Ferrari, Montezemolo: "Leclerc ha tutto per essere un fuoriclasse, Vettel resti calmo"

Formula 1

L’ex presidente della Ferrari ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport: "Speravo che il mondiale andasse meglio, ci sono le carte in regola per giocarsela fino alla fine l’anno prossimo. I piloti devono ricordarsi che non corrono per sé stessi"

Dalla Ferrari alla Juventus, dal Bologna di Sinisa Mihajlovic alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026: Luca Cordero di Montezemolo ha fatto il punto su questi avvenimenti sportivi in una lunga intervista rilasciata in esclusiva a Sky Sport.

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Il Mondiale disputato

"È stato un mondiale che speravo andasse meglio, viste le premesse iniziali e le prove invernali. Ciò che mi dispiace è che da un po’ di anni la Ferrari non vinca il Mondiale e questo ci sta, perché ci sono tante di quelle componenti variabili, però che non sia mai in condizioni da anni di giocarsela fino all’ultima gara. Ho dei ricordi non belli, di tanti campionati persi all’ultima gara della stagione, ma almeno fino alla fine c’era la possibilità di vincere. Invece quest’anno e negli scorsi questo non è avvenuto e mi è dispiaciuto. Le cause sono prima di tutto della competitività della macchina: l’anno scorso lo era di più rispetto a quest’anno, ci sono stati dei problemi di affidabilità. Poi c’è la tattica, la gestione della gara, i piloti. Vincere in Formula 1 significa avere un insieme di elementi tutti perfetti. Io avevo messo insieme una squadra se penso a Todt, Brown, Domenicali, Byrne: credo che dobbiamo tener conto che ci debba essere un possibile rafforzamento organizzativo e di uomini. Binotto è in gamba, al suo primo anno con una mole di responsabilità molto ampia. Vedremo, l’anno prossimo mi aspetto un miglioramento dalla Red Bull e dal motore Honda, ma la Ferrari ha tutti gli elementi perlomeno per provare a vincere e lottare fino all’ultima gara".

 

Il dualismo Vettel-Leclerc

"Di quest’anno rimane il ricordo di pole position importanti, un Leclerc che è un pilota oggi in grado di vincere, un ragazzo duro in corsa ed intelligente, che fa tesoro degli errori e può diventare un fuoriclasse. Certamente ci sono stati dei momenti che hanno influito negativamente sulla squadra, i piloti devono sapere che non corrono per sé stessi, altrimenti si dovrebbero fare un loro team e lo dissi una volta a Barrichello. Ci vuole chiarezza, molta disponibilità di entrambi a rendersi conto di questo. Sarà un tema molto interessante della prossima stagione, perché ci sono due cavalli di razza ed entrambi vogliono vincere e quando è così spesso pensano più a sé stessi che della squadra. Questa è una grande responsabilità che avranno Binotto e la squadra, un tema delicato. Vettel deve essere calmo, avere fiducia nei suoi mezzi che sono molto forti. Deve avere un dialogo molto aperto con la squadra. Quando si va verso la fine dei contratti ci sono anni delicati. Negli ultimi anni ha dimostrato di essere sempre molto veloce e prima o poi il numero uno deve venir fuori".

 

Il numero uno

"Negli anni in cui ho lavorato, c’era Lauda con Regazzoni che doveva mandar giù qualche boccone amaro, ma Lauda era più veloce ed è giusto che puntassimo su di lui, difatti abbiamo vinto due Mondiali e ne abbiamo perso uno per mezzo punto in Giappone. Poi Schumacher, Barrichello, Irvine, lo stesso Massa erano piloti in grado di vincere le gare, portare punti importanti per il campionato, ma era chiaro che Schumacher fosse il numero uno. Non era una nostra decisione, lo diceva il cronometro. Quindi in generale un po’ di chiarezza ci vuole".

Il calcio: la Juventus e il Bologna

Da Allegri a Sarri

"Allegri ha fatto un lavoro eccezionale, nella vita contano i risultati e i fatti, ha vinto tutto tranne la Champions a cui è andato molto vicino. Sarri non lo conosco ma è un personaggio particolare: mi piaceva come giocava il suo Napoli, la Juve invece ora mi piace un po’ meno come gioco perché fa un po’ fatica a finalizzare ma la squadra è fortissima e ben gestita. Anche se qualche nuovo arrivo non ha dato i risultati attesi finora come personalità, è comunque in grado di avere il problema dell’abbondanza, con una rosa eccezionale. Dico sempre che quando c’è questo tipo di problema va bene nel calcio, in Formula 1 invece è meglio non abbondare nella stessa squadra".

 

La sostituzione di Cristiano Ronaldo

"Lo stesso discorso è quando si sostituisce un pilota, per il suo bene e per quello della squadra. Poi non ho mai visto uno che quando viene sostituito se ne va tutto felice, però Ronaldo è un grandissimo e fa parte di una squadra: se l’allenatore ha dei buoni motivi lo deve tirare fuori. Anche perché mi sembra che un po’ di riposi gli siano serviti, è tornato un giocatore fortissimo".

 

Il Bologna e Mihajlovic

"Penso che il Bologna si salverà. Voglio fare gli auguri a una bella persona come Mihajlovic, che non lo è solo oggi che sta lottando contro una malattia forte, ma lo è sempre stato nella carriera di allenatore e di giocatore. Lo stimo, è una persona perbene e ha sempre lavorato bene".

Le Olimpiadi

Il no a Roma 2024

"Sono molto contento di queste Olimpiadi invernali, ero rimasto esterrefatto nel dire di no a Roma: è stato un insieme di demagogia, masochismo, volersi autoflagellare perché la città di Roma avrebbe avuto delle risorse. Questo è un paese che ha bisogno delle emergenze o dei grandi eventi per far vedere quando è forte. Se si gira per Roma, l’80% delle infrastrutture nacquero con le Olimpiadi del 1960, quindi si è persa una grande occasione".

 

Milano-Cortina 2026

"Sono molto contento per Milano e Cortina, anche perché mi è piaciuto il gioco di squadra per ottenerle e non era facile perché le Olimpiadi invernali di Torino non sono così lontane. Dimostra la forza che abbiamo nel Comitato Olimpico e di questo va dato merito al CONI, che ha una grossa credibilità, e ai presidenti di regione e ai sindaci per il lavoro di squadra. Sarà importante per impianti e viabilità, stando attenti a due cose: non buttare via i soldi e pensare che oggi le Olimpiadi del 2026 deve tener conto in maniera prioritaria dell’ambiente". 

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