Chi è Lucas Paquetá, il "Mago" del Flamengo portato al Milan da Leonardo

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I suoi ex allenatori non credevano che potesse diventare un calciatore, poi è cresciuto 27 cm in 3 anni e tutto è cambiato. Sbarca in Serie A per 35 milioni. Lui, l'idolo Kakà e l'amico Juan: tutto ciò che c'è da sapere su Lucas Paquetá, il "Mago" che Leonardo ha portato al Milan

MILAN, PRESO PAQUETÁ DAL FLAMENGO

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A 15 anni era alto un metro e 53 centimetri. I compagni lo prendevano in giro, i suoi allenatori non pensavano che sarebbe diventato un calciatore, lui non riusciva a crescere a causa di alcuni problemi alle ossa. Come Messi: “Ho fatto diversi trattamenti, mi sono evoluto nel tempo”. Oggi Lucas Paquetá è alto 1,80 e lo chiamano il Mago, fantasista tutto tecnica e giocate. Come Kakà, idolo da sempre, tant’è che il Milan non se l’è fatto scappare.

Paquetá come... il suo idolo Kakà

Già bloccato per il mercato invernale, 35 milioni per un 21enne, un bell’investimento. Leonardo ci riprova quindi, dopo aver sponsorizzato Ricky da neo dirigente fa lo stesso da ds. E con un altro brasiliano. Ricardo arrivò a San Siro a 21 anni, gli stessi di Paquetá, occhiali da studente e quel sorriso che farà la storia, sua e del Milan. Ancelotti lo capì dopo un paio di dribbling: “Abbiamo preso un fenomeno”. Stesso pensiero per Gattuso. Così sarà. Paquetá arriverà con un background di grandi aspettative e quasi 2 milioni di follower su Instagram, dove si divide tra i gol con il Flamengo e la fidanzata, compagna di vita e di viaggi (altra grande passione del neo milanista).

17 gol in 87 gare con il Flamengo

Amico di Juan e Diego Ribas

Paquetà si chiama così per il posto in cui è cresciuto: all'anagrafe è Lucas Tolentino - intuibili origini italiane - ma è nato proprio nell’isola di Paquetá, a largo di Rio de Janeiro. Il soprannome arriva da qui. Nell’Under 15 era il più piccolo, i suoi allenatori avevano dei dubbi a livello fisico: “E’ troppo esile, non sappiamo se riuscirà a fare il calciatore”Ma il ragazzo cresce di 27 centimetri in 3 anni e si guadagna la stima di tutti, esordendo in prima squadra a 19. Il tutto grazie a Muricy Ramalho, lo stesso allenatore che fece esordire Felipe Anderson nel San Paolo qualche anno prima. 17 presenze e 6 reti nella prima stagione tra i pro (dove si guadagna anche la chiamata con l'Under 20 del Brasile), 48 gare e 11 squilli nel 2018. Due figure di riferimento da cui imparare: uno è Vinicius junior, amico da sempre, volato al Real per 50 milioni; l’altro – più noto a noi – quel Juan che giocava con la Roma (149 presenze e 11 reti tra il 2007 e il 2012). Ne ha parlato bene di recente: "E' molto forte, sia fisicamente che tecnicamente - ha detto qualche giorno fa a 'Il Romanista' -. Penso sia già pronto per fare un'esperienza in Europa e diventare un calciatore molto importante". Detto, fatto. E di sicuro gli avrà detto qualcosa anche Diego Ribas, l’ex Juve che non ha mai sfondato. 

35esimo brasiliano nella storia del Milan

Dopo gol, numeri e giocate arriva anche la prima chiamata in Nazionale, due presenze a settembre con Tite in panchina e la certezza di essere entrato nel giro verdeoro. Predestinato, talento, in patria ha sempre fatto il trequartista ma Gattuso vorrebbe utilizzarlo soprattutto da mezz’ala, in mezzo al campo. Qualità, tecnica e gol alla Kakà, tant’è che esulta pure come faceva lui: braccia al cielo e sguardo in alto. Paquetá è molto religioso, il suo profilo è pieno di foto in cui la parola chiave è “Deus”. Un po’ come tutti i brasiliani che abbiamo imparato a conoscere in A. Paquetá sarà il 35esimo calciatore verdeoro a giocare nel Milan, una striscia di campioni: Kakà, Pato, Thiago Silva, Dida, Cafu, Serginho, Rivaldo, Ronaldinho e infine lui, il ragazzo dell’isola che esulta come Ricky. 

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