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06 aprile 2018

Perugia, Diamanti: "Dopo Palermo avevo perso la passione. Playoff? Possiamo dare fastidio"

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Alessandro Diamanti abbraccia Di Carmine dopo un gol del Perugia, foto Lapresse

Alessandro Diamanti abbraccia Di Carmine dopo un gol del Perugia, foto Lapresse

Il centrocampista del Perugia ha parlato della sua decisione di sposare il progetto della società umbra, svelando anche di aver ricevuto alcune proposte da squadre di serie A

Un impatto esaltante, un inserimento fulmineo e perfetto, utile per regalare al Perugia quella marcia in più per tentare l’assalto ai playoff. Alessandro Diamanti si è rivelato un innesto azzeccatissimo per il club umbro, che si gode adesso le geometrie del proprio fantasista capace di prendere subito per mano i propri compagni. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex Palermo ha svelato i motivi che lo hanno spinto a scegliere Perugia, parlando anche dei suoi obiettivi: "Ho trovato un gruppo di bravi ragazzi. Se avessi trovato qualche testa di c... sarei anche potuto tornare a casa subito. Invece sono contento, fa piacere andare a lavorare con questi compagni, e condividere questi grandi risultati con loro. Cerco sempre di aiutare i compagni, qui a Perugia mi fa particolarmente piacere trovare ragazzi che ascoltano. Otto mesi per trovare una squadra? Una scelta mia. Dopo l’anno nel Palermo mi era un po’ passata la passione, a livello umano. Perugia mi è piaciuta subito e sto tornando il vero Diamanti".

"Ho avuto proposta da club di A"

Otto mesi a lavorare da solo, durante i quali non sono mancate le chiamate da alcune squadre di A: "Qualche chiamata l’ho anche avuta, ma erano un po’ forzate. Nulla di serio e convincente. Meglio aspettare, non sono uno che si accontenta. Le partite in tv le vedevo, credo che a qualcuno avrei fatto comodo, ma l’interesse giusto non c’è stato. Non volevo fare come al Watford, che mi ha preso malgrado l’allenatore avesse altre idee tattiche e poi sono stato sei mesi a guardare gli altri. Tanti allenatori tendono a 'robotizzare' i giocatori, sanno che con me è difficile e quindi... Meglio avere giocatori non pensanti, lasciamo perdere".

"Ecco perché ho scelto Perugia"

La chiamata del Perugia ha prevalso sulle altre, Diamanti spiega poi i motivi: "Lo vedevo giocare in tv, mi piace la città, è bastata una chiamata del presidente, che ha toccato le corde giuste, e via. E poi mi piaceva il Perugia di Nakata e Ravanelli, quello di Gaucci: ci sono venuto volentieri. Quante possibilità abbiamo per la A? Non lo so. Noi dobbiamo solo restare umili e giocare da squadra umile. Se continuiamo così possiamo dare fastidio a molti. Se invece cambiamo, facciamo fatica con tutti. Il nostro punto di forza deve essere la squadra, non Diamanti o un altro singolo giocatore. Ci difendiamo in undici e questo è un valore aggiunto. Non dobbiamo pensare di avere due o tre attaccanti che risolvono le partite, ma una vera squadra unita e compatta".

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