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10 gennaio 2017

NBA, Derrick Rose non si fa vedere, Knicks battuti

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I Knicks perdono l'ottava gara delle ultime nove ma a tener banco a New York è la misteriosa scomparsa di Derrick Rose, che non si presenta al Madison Square Garden. Domina Anthony Davis, espulsi Carmelo Anthony e Kyle O'Quinn, ma il futuro del playmaker blu-arancio ora è in bilico

L’ottava sconfitta in nove partite — subita in casa, contro una squadra come New Orleans da 15 vittorie e 24 sconfitte — è finita per essere l’ultimo dei problemi in casa Knicks. A tener banco, infatti, prima ma soprattutto dopo la partita, la scomparsa di Derrick Rose, che dopo aver partecipato allo shootaround del mattino al centro di allenamento dei Knicks non si è presentato al Madison Square Garden, senza fornire nessun tipo di spiegazione a compagni o staff tecnico. Un vero mistero, che neppure le ore immediatamente successive alla gara sono riuscite a svelare. Tra voci di un suo improvviso ritorno a Chicago per urgenti motivi familiari (al momento l'ipotesi più accreditata) fino a speculazioni su un rapporto ormai in crisi con coach Jeff Hornacek alla luce del recente drastico taglio ai suoi minuti in campo (soprattutto sul finire della gara vinta contro Milwaukee il 6 gennaio), l’assenza di Rose ha gravato fortemente sulla 21^ sconfitta stagionale di New York, che ha visto anche la doppia espulsione nel terzo quarto di Carmelo Anthony prima e Kyle O’Quinn dopo, ennesimo segnale di una squadra pericolosamente vicina a un punto di  non ritorno. Ci ha provato Joakim Noah — tanti anni al fianco di Rose a Chicago — a calmare le acque nel dopo partita, abbozzando una timida difesa del compagno: “Sono solo felice che tutto sia comunque ok, per lui. Sta bene, e questo per noi è motivo di sollievo. Non voglio parlarne troppo perché non so esattamente quale sia la situazione ma Derrick rimane uno dei nostri giocatori migliori”.

Disastro Knicks - Coach Hornacek — dopo non aver dato nessun indizio nel prepartita che il suo playmaker potesse non essere della contesa — nel post-game si è limitato a dire “che la faccenda sarà chiarita più avanti”, per poi aggiungere: “Al momento non abbiamo altri elementi, aspettiamo di sentire Derrick in persona per saperne di più”. A nulla è valsa una spedizione all’ultimo minuto di alcuni funzionari Knicks a casa Rose, preoccupati per il suo stato, ma le voci che arrivano dai bene informati (il solito Adrian Wojnarowski) si spingono ora fino a mettere in dubbio il futuro del n°25 in maglia Knicks. In campo ha provato a farlo rimpiangere il meno possibile il suo sostituto, Brandon Jennings, il migliore dei suoi con 20 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, ma è evidente come il giallo attorno a Rose abbia finito per condizionare l’intera squadra. Con New York già sotto di 19, 82-63 nel terzo quarto, una protesta con gli arbitri di Anthony (18 punti per lui fino a quel momento) gli è valsa due falli tecnici in fila che lo hanno portato all'immediata espulsione, emulata meno di due minuti dopo da Kyle O’Quinn per una violenta spinta ai danni di Anthony Davis. 

Anthony Davis protagonista - Proprio la stella dei Pelicans è stata, almeno in campo, il protagonista assoluto della serata, chiusa con il primo quarantello stagionale di un avversario al Madison Square Garden: per lui, infatti, 40 punti, 18 rimbalzi e 3 stoppate, frutto di un ottimo 14/22 al tiro e 11/12 dalla lunetta. Partita quasi perfetta se non per la sua conclusione, che ha visto il n°23 di New Orleans dover lasciare il campo per un leggero (si spera) infortunio all’inguine sinistro. La prima vittoria dei Pelicans dopo tre sconfitte è arrivata grazie a un parziale decisivo di 31-15 nel terzo quarto, che ha portato la squadra di coach Alvin Gentry avanti anche sul 91-66. New Orleans ha tirato il 44.4% di squadra da tre punti, ma l’allenatore ha avuto parole di elogio soprattutto per la difesa: “Abbiamo disputato una gara davvero solida dietro”, come testimoniato dai 21 punti ricavati dalle 15 palle perse di squadra di New York e dall’aver tenuto la stella avversaria Kristaps Porizingis a solo 3/13 dal campo per 9 punti. Per i Pelicans, 12 uscendo dalla panchina di Tyreke Evans e 11 con tre triple a segno del rookie Buddy Hield. 

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