Cremonese, Tesser: "Serve sputare sangue per questa maglia"

Serie B
Attilio Tesser, Cremonese (LaPresse)
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L’allenatore dopo un altro ko: "Abbiamo trovato un buon approccio e anche il gol del vantaggio; poi dal rigore di Monachello siamo crollati e gli avversari hanno saputo approfittarne. Il nostro problema è mentale più che fisico"

Ancora un ko per la Cremonese in questo lungo periodo senza successi che sembra non avere fine. La squadra di Attilio Tesser non riesce a conquistare i tre punti da 15 gare e il ko in casa contro l’Ascoli ha scatenato il malcontento dei tifosi. L’allenatore ha parlato poi dopo il novantesimo, cercando di spiegare il momento difficile e concentrandosi su questo complicato finale di stagione: “Dopo una partita così ci si sente male perché ci siamo inguaiati, perché non riusciamo ad uscire dal periodo difficile. Si sperava oggi di trovare una vittoria e si sta male perché non siamo riusciti ad ottenerla. Chiediamo scusa per questo, adesso la situazione è complicata e in qualche maniera va trovata la forza per uscirne davvero, trovare la partite che si vince, quella che scaccia le difficoltà. Dispiace, vorrei dire che era perfino impensabile non riuscire a vincerne nemmeno una in quindici partite, era inaspettato non dare risposte alla situazione negativa. Almeno una dovevamo portarla a casa, anche perché spesso ce lo meritavamo. Quella di oggi era iniziata benissimo, abbiamo trovato un buon approccio e anche il gol del vantaggio; poi dal rigore di Monachello siamo crollati e gli avversari hanno saputo approfittarne. Il nostro problema è mentale più che fisico, eppure a Palermo e in casa con la Salernitana la rabbia c'era; oggi ho visto volontà dei ragazzi, ma non basta solo quella”.

“Fino al rigore abbiamo giocato solo noi - ha giocato - poi, preso il gol, qualcosa è cambiato. Il rigore è frutto di un'altra ingenuità che in un momento così non puoi assolutamente permetterti, perché da lì la strada va in salita. Pensiamo al morale della squadra: hai il giusto approccio, giochi solo nella loro metà di campo, fai gol e poi commetti questo errore che ti compromette la partita. Lì è subentrata la paura, ci siamo disuniti e non abbiamo più fatto la partita. Di certo abbiamo tanti infortunati, ma i valori di questa squadra ci sono e li abbiamo visti in precedenti partite, come a Pescara, a Carpi, in casa col Cittadella, a Brescia. Insomma, anche con questi si può e si deve fare meglio. Le occasioni per vincere ci sono state, ma quando fai bene e non vinci la partita allora subentrano situazioni come quella di oggi. Per uscirne probabilmente bastava vincere una di quelle partite in cui ha del tutto dominato, ad esempio a Brescia quando trovi il gol quasi subito, poi si fa male Piccolo ma prosegui a combattere per oltre settanta minuti e al primo o secondo tiro subisci il pari. Così non va. Le alternative sono brave, chiaro che nel contesto rispetto ai titolari ti danno qualcosina in meno e ci sta. Anche le altre squadre hanno avuto fuori molti giocatori e hanno portato a casa pochi punti, ma a noi è successo per un intero girone”.

E poi: “Il pubblico ci ha sempre dato una mano enorme, sta a noi rispondere sul campo. Dobbiamo lavorare al meglio delle nostre possibilità, la ricetta è lavorare, lavorare e lottare, lottare. Questa maglietta rappresenta una comunità, queste parole le ho dette nello specifico oggi ai ragazzi prima di andare in campo perché sono le uniche per tirarci fuori dalla situazione. Serve senso di appartenenza, sputare sangue per la maglia. I miei ragazzi non è che non lo abbiano, ma se giochi in maniera disunita tutto viene più complicato. A parole si può dire tutto, ma poi esiste il lavoro sul campo: occorre fame al sabato contro gli avversari, avere un pizzico di fortuna che non guasta mai e soprattutto sbagliare il meno possibile. Oggi il rigore è regalato e non possiamo per nulla permettercelo”, ha concluso Tesser.

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