Bezzecchi: "Che emozione, vincere al Mugello è un sogno che avevo da quando ho memoria"
il vincitoreUna domenica che Marco Bezzecchi difficilmente dimenticherà: il pilota italiano ha conquistato la sua prima vittoria al Mugello. Al termine della gara, il leader del Mondiale ha raccontato le sue emozioni in diretta a Sky Sport
Che bello che oggi ci ricordi quanto è stupendo essere italiani. Tu che vinci la prima volta al Mugello con il casco di Alex Zanardi, Kimi Antonelli che ti applaude, Pecco sul podio con te. È un mix di sensazioni che vogliamo trasferirti, e anche un po' ringraziarti...
"Grazie a voi perché senza il supporto di tutte queste persone che erano qua, ma di tutti, veramente di tutti, tutto sarebbe più difficile, quasi impossibile. Bellissimo, è un sogno che avevo da quando ho memoria. Il mio babbo e la mia mamma ci portavano a me e Silvia, perché Laura era appena nata, a vedere le gare qua, ma dappertutto, anche ad Assen, siamo sempre stati veramente appassionati. Vincere qua è una cosa che non potevo neanche immaginare come fosse e infatti ha superato tutte le aspettative, perché è un'emozione veramente incredibile".
Ciao campione, mamma mia Bez! È stata una gara veramente perfetta. Sono felice, te lo meriti e ti voglio ringraziare a nome di tutti quanti perché ci fai vivere delle grandissime emozioni. Ho solo un dubbio: nella prima fase di gara c'era un po' di gestione? Perché dopo, quando sei riuscito ad avere strada libera, hai dato un'altra bella zampata. Io un po' ci speravo durante i primi giri in questa cosa qui, però volevo sentirlo dire da te.
"Intanto, Sava, grazie a te, perché sei veramente un grande. Hai fatto un lavoro incredibile e ci dai veramente delle soddisfazioni. E poi sei un grande anche proprio come persona, veramente. Ho trovato, oltre che un grande pilota, un grande amico, quindi grazie a te. Per quanto riguarda la gara: in realtà all'inizio, quando Pecco mi ha passato, andava forte e io non volevo esagerare. Avevo già scaldato tutto, quindi ho fatto qualche giro non troppo attaccato per cercare di non perdere contatto, ma di non stressare troppo tutto: gomme, temperature in generale. Poi ho iniziato a vedere che Pecco un po' faticava e in quel momento avevo un secondo su Martin, poi il giro dopo 0.7, quindi ho detto: 'Ok, adesso è il momento di passare e provare a vedere se ne ho per andar via'. Sono riuscito a passarlo alla uno e dopo mi sono messo giù, con l'aria un po' più fresca davanti si è ripresa la moto, e sono riuscito ad andar forte. Ho visto che il vantaggio aumentava sempre di più, però non volevo mollare perché avevo una paura di deconcentrarmi devastante. Poi iniziavo a veder muoversi tutto fuori, la gente in piedi, quindi era veramente tostissima, però, bellissimo".
Voglio fare una considerazione conoscendo lo spessore umano di Bezzecchi, che non riesco a dimenticare quando era bambino. Vederlo festeggiare oggi dopo aver fatto una gara così... anch'io mi sento soltanto di dirti: 'Grazie Marco', e di dirlo soprattutto a te stesso. Tu sei carino a dire grazie alle persone che lavorano con te, ma sii orgoglioso di quello che fai, perché si vede che c'è fatica nel volerlo ottenere, che c'è un impegno che forse ti rende anche un filo diverso da come è stato il Bezzecchi ragazzino. Noi vediamo una persona straordinaria e un professionista che è dentro un progetto meraviglioso, con una qualità che, secondo me, va riconosciuta. Mi sentivo di volerti dire questa cosa.
"Ti ringrazio molto, Guido. Hai detto delle cose belle. Sai, io faccio un po' fatica a fidarmi delle persone, è per questo che cerco sempre di rimanere un po' distaccato. Ma sentire queste cose mi fa veramente molto piacere, quindi ti ringrazio con il cuore. Io sono orgoglioso del mio lavoro, è ovvio, però è impossibile non ammettere che senza le persone che ci sono all'interno del team, per esempio, ma in generale a Noale, a casa la mia famiglia, sarebbe tutto impossibile. Quindi un grande grazie va a loro".
Vincere al Mugello è molto difficile: la pressione del tifo, la pista di casa. Ma soprattutto dopo tutto quello che hai fatto quest'anno, vivere un weekend difficile come Barcellona, dove sicuramente sarai andato via super arrabbiato, arrivare qua, gestire tutto e vincere con tre secondi e mezzo di vantaggio, 12 secondi più veloce dell'anno scorso... chapeau.
"Grazie Sanchio, son contento. Alla fine è un weekend complicato quello del Mugello quando arrivi, fortunatamente, da pilota abbastanza veloce. Perché comunque le persone si aspettano tanto e ti danno tutto il loro amore, però dentro, inconsciamente, senti un po' la responsabilità di non doverli deludere. Provi a non pensarci, ma alla fine è difficile. Però oggi non posso lamentarmi perché mi hanno dato una bella spinta".
Hai portato Alex Zanardi a vincere un altro Gran Premio sulla testa (con il casco a lui dedicato, ndr).
"Questa è la cosa che mi fa più piacere, lo sai? Io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerlo, l'ho sempre ammirato da lontano come credo la maggior parte di noi. E la sua storia è sempre stata assurda, incredibile. Ho visto dopo dopo l'accaduto, purtroppo, il tributo che gli è stato fatto dalla Formula 1 e mi sono detto: 'Dovrei fare qualcosa, perché adesso sono in una posizione che spacca, e magari è una cosa che può arrivare'. E sono molto contento".
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