Roma, le alternative a Summerville: Nusa, Schjelderup e Diego Moreira. I profili

Calciomercato

Marco Salami

Introduzione

Summerville è praticamente sfumato e la Roma ha messo nel mirino altri tre giocatori: due sono norvegesi, 'rivali' di posizione in nazionale ma amici nella vita. Nusa è il più noto: gioca nel Lipsia, ha fatto un super gol contro l'Italia e ha scritto pure un libro per bambini ispirato alla sua storia da giovane calciatore. Schjelderup è l'uomo dei due assist per Haaland al Mondiale contro il Brasile: così ha portato via il posto proprio a Nusa. Sua la magia contro l'Inghilterra. E poi c'è Diego Moreira dello Strasburgo, ala ma anche jolly della fascia: nel 2025 L'Équipe lo eleggeva come 'uno dei migliori terzini della Ligue 1'. È stato definito 'il nuovo Marcelo' e ha potuto scegliere tra tre nazionali da rappresentare

 

CALCIOMERCATO: SUMMERVILLE VA ALL'AL-HILAL - NEWS LIVE

Quello che devi sapere

Roma, niente Summerville. E ora?

Summerville è vicino all'Al-Hilal per 70 milioni di euro La Roma aveva offerto 46 e non parteciperà ad aste, ma spera comunque che la volontà del giocatore, che aveva accettato l'offerta giallorossa, possa prevalare. Nel frattempo, però, comincia a pensare ad altri obiettivi. Sì, ma chi sono?

Nusa al Mondiale

Partiamo dal più noto, cioè il talentino norvegese che (ahinoi) avevamo ammirato nel 3-0 che la Norvegia ci aveva rifilato nelle qualificazioni al Mondiale. Proprio nella Coppa del mondo è stato uno dei titolarissimi della squadra allenata da Solbakken, posizione: ala sinistra, con Odegaard in mezzo, Sorloth a destra e Haaland davanti. Un gol segnato. E che gol: sterzata dalla sinistra verso il centro e destro a giro all'incrocio nella vittoria per 2-1 contro la Costa d'Avorio ai sedicesimi di finale. Col Brasile negli ottavi era stato cambiato all'intervallo e aveva conseguentemente 'perso il posto' anche nei quarti contro l'Inghilterra; a sostituirlo — neanche a farlo apposta — era stato proprio l'altro obiettivo giallorosso Schjelderup…

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Chi è Nusa: l'identikit

Oggi Nusa gioca al Lipsia. Classe 2005, madre norvegese e padre nigeriano. È cresciuto a Langhus, piccola zona suburbana nel sud della Norvegia da poco più di diecimila anime. La sua alma mater è lo Stabæk, in patria, poi i primi passi nel Bruges, che spesso è stato fucina di giovani talenti. Preso dal club belga a circa sei milioni, rivenduto in Germania a ventuno. Su Transfermarkt, ora, ne vale trentadue. Nusa è un'ala di grande ritmo e tecnica. Dribbling e velocità. Ha messo a referto cinque gol e quattro assist nell'ultima stagione, in trentacinque presenze.

Una curiosità su Nusa

A dispetto della giovane età, Nusa ha già pubblicato un libro che — più che autobiografia in senso stretto — è una sorta di guida per i più giovani che vogliono ispirarsi alla sua storia. Si intitola Alt starter med en drøm (Tutto inizia con un sogno). Dalla quarta di copertina: "Questo non è un libro su come diventare un calciatore professionista, è un libro che parla di come acquisire fiducia, la fiducia di provare, di fallire, di essere se stessi".

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Schjelderup al Mondiale

Ala norvegese, pure lui, un anno più 'vecchio' di Nusa, classe 2004. Come detto, in nazionale sono stati rivali per il posto. Nusa ha giocato titolare da ala sinistra le prime due del girone, Schjelderup ha fatto la terza (quando Solbakken ha rivoluzionato i titolari) e poi si è preso il posto del collega entrando all'intervallo del match col Brasile. Risultato: due assist per Haaland. Vero: il secondo è stato un semplice appoggio per la stilettata del vichingo, ma il primo è stato un bellissimo cross dalla sinistra (col destro) accomodato sulla bionda chioma di Erling. E poi, ovviamente, il gol personale contro l'Inghilterra, quello del vantaggio, quello del sogno (sfumato) semifinale: probabilmente un cross sbagliato dalla sinistra che si è trasformato in una magia rara.

Chi è Schjelderup: l'identikit

Nel 2021 era stato inserito nella lista dei sessanta migliori talenti nati nel 2004 del Guardian, da sempre un po' arma a doppio taglio: alcuni diventano davvero delle superstar, altri finiscono nel dimenticatoio del pallone. Giovanili a metà tra il Bodø/Glimt (Norvegia) e Nordsjælland (Danimarca), poi la chiamata del suo club attuale, il Benfica, per nove milioni di euro: gioca sei mesi in Portogallo, torna in prestito al Nordsjælland e ritorna ancora al Benfica; questa volta con biglietto di sola andata. Inizia a giocare e macinare numeri: nel 2025/26 quarantatré gettoni, sette assist e dieci gol. Due addirittura contro sua maestà Real Madrid in Champions: uno di testa in inserimento (altra specialità della casa), l'altro con il classico movimento da ala 'a piede invertito', cioè sterzata dalla sinistra verso il centro e poi destro stretto sul primo palo. Contro un certo Courtois… Una giocata non casuale: aveva fatto un gol simile in amichevole contro l'Olanda, quella volta aprendo il destro a giro sul secondo; parola sua "una giocata provata in diecimila ore di tentativi sul sintetico di Aspmyra" (il campo del Bodø).

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Una curiosità su Schjelderup

Anzi due, la prima è che Mourinho è stato il suo allenatore più recente (e che gli ha fatto fare il salto di qualità). L'altra è che Schjelderup e proprio Nusa — l'altro obiettivo giallorosso e suo 'rivale' in nazionale — sono amicissimi. Dopo i campionati della scorsa stagione e prima che iniziasse il Mondiale, i due sono volati insieme in Spagna a Marbella: non in vacanza, ma per sedute extra di allenamento finalizzate soprattutto a raggiungere la miglior condizione e resistenza fisica per il caldo estremo che avrebbero trovato negli Usa.

Diego Moreira al Mondiale

A differenza degli altri due profili, qui c'è molto meno da dire: una sola presenza per lui negli Usa, per di più da subentrato. Eppure fondamentale: 57 minuti contro il Senegal, entrato sul 2-0 per gli avversari, è stato uno dei giocatori che ha contribuito alla folle rimonta (2-2 tra 86' e 89' e vittoria al 120'). Non ha messo personalmente a referto gol o assist, ma è entrato in tutte le azioni decisive: da un suo recupero alto è nato il cross dell'1-2, ha servito il pallone per l'assist del 2-2 e ha sfornato il cross per il fallo da rigore su Tielemans nei supplementari. Era appena alla quarta presenza in nazionale, mai da titolare.

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Chi è Diego Moreira: l'identikit

Classe 2004, belga, anche se ha fatto parte pure delle selezioni giovanili del Portogallo (ed era selezionabile anche per la Guinea-Bissau di papà). Standard Liegi e Benfica come alma mater, è passato dal Chelsea (quarantacinque minuti raccolti contro il Wimbledon in Coppa di lega) e ha fatto un prestito al Lione, dove ha giocato due partite allenato da Fabio Grosso. La sua squadra attuale è lo Strasburgo (club affiliato al Chelsea).

 

Più duttile degli altri due obiettivi romanisti: ala sinistra, ma anche ala destra, esterno di centrocampo o terzino, sia in una squadra con la difesa a tre, che in un sistema a quattro. L'hanno chiamato 'nuovo Marcelo' e — nel marzo 2025 — L'Équipe titolava così un suo profilo tattico: 'Come l'estroso Diego Moreira è diventato uno dei migliori terzini della Ligue 1'. Ha chiuso l'ultima stagione con cinque gol e nove assist in quarantadue partite.

La 'mappa' Transfermarkt dei ruoli in stagione di Diego Moreira

Una curiosità su Diego Moreira

Ha un albero genealogico a forma di pallone da calcio: figlio di Almami Moreira, ex capitano della Guinea-Bissau (ecco il motivo per cui era selezionabile pure per loro) ed ex fantasista dello Standard Liegi. Il nonno materno è Helmut Graf, ex calciatore austriaco dello Standard. È cugino di Eric da Silva Moreira del Nottingham Forest e pure di Carlos Mané, ex Sporting. Proprio L'Équipe aveva raccontato di un'infanzia quantomeno inusuale insieme al papà: "La famiglia cenava a mezzanotte e lui, a dieci anni, andava a letto alle quattro o cinque del mattino. Papà Almami era un tipo estroverso e festaiolo, gli dava tantissima libertà".

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