Mourinho: "Tornare al Real Madrid? Ne sarei lusingato, ma non ne so niente"

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Il portoghese ha parlato a beIN Sports. "Calderon dice che allenerò di nuovo i Blancos? Sicuramente sa molte cose più di me sulla sua ex squadra, anche perché io non so niente. Ho grande voglia di tornare in panchina, mi sento giovane come quando ho iniziato. Real ancora campione d'Europa? Sarà durissima"

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"Real? Certo, ne sarei lusingato, ma al momento non ne so niente". Sono passati tre mesi dall'esonero del Manchester United, e José Mourinho non vede l'ora di tornare in panchina. In una lunga intervista rilasciata, qualche giorno fa, al Telegraph il portoghese aveva già palesato il suo desiderio di tornare ad allenare al più presto possibile, tracciando l'identikit dell'incarico perfetto: "Una squadra che abbia grandi motivazioni". E chi meglio dei Blancos, ancora ko nell'ultimo Clásico contro il Barcellona? Questa volta lo Special One ha parlato ai microfoni di beIN Sports, dove ha ricoperto il ruolo di opinionista durante la super sfida del Bernabeu. "Sono lusingato che il presidente della Liga Medrano mi nomini come qualcuno che possa aiutare il calcio spagnolo. Le parole di Calderon? (L'ex presidente del Real avrebbe pronosticato il ritorno in panchina del portoghese, ndr). Sono abbastanza sicuro che abbia molte informazioni sul suo vecchio club. Sicuramente ne ha più di me, anche perché io non ne so assolutamente nulla".

Un dribbling ben riuscito da parte di José alle domande sul proprio futuro. Anche se la volontà è ormai ben nota: "Sono ancora molto giovane come allenatore - ha proseguito -. Inoltre penso che l'età sia anche e soprattutto nel tuo cervello e nel tuo cuore, e nella tua passione. E in questo posso dire di non essere affatto diverso rispetto a quando avevo iniziato a giocare a calcio. Ho un grande desiderio di tornare in panchina, visto che non vinco un trofeo da diciotto mesi".

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Dunque spazio al Clásico nelle parole di Mourinho, ovviamente a tema Real: "La loro non è stata una prestazione felice, non quella di una squadra felice. Sono mancate fiducia e autostima. Chiaramente sono in difficoltà dopo una serie di brutti risultati, e al Bernabeu non sono riusciti a portare in campo quella che io chiamo la 'temperatura da grandi match'. Erano passivi. Non posso nemmeno parlare di una cattiva prestazione: è stata solo una prestazione morbida".

Vero. E la seconda vittoria catalana nel giro di pochi giorni nella tana dei Blancos lo conferma. "Obiettivi? Ora penso che debbano solo concentrarsi e andare avanti, cercare di finire al secondo posto, anche se sarà difficile visto che devono competere contro l'Atletico Madrid, e poi concentrare tutte le loro attenzioni sulla Champions League. È qualcosa di naturale per loro. Possono farcela di nuovo? Sarà durissima". Soprattutto senza un certo Cristiano Ronaldo: "Il fatto che abbiano perso un giocatore come CR7, che ha segnato fino a cinquanta gol a stagione, ha ovviamente portato ad un approccio diverso da parte di tutta squadra. Quando non hai un giocatore che segna così tanto qualcun altro deve fare gol, oppure tutti quanti devono dare qualcosa in più. Per esempio Benzema è stato in grado di fare quel passo: sta segnando più gol di prima, sta lavorando meglio di prima, fisicamente è più forte di prima; anche se nel Clásico non ha fatto bene. Il problema sono gli altri giocatori, soprattutto gli esterni d'attacco, loro non stanno segnano abbastanza".

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