale di ritorno col Bari. E l’anno dopo la promozione, raggiunge l’obiettivo salvezza con una giornata d’anticipo. L’ultima momentanea impresa di Sir Claucio, almeno sulla panchina di una squadra di club
RANIERI: "CAGLIARI MIO ULTIMO CLUB. MA UNA NAZIONALE..."
- Dopo la promozione in Serie A della scorsa stagione e la salvezza con una giornata all’anticipo, Claudio Ranieri in un'intervista a Sky Sport con Giorgio Porrà aveva annunciato che dopo il Cagliari non avrebbe allenato più altri club ma che avrebbe potuto accettare la panchina di una nazionale.
- Nonostante la scelta di fermarsi presa a fine maggio, Ranieri non ha nascosto nei mesi successivi la volontà di voler tornare ad allenare: "Confesso – ha detto in un'intervista al Corriere della Sera lo scorso ottobre – che ho voglia di rimettermi in discussione, anche se ho rifiutato più di una proposta"
- Quella della Roma, però, non si può rifiutare. "Il ritorno a Roma è sempre qualcosa di speciale. Un'altra società non l’avrei mai presa, ma se la Roma chiama, devo dire sì". Il ritorno con i giallorossi avviene nel novembre 2024, per sostituire Ivan Juric. Prende la Roma in 12^ posizione, con 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte e la porta al quinto posto in campionato, un punto dalla Champions League.
IL RUOLO DI SENIOR ADVISOR
- Nonostante gli ottimi risultati Ranieri ha chiarito fin da subito la natura del suo incarico: non avrebbe allenato oltre il 30 giugno 2025, ma si è detto disponibile a un ruolo di Senior Advisor, individuando una rosa di nomi fra cui la proprietà avrebbe scelto il suo successore. E così la famiglia Friedkin è arrivata alla scelta di Gian Piero Gasperini
IL NO ALLA NAZIONALE
- Nell'estate 2025 Claudio Ranieri ha rifiutato la panchina della Nazionale, nonostante l'apertura dei Friedkin al doppio incarico: "Ho deciso di restare a disposizione della Roma in modo totale. Non posso fare due lavori, la Nazionale ha bisogno di una persona libera".
LA ROTTURA CON GASP E L'ADDIO
- Nonostante l'accordo prevedesse un contratto fino al 2027, il rapporto tra Ranieri e la Roma si è bruscamente interrotto il 24 aprile 2026. Separazione ufficializzata dal club a seguito delle frattura creatasi fra Ranieri e Gasperini: "La Roma verrà sempre al primo posto. Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini", si legge nelle righe del comunicato del club.