F1, rimonta Ferrari nella sfida con Mercedes: cosa cambierà (e se cambierà) con ADUO
L'ANALISIIntroduzione
Il duello iridato tra Kimi Antonelli e Lewis Hamilton si sposta sul piano dell'evoluzione tecnica. Con l'italiano leader della classifica (+41 punti sull'inglese), la partita dei prossimi GP si giocherà sulla gestione dell'ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). Se la FIA ratificherà le indiscrezioni, Ferrari potrà contare su due aggiornamenti motoristici contro il singolo intervento concesso a Mercedes, che a Barcellona ha subito anche un pesante stop di affidabilità sulla vettura di Antonelli. Al contrario, la scuderia di Maranello vola grazie al pacchetto aerodinamico portato in Catalogna. Ecco come funziona il nuovo sistema di sviluppo dei motori e perché potrebbe ribaltare gli equilibri del campionato
Quello che devi sapere
ADUO, LA SFIDA MERCEDES-FERRARI E LA SITUAZIONE OGGI
La vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona riaccende la lotta per il titolo in Formula 1. Se finora l'ago della bilancia pendeva tutto dalla parte della Mercedes e del talento azzurro Kimi Antonelli, dopo il GP di Catalogna gli scenari cambiano, a partire dal distacco in classifica che ora è di 41 punti. Sette gare sono poche per ridurre la corsa iridata a un affare privato tra il giovane talento e il "grande vecchio" della F1, soprattutto perché all'orizzonte c'è l'ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), il nuovo meccanismo introdotto dalla FIA per correggere gli squilibri prestazionali tra i motoristi in regime di power unit congelate.
- L'obiettivo dell'ADUO - Evitare che eventuali deficit strutturali a seguito delle omologazioni penalizzino le prestazioni in pista.
- Quando si attiva il sistema - Quando un motore fa registrare un deficit di performance superiore a una determinata soglia stabilita dalla Federazione:
- Nel caso della Ferrari - Vi sarebbe il superamento della soglia del 4% di svantaggio rispetto al motore di riferimento.
ADUO, 'JOLLY' PER LA FERRARI: GLI UPGRADE A DISPOSIZIONE
L'ADUO consente ai motoristi in ritardo di sviluppare il propulsore per raggiungere le prestazioni dell'unità indicata come punto di riferimento.
- A sorpresa, il motore di riferimento è risultato essere il Red Bull Ford, ma la squadra di Milton Keynes ha già manifestato forti perplessità. A Sky, il team principal Laurent Mekies (della scuderia satellite RB) è stato categorico: "Non abbiamo noi il motore migliore".
- Questo verdetto della FIA – che attende la ratifica ufficiale proprio alla luce dei dubbi Red Bull – delinea uno scenario che avvantaggia la Ferrari rispetto alla Mercedes nello sviluppo del motore termico (ICE).
- La Scuderia di Maranello avrebbe infatti a disposizione due step di aggiornamenti nel 2026 e altrettanti nel 2027, a fronte dell'unico upgrade a stagione (uno nel 2026 e uno nel 2027) concesso alla Mercedes.
QUANDO CI SARA' IL RIESAME E QUANDO ADUO POTREBBE DIVENTARE ESECUTIVO
L'indiscrezione sull'ADUO arrivata ai team dalla Federazione non è ancora diventata esecutiva. La Red Bull, infatti, ha subito chiesto ulteriori verifiche e un riesame del caso. Tempistiche? Ancora incerte, come ci ricorda Matteo Bobbi: "Non abbiamo la certezza di quando il riesame sarà terminato. Le voci di corridoio dicono che potrebbe concludersi nel giro di una settimana, verosimilmente prima del weekend in Austria".
- Se la direttiva sull'ADUO venisse notificata ufficialmente ai team con un comunicato della Federazione, il regolamento parlerebbe chiaro: le squadre avrebbero il diritto di portare in pista l'aggiornamento della power unit già dalla gara successiva.
- Per fare un esempio pratico: se la conferma della FIA arrivasse nei prossimi giorni, i team coinvolti potrebbero deliberare l'update motoristico già per il weekend del Gran Premio d'Austria.
LA SITUAZIONE IN CASA FERRARI
Come detto, dalle prime analisi e dai dati della Federazione, la Ferrari rientrerebbe tra i motoristi con un deficit superiore al 4% rispetto all'unità di riferimento che al momento è Red Bull. Un enorme vantaggio per Maranello perché:
- Ferrari otterrebbe il diritto al massimo livello di sviluppo consentito dal regolamento per recuperare il terreno perso.
Con i 2 upgrade nel 2026 e altri 2 nel 2027 per il motore termico, la Il Cavallino si ritroverebbe con il doppio dei "gettoni" di sviluppo rispetto a Mercedes. Evidentemente un fattore che potrebbe modificare sensibilmente i rapporti di forza.
LA SITUAZIONE IN CASA MERCEDES
Se venisse confermato il suo inserimento nell’ADUO, la Mercedes avrebbe a disposizione un solo aggiornamento per questa stagione. Al momento, però, a Brackley non c'è ancora una power unit con update pronta per la pista: il team dovrà quindi accelerare i piani originariamente previsti per il prossimo anno.
- Ricordiamo infatti che nel 2027 lo sviluppo sarà nuovamente libero per tutti i motoristi. L'obiettivo della Mercedes diventa quindi anticipare a quest'anno il lavoro sul motore che sta già girando al banco prova, anche se i tempi tecnici non saranno brevi.
- Resta invece ancora un'incognita la situazione legata agli altri motoristi in griglia.
ADUO CROCEVIA DELLA STAGIONE (MA NON L'UNICO)
Il fattore ADUO sarà sicuramente uno dei crocevia del campionato, ma non l'unico. La stagione si pone come una vera e propria guerra di sviluppo basata sui pacchetti aerodinamici. Sotto questo aspetto, la Ferrari ha già introdotto due step completi, mentre la Mercedes è ferma a uno: le Frecce d'Argento si trovano quindi in ritardo di una specifica rispetto a Maranello, un gap che cercheranno di colmare già nelle prossime gare con i nuovi aggiornamenti in arrivo.
CONCLUSIONI: ADUO CAMBIERA' O MENO IL MONDIALE? L'OPINIONE DI BOBBI
Il prosiegio del campionato si preannuncia come un balletto costante tra novità aerodinamiche e affinamenti dell'affidabilità. In questo scenario, l'ADUO giocherà un ruolo chiave, ma i suoi frutti si raccoglieranno sulla distanza, nell'arco dei prossimi 6-8 mesi. "È difficile che la prima specifica evolutiva introdotta a Maranello possa alterare subito i rapporti di forza in pista: la pazienza sarà la vera arma strategica", sottolinea Matteo Bobbi.