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F1 a Monaco: la prima, folle vittoria italiana con Patrese nel 1982

storia della f1
©Getty

Introduzione

Il Gran Premio di Monaco è uno dei più affascinanti dell’intero calendario di Formula 1: in calendario dal 1950, è un appuntamento fisso nel Mondiale che ha regalato emozioni e gare pazze, ricchissime di colpi di scena. Il menù di Monaco, quest’anno, offre a Kimi Antonelli la possibilità di riportare la bandiera italiana sul gradino più alto del podio, 22 anni dopo l’ultimo pilota azzurro capace di trionfare nel Principato, Jarno Trulli nel 2004. Il primo italiano a vincere in Formula 1 a Montecarlo, invece, fu Riccardo Patrese il 23 maggio 1982, al termine di un Gran Premio folle, a tal punto che il pilota padovano fu l’unico in pista a completare tutti i giri previsti. Il GP di Monaco è LIVE dal 5 al 7 giugno su Sky e in streaming su NOW

 

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Quello che devi sapere

IL PRIMO GRAN PREMIO SENZA GILLES VILLENEUVE

  • Nel 1982, il circus della Formula 1 arrivò a Monaco segnato profondamente dalla tragedia nell’appuntamento precedente, a Zolder, quando Gilles Villeneuve morì dopo un terribile incidente con la sua Ferrari nelle qualifiche, per evitare la March di Jochen Mass. Scioccata dalla scomparsa dell'Aviatore, la Ferrari, che si era rifiutata di correre in Belgio, si presentò nel Principato con il solo Didier Pironi a guidare per il Cavallino Rampante, mentre a stagione in corso sarebbe subentrato Patrick Tambay per sedersi sulla monoposto di proprietà di Villeneuve.
  • A guidare la classifica dei piloti, dopo cinque gare, era il 'Professore', Alain Prost, a quota 18 punti, inseguito da John Watson sulla McLaren a un punto di distacco: dietro di loro, si trovavano Rosberg, Lauda, Pironi e Alboreto.

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IL TRICOLORE SVENTOLA NEL SABATO DI MONTECARLO

  • Le qualifiche a Montecarlo videro 4 italiani nelle prime dieci posizioni: dietro al poleman Renè Arnoux su Renault, scattarono proprio Patrese sulla Brabham e un sorprendente Bruno Giacomelli su Alfa Romeo. Più indietro, dalla settima casella, scattò l’altra Alfa Romeo di Andrea De Cesaris, mentre la Tyrrell di Michele Alboreto partì nona. A completare i primi dieci, la coppia francese Prost-Renault in quarta posizione, la Ferrari di Pironi in quinta, seguito da Keke Rosberg, papà di Nico, in sesta posizione: il suo compagno di squadra in Williams, Derek Daly, scattò ottavo, mentre decimo partì John Watson.

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PROST AL COMANDO, ARNOUX FUORI

  • La prima porzione di gara fu segnata dalla superiorità delle Renault: Arnoux mantenne la prima posizione, mentre Prost si portò immediatamente alle sue spalle, dopo aver passato Patrese prima e Giacomelli poi (costretto a ritirarsi dopo aver rotto il semiasse).
  • Il primo vero colpo di scena arrivò al quindicesimo passaggio, con il testacoda di Arnoux alla chicane delle Piscine: il francese non riuscì a far ripartire la sua Renault, a cui si era spento il motore, e lasciò strada al compagno di squadra Prost, che però non riuscì subito a scappare, portandosi dietro Patrese, Pironi e De Cesaris

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

  • La gara scivolò via senza particolari colpi di scena nelle primissime posizioni, eccezion fatta per il piccolo incidente di Pironi, che nel doppiaggio di Elio De Angelis danneggiò il musetto della sua Ferrari, dopo aver sbagliato la manovra alla Rascasse, al 33° giro. I danni, per il pilota francese, furono comunque minimi e la Ferrari potè proseguire senza problemi la gara.
  • Nelle retrovie, invece, ci furono tanti ritiri eccellenti: il Campione del Mondo in carica, Nelson Piquet, si fermò a causa di un problema al turbo della sua Brabham, così come Niki Lauda, costretto a ritirarsi per un guasto al motore, mentre Keke Rosberg e Alboreto diedero forfait per il cedimento delle sospensioni. Nel frattempo, sul circuito di Monaco iniziò a cadere qualche goccia di pioggia...

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TRE GIRI, QUATTRO LEADER DIVERSI

  • Il valzer del primo posto si aprì con il testacoda di Prost al 74° giro, che perse il controllo sull'asfalto umido dopo la chicane del tunnel e andò a sbattere contro il muro, rovinando una gara condotta in maniera perfetta fino a quel momento. Al comando della corsa salì Patrese, che nel giro successivo come Prost rimase vittima di un testacoda al tornante Loews: ne approfittò Pironi per passare in testa.
  • Nell'ultimo giro, come in un film diretto da un grande regista, gli spettatori a casa vissero un'incredibile roulette (nella città dei casinò, azzeccato come paragone) sul possibile vincitore del Gran Premio. Pironi si fermò all'ingresso del tunnel dopo che la batteria della sua Ferrari si scaricò. Il pilota in testa, a quel punto, divenne De Cesaris, ma proprio in quel momento le telecamere inquadrarono la sua Alfa Romeo ferma a bordo pista senza benzina.
  • In questo crescente clima di tensione e incertezza, nessuno riuscì a capire chi fosse il nuovo leader della corsa: la regia internazionale staccò sulla Wiliams di Derek Daly, nel frattempo finita contro il muro, danneggiando l'ala anteriore. Nel frattempo, Ricardo Patrese (come scritto erroneamente nella grafica della regia monegasca) era riuscito a ripartire dopo il testacoda e tornò fortunosamente al comando, ma tanto bastò affinché l'italiano vincesse a Monaco: il pilota della Brabham fu l'unico a completare tutti i 76 giri previsti del Gran Premio. Sul podio con lui, infatti, salirono Pironi e De Cesaris, che avevano completato 75 giri come Mansell e De Angelis, ma avendolo fatto in un tempo minore, furono classificati di fronte ai due.

I NUMERI DI UNA VITTORIA STORICA

  • Patrese riportò la bandiera italiana sul gradino più alto del podio per la prima volta dopo sette anni: l'ultimo a riuscirci prima di lui era stato Vittorio Brambilla con la March nel Gran Premio d'Austria del 1975. Con il podio di De Angelis, l'Italia portò due piloti sul podio per la prima volta addirittura dal 1955, quando Piero Taruffi ed Eugenio Castellotti chiusero, rispettivamente, secondo e terzo a Monza.
  • Patrese divenne anche il primo italiano a vincere in Formula 1 a Montecarlo: nel Principato aveva vinto, nel 1952, Vittorio Marzotto, ma la gara in quel caso non apparteneva ad alcun campionato.
  • Nonostante la vittoria di Monaco (dedicata a Gilles Villeneuve), l'italiano non riuscì a lottare per il Mondiale, che fu vinto da Rosberg, con cinque lunghezze di vantaggio su Watson e Pironi (che non corse più in Formula 1 dopo un pesante incidente nelle prove libere in Germania, ad Hockenheim). Patrese può comunque vantare una vittoria in carriera sul circuito più prestigioso al mondo, figlia di una gara folle, ma senza dubbio storica per la Formula 1.

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