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23 ottobre 2017

Anche Inzaghi ha il suo 'Buffon'. Audero si racconta: dalla Juve al sogno A col Venezia

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Aud

Il portiere del Venezia, attualmente primo in classifica in Serie B, si racconta in esclusiva su Sky Sport. Le sue origini indonesiane, i ricordi legati alla Juventus, l’azzurro della Nazionale

Ciglia spesse, nere, e occhi un po’ a mandorla: i tratti orientali e lo sguardo profondo incuriosiscono. Il (secondo) cognome non mente. Emil Audero... Mulyadi. "Sì! Le mie origini sono indonesiane. Sono nato lì!". Mamma italiana, Antonella, ma papà Edy di Mataram. "I parenti da parte di mio padre vivono ancora tutti lì. Io ci sono stato varie volte in Indonesia, soprattutto in vacanza, e ci tornerei più spesso. Diciamo che non è così vicino...". Quasi 18 ore di volo. "Ecco si...". Ma anche se dall’altra parte del mondo, le qualità del giovane portierino scuola Juve ora in prestito al Venezia (primo in B!) non sono passate inosservate. "È vero che la Nazionale indonesiana mi avrebbe voluto però io ho solo il passaporto italiano quindi la possibilità non sussiste nemmeno. Potrei fare richiesta, certo, ma non so quanto mi possa servire”. Nel destino di Emil però c’è già l’Azzurro dell’Under 21. Con un esempio da seguire. “Donnarumma! Deve essere da stimolo per giovani portieri come me perché - nonostante l’età - sta facendo qualcosa di straordinario. È un punto di riferimento".

Ottima prestazione di squadra, avanti così! 🇮🇹 #u21 #italia #marocco #azzurini @giacomo_cosua

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Il rapporto con Inzaghi

Emil è un ragazzo di 20 anni con la testa sulle spalle. Ruolo: portiere. Ma non da sempre. "Inizialmente facevo l’esterno, correvo su e giù per la fascia!". Educato, tranquillo e posato ma tutt’altro che timido. Dice quello che pensa. Dimostra personalità, soprattutto in partita. "Trasmette sicurezza al reparto" sussurrano a Venezia, sorpresi di come stia gestendo le responsabilità. Il palmares suona strano per un semplice 1997 tutto sommato ancora a inizio carriera: una Coppa Italia e un campionato vinto con la Juventus, sempre da terzo portiere. Questa, quella in corso, la prima stagione in B da titolare. "A Venezia mi trovo bene. Abito a Mestre, a 5-10 minuti dal centro sportivo. La società è seria e noi siamo un gruppo unito. Dobbiamo continuare su questa strada". Quella giusta. "In allenamento ti ha già fatto gol?" scherziamo noi. Emil dribbla con un sorriso. "Per ora il mister è tranquillo!". Pensa solo ad allenare e lo fa alla grandissima. "È uno che non molla mai. Mai. Si vede che è stato un campione e ha vinto tanto".

Che splendida giornata!!! 🇮🇹🏆😁😍☀️

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La medaglia di Cardiff in camera

Al polso il solito braccialetto da tre anni: un portafortuna. "L’ho preso in Indonesia". Sui guantoni da gara nessuna scritta particolare: basta parare. A casa, tra i vari riconoscimenti vinti in carriera, anche la medaglia datata 3/02/2017. Cardiff. Champions League. "L’ho conservata eccome! È appesa lì in camera". E da giocatore della Juventus e juventino qual è lui... "è stata una bella botta. Se ci penso sto male. Non meritavamo di perdere con tutto quel divario di scarto. Ma è andata cosi. La Champions è un trofeo che sogni fin da piccolo e che quasi preferisci a un campionato. Puoi capire la delusione che c’è stata dopo la partita...". Tra i flash di quella serata, Luka Modric. “Uno dei più forti per distacco nel suo ruolo”. Chi l’ha vinta, un suo ex compagno di squadra nonché grande amico Alvaro Morata. “Lo sento ancora! Si vedeva già allora, quando giocava con noi, che aveva grande esperienza, personalità e carattere nonostante comunque fosse tra i più giovani in rosa. Abbiamo legato molto”. L’idolo? Chi se non lui. “Buffon, chiaro. Per me lui è tutto: idolo, modello, punto di riferimento, esempio. Gli ho scritto a inizio anno per augurargli una grande stagione”. E allenarsi fianco a fianco con uno così, per anni, non dev’essere stato affatto male. Vero? “Era come vivere un sogno al giorno. Un’emozione continua”. Ma le punizioni che Emil non prendeva mai, a fine allenamento, erano quelle di Dybala. “Quanto mi ha fatto sudare Paulo! Un fenomeno. Certo, confrontarsi quotidianamente con i migliori è stato un privilegio e personalmente mi è servito tantissimo”. Per crescere, ambire al massimo e puntare in alto. Sempre più in alto. Oggi primo, in vetta alla B con il club di Tacopina, domani, chissà, ancora con la maglia della Juventus addosso, squadra con cui ha anche debuttato in Serie A. Emil Audero però non corre e pensa solo al presente: fare bene e continuare a... parare. “Assolutamente!”. Il Venezia e la nostra Under 21 sono in buone mani.

#grazieancoragigione 💦🙊🙈✋🏻⚫️⚪️

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