UCI: "Stop al ciclismo fino al 3 aprile per coronavirus. Non garantiti i recuperi"

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Circus Wanty-Gobert riders pictured in action during the reconnaissance of the track, ahead of the 75th edition of the one-day cycling race Omloop Het Nieuwsblad, Wednesday 26 February 2020. BELGA PHOTO DAVID STOCKMAN (Photo by DAVID STOCKMAN/BELGA MAG/AFP via Getty Images)

Dopo la fine della Parigi-Nizza, arriva anche la presa di posizione dell'UCI, che ferma il ciclismo almeno fino al 3 aprile: "Cerchiamo di ricollocare le gare, ma senza alcuna garanzia". A rischio anche le Classiche del Nord

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Come previsto e prevedibile, è arrivata anche la presa di posizione dell'UCI, che ha ufficialmente fermato il ciclismo almeno fino al 3 aprile a causa dell'emergenza coronavirus. La Parigi-Nizza è stata dunque l'ultima corsa disputata dai professionisti. La pandemia che sta colpendo il mondo aveva già prodotto decisioni drastiche, come l'annullamento di Strade Bianche, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Volta a Catalunya, Giro di Normandia e delle semiclassiche del Nord, su tutti la Gent-Wevelgem. Non solo, la partenza del Giro d'Italia, in programma a maggio da Budapest, è stata rimandata a data da destinarsi. L'UCI, nel comunicato, ha specificato che "comunicherà in una fase successiva l'eventuale ricollocazione di nuove date, secondo le possibilità offerte dal Calendario internazionale UCI ma senza alcuna garanzia". Il presidente dell'UCI, David Lappartient ha dichiarato: “La situazione internazionale legata al coronavirus è accelerata bruscamente negli ultimi giorni, soprattutto in Europa, il che ha spinto le autorità ad adottare misure drastiche che hanno un impatto notevole sul nostro sport in particolare. Di fronte a questa situazione senza precedenti e in evoluzione, dobbiamo adattare e adottare le misure necessarie per garantire, per quanto possibile, la sicurezza delle persone ai nostri eventi e l'equità sportiva". 

Prudhomme: "Roubaix a un passo dalla cancellazione"

L'emergenza coronavirus fermerà anche le Classiche del Nord. Il Ministro dello Sport fiammingo, Ben Weyts, ha praticamente escluso la possibilità che si possa correre il Giro delle Fiandre, in programma il 5 aprile, appena 48 ore la fine del decreto belga e dello stop imposto dall'UCI. Stessa sorte anche per la Parigi-Roubaix, prevista per il 12 aprile. Christian Prudhomme, a capo dell'organizzazione, ha spiegato a RMC: "Non mi aspetto di poter correre in aprile, dovremo allinearci alle decisioni delle autorità locali. Il Tour? Presto per dirlo, mancano 100 al Grand Depart". 

 

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