F1, GP di Monza 2020: la gara vista dalla pista in Italia

Formula 1
Mara Sangiorgio

Mara Sangiorgio

L'inno di Mameli è tornato a suonare a Monza a 12 mesi dal trionfo di Leclerc: nel giorno del doppio ritiro della Ferrari, l'Italia ha potuto festeggiare comunque grazie al successo di Pierre Gasly su Alpha Tauri. Per la Rossa, invece, altro GP complicato a una settimana dalla festa del Mugello

GLI HIGHLIGHTS DEL GP DI MONZA

C'è ancora un Italia che vince, gioisce e canta. Ma questa volta, dodici mesi dopo che a Monza l'inno di Mameli rimbombò per Charles Leclerc e la Ferrari, è risuonato per Pierre Gasly e l'Alpha Tauri che insieme hanno vinto una gara veramente pazza con ben due partenze. L'ultima volta a riuscirci insieme al team di Faenza era stato Sebastian Vettel, sempre qui, ma ben dodici anni fa. Il francese, alla sua prima vittoria in carriera, è stato un leone a tenersi dietro per praticamente metà gara un pilota come Carlos Sainz. Regalando a Monza un podio inedito e bellissimo. Sono passate infatti 157 gare da quando in Ungheria nel 2012 sul podio sono saliti piloti di team diversi da Mercedes Ferrari e Red Bull. 

 

Gasly ha potuto fare l'impresa grazie anche alla penalità inflitta a Lewis Hamilton. Il sei volte campione del mondo ha dovuto infatti restare dieci secondi fermo ai box per aver fatto una sosta mentre la pit lane era chiusa a causa della safety car in pista per la Haas di Magnussen, chiudendo poi la gara in settima posizione.

 

In quella che per la Formula Uno è stata una vera festa la Ferrari a casa sua è mancata clamorosamente. Di questa macchina non si salva proprio nulla, nemmeno l'affidabilità. Un problema ai freni ha infatti costretto al ritiro Sebastian Vettel, mentre Charles Leclerc, che ha pur sempre lottato con una monoposto difficilissima, è finito paurosamente contro le barriere. A Maranello si avvicinano a vivere il 1000° gran premio, quello che dovrebbe essere una festa, nella peggior condizione possibile, tecnica e di classifica. Ora la Ferrari è sesta nel Costruttori e la risalita sembra davvero una scalata più che mai impervia.

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