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03 ottobre 2017

Ciclismo, Froome e gli allenamenti notturni: "Ero diventato un vampiro..."

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Chris Froome ha vinto quattro Tour de France (Getty)

Il britannico del Team Sky si confessa in un'intervista al magazine britannico Shortlist: "Pedalavo per ore, anche di notte: un solo allenamento al giorno non mi bastava, ma ho retto solo 4-5 giorni. Mi pesa non aver finito l'università"

"Ero convinto che un solo allenamento non fosse sufficiente, così pedalavo per ore, anche di notte. Mi ero trasformato in un vampiro". Chi parla è Chris Froome, che in un articolo scritto per il magazine britannico Shortlist, ha rivelato un suo particolare metodo di allenamento. "Per fare bisogna sbagliare, così per una settimana, non facevo altro che allenarmi, mangiare, dormire, allenarmi mangiare, dormire, e ignoravo il passaggio dal giorno alla notte e viceversa - ha detto Froome -. Rientravo alle 2 di notte, mangiavo, mi addormentavo, mi risvegliavo alle otto e ripartivo per altre 6 ore di allenamento. E così via, ogni giorno il ciclo di allenamento era uguale. Mi sono ritrovato a pedalare di notte e a dormire di giorno, mi sentivo come un vampiro". Questo metodo estremista, però, è durato poco: "Dopo quattro o cinque giorni, sono crollato", ha confessato il keniano bianco. 

Birra e università

Froome, quattro Tour de France in bacheca (2013, 2015, 2016 e 2017) e il trionfo all'ultima Vuelta, ammette che quel metodo di allenamento non è salutare, nè sostenibile per un essere umano: "Tutti gli errori che ho fatto sono stati parte del processo di crescita che mi ha portato a essere ciò che sono - ha detto il 32enne del Team Sky -. Ho dovuto provare cose stupide, anche ridicole, nei miei metodi di allenamento, nel mio modo di stare sulla bici, nel mio stile di vita. Ma ogni sbaglio che ho commesso, mi è stato utile per crescere". Sono due i crucci del Froome uomo: la possibilità di bersi una birra con gli amici e non aver terminato l'università. "Il sacrificio più grande, per me, è quello di rinunciare ad avere una vita sociale - ha detto il quattro volte vincitore della Grande Boucle -. E' difficile che esca a cena, come fanno le persone normali, perché devo prestare attenzione a quello che mangio e devo andare a dormire presto. Noi atleti professionista ci muoviamo sulla lama di un coltello, possiamo cadere in ogni momento da una parte o dall'altra. Il nostro corpo assorbe tutto con grande rapidità e gli effetti sono subito evidenti: una pinta di birra può avere un grande impatto sul nostro fisico". Froome è un mancato dottore in Economia: "Avevo la possibilità di laurearmi nel 2007 in Sudafrica, ma poi mi chiamarono in Europa per correre come semi-professionista - ha confessato -. Ho scelto il ciclismo, mia madre mi ha sempre consigliato di fare ciò che amavo. Se potessi tornare indietro, mi piacerebbe finire gli studi". Infine sul suo futuro: "Al momento penso solo alla prossima gara, al prossimo obiettivo, alle prossime ore". Anche così si vincono quattro Tour de France. 

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