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15 maggio 2018

Frosinone, si ferma Ariaudo: stop di 30 giorni

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Lorenzo Ariaudo, Frosinone (LaPresse)

Crivello e Soddimo sono tornati in gruppo, differenziato per Maiello mentre non si è allenato il difensore che si è sottoposto in giornata agli esami strumentali che hanno evidenziato un’infrazione dello scafoide del piede sinistro

Prosegue la preparazione del Frosinone alla prossima gara che potrebbe definire il ritorno in serie A della squadra giallazzurra guidata da Moreno Longo. “Allenamento sotto la pioggia per i calciatori che continuano a preparare la sfida di venerdì sera contro il Foggia - si legge sul sito ufficiale del club attualmente al secondo posto della graduatoria - a Ferentino la squadra ha svolto il riscaldamento ed una partitella in famiglia contro la formazione Primavera. Crivello e Soddimo sono tornati in gruppo, differenziato per Maiello mentre non si è allenato Ariaudo. Il difensore si è sottoposto in giornata agli esami strumentali che hanno evidenziato un’infrazione dello scafoide del piede sinistro, per lui lo stop previsto è di 30 giorni. Domani alle 17:30 è in programma una nuova seduta di allenamento a Ferentino”. Una nuova defezione per l’allenatore che non potrà così contare sul difensore in una delle sfide più improntanti di tutta la stagione. Il Frosinone cerca un vittoria contro un avversario che ha ormai detto addio all’obiettivo playoff per festeggiare il ritorno in A.

Chi non può scendere in campo per aiutare i compagni ma non manca di fare sentire la sua vicinanza al gruppo è Daniel Ciofani - che dopo l’intervento in seguito al brutto infortunio ha iniziato la sua riabilitazione e nelle scorse ore ha parlato anche del suo momento personale e di quello della squadra guidata da Longo: “Sto bene, mi sto riprendendo da questo brutto infortunio. Per la riabilitazione è ancora lunga, la prognosi è di 3-4 mesi di riposo: per la prossima stagione, dunque, tornerò a disposizione. Ho seguito i ragazzi a Chiavari: stanno facendo grandi cose. E’ dura non giocare venerdì. Ringraziando Dio in carriera ho sempre fatto quaranta partite l'anno, sto imparando a vedere le cose da un'altra prospettiva. Però si soffre: la voglia di esserci è tanta. Ma la gioia del risultato ti fa dimenticare tutto il resto. Ci sono piazze del Nord che sono scomode da visitare in trasferta, i nostri tifosi a Chiavari sono stati eccezionali. A Brescia la vera svolta stagionale? Il fatto che la vittoria sia arrivata al 94' è stato un ottimo segnale. Per vincere al 'Rigamonti' bisognava crederci. La sera prima il Palermo pareggiò contro il Bari: dopo il gol del pari di Nenè abbiamo cominciato a crederci. Abbiamo avuto la consapevolezza che il campionato ci stesse aspettando. Ci abbiamo creduto quando eravamo in difficoltà, figuriatevi se non ci crediamo adesso. Abbiamo giocato le prime partite ad Avellino, ci sono stati infortuni importanti... Diciamo che fino ad adesso è stata un'annata complicata. Ma nel calcio nulla è scontato: guardate il Carpi, che è retrocesso insieme a noi dalla Serie A. C'erano dei momenti in cui portare a casa i tre punti era un sospiro di sollievo: questo non va bene. A me rode di essere così lontani dall'Empoli".

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