F1 in Ungheria: la pazza vittoria di Ocon all'Hungaroring del 2021

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Introduzione

Il Gran Premio d'Ungheria 2021 all'Hungaroring è passato alla storia per una sequenza di eventi imprevedibili, inaugurata da una maxi-carambola al via causata da Valtteri Bottas sotto la pioggia. La corsa è stata segnata dalla ripartenza più surreale di sempre, con Lewis Hamilton unico pilota sulla griglia mentre il resto del gruppo partiva dalla pit-lane con gomme da asciutto. Il weekend ha visto il trionfo inedito di Esteban Ocon su Alpine, blindato nel finale da una strenua difesa del compagno Fernando Alonso su Hamilton, e si è concluso con il colpo di scena della squalifica di Sebastian Vettel nel post-gara. La Formula 1 torna in Ungheria: il weekend di Budapest è LIVE su Sky e in streaming su NOW

 

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Quello che devi sapere

FRECCE D'ARGENTO ON FIRE A BUDAPEST

  • Il fine settimana inizia sotto un caldo asfissiante, con temperature dell'asfalto che sfiorano i 60 °C durante le sessioni libere. In queste condizioni, la qualifica del sabato si trasforma in una partita a scacchi sul filo dei millesimi e della gestione degli pneumatici.
  • La Mercedes monopolizza la prima fila con Lewis Hamilton in pole position (1'15"419) davanti a Valtteri Bottas. Max Verstappen, leader del mondiale con la Red Bull, deve accontentarsi del terzo tempo a oltre quattro decimi, penalizzato da un bilanciamento non perfetto della sua RB16B. I muretti box dei top team scelgono di qualificarsi in Q2 con gomma media per diversificare la strategia, ma la vera variabile impazzita deve ancora manifestarsi: il meteo della domenica.

GLI STRIKE DI BOTTAS E STROLL ALLA PRIMA CURVA

  • Poco prima del via della domenica, un fitto piovasco bagna l'Hungaroring, costringendo tutti i piloti a montare gomme intermedie. La visibilità è scarsa e l'aderenza è ai minimi storici. Allo spegnimento dei semafori, Hamilton scatta alla perfezione, mentre Valtteri Bottas si pianta, venendo sverniciato da Verstappen e dalla McLaren di Lando Norris.
  • L'errore del finlandese della Mercedes alla frenata di curva 1 è catastrofico: Bottas valuta male lo spazio di arresto sul bagnato, tampona violentemente Norris e trasforma la sua W12 in una palla da bowling. La McLaren fuori controllo centra in pieno la Red Bull di Verstappen, sventrando la pancia laterale destra dell'olandese. Nel caos che ne consegue, Lance Stroll commette lo stesso identico errore all'interno, travolgendo la Ferrari di Charles Leclerc, il quale a sua volta finisce contro la McLaren di Daniel Ricciardo.
  • La pista è un cimitero di carbonio e detriti. La direzione gara espone la bandiera rossa. Bottas, Leclerc, Stroll e Pérez sono ritirati all'istante; Norris proverà a rientrare ai box ma il danno al fondo è irreparabile. Verstappen riesce a ripartire, ma la sua vettura è gravemente menomata dal punto di vista aerodinamico.

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LA RIPARTENZA SOLITARIA DI HAMILTON

  • Durante i venti minuti di interruzione, la pista si asciuga rapidamente sotto il sole estivo. Nel giro di formazione per la seconda partenza (che da regolamento avviene da fermo), tutti i piloti si rendono conto che le gomme da bagnato sono ormai inutili e decidono di fiondarsi in pit-lane alla fine del giro per montare gomme slick da asciutto.
  • Tutti tranne uno. Il muretto Mercedes commette un errore macroscopico di valutazione, ordinando a Lewis Hamilton di rimanere in pista. La scena che si presenta agli occhi del mondo è unica nella storia della Formula 1: Hamilton si schiera completamente da solo sulla griglia di partenza, mentre le altre quattordici monoposto superstiti si accalcano caoticamente all'uscita della pit-lane.
  • Allo spegnimento dei semafori, l'inglese scatta in solitaria ma, dopo un solo giro, è costretto a rientrare per montare le slick, scivolando in ultima posizione. Al comando della corsa si ritrova incredibilmente la Alpine di Esteban Ocon, tallonata dalla Aston Martin di Sebastian Vettel e dalla Williams di Nicholas Latifi.

ALONSO BLOCCA HAMILTON

  • Mentre Ocon guida con freddezza millimetrica resistendo alla pressione costante di Vettel, Lewis Hamilton inizia una rimonta furiosa a suon di giri record. Il pilota della Mercedes risale la classifica a colpi di sorpassi finché, a quindici giri dalla fine, si ritrova in quarta posizione alle spalle di Fernando Alonso.
  • Hamilton ha un ritmo nettamente superiore e gomme fresche, e la vittoria sembra alla sua portata. È qui che va in scena il momento clou della corsa: Alonso, al volante della Alpine, mette in atto una difesa leggendaria. Per ben dieci giri, lo spagnolo sfrutta ogni centimetro dell'Hungaroring, posizionando la sua vettura con una maestria d'altri tempi e respingendo gli attacchi di Hamilton nei punti ciechi del tracciato.
  • Questo duello rusticano e pulito permette al compagno di squadra di Alonso, Ocon, di mantenere il margine di sicurezza necessario per congelare la leadership. Quando Hamilton riesce finalmente a passare lo spagnolo al giro 65, il tempo a disposizione per riprendere i primi due è ormai esaurito.

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LA PRIMA GIOIA PER OCON E ALPINE

  • Esteban Ocon taglia il traguardo in prima posizione, regalando alla Alpine-Renault la prima storica vittoria del team sotto la nuova denominazione, scatenando la gioia incontenibile del muretto francese. Sebastian Vettel chiude secondo dopo una gara d'attacco, mentre Hamilton agguanta il terzo gradino del podio, stremato dallo sforzo fisico. Max Verstappen, con una vettura ingovernabile, strappa un solo punto iridato.

LA SQUALIFICA DI VETTEL

  • Il post-gara riserva l'ultimo colpo di scena burocratico: durante le verifiche tecniche, i commissari FIA non riescono a estrarre il litro di carburante richiesto per i controlli dalla Aston Martin di Vettel. Il tedesco viene squalificato, promuovendo ufficialmente Hamilton al secondo posto e Carlos Sainz (Ferrari) sul terzo gradino del podio. Quel pomeriggio ungherese capovolse temporaneamente le gerarchie del mondiale, consegnando alla storia una delle gare più rocambolesche di sempre.

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