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19 gennaio 2017

NBA, super Durant travolge ancora i Thunder

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Dopo i 39 punti nella prima sfida contro OKC, Kevin Durant ricomincia da dove aveva lasciato chiudendo a quota 40 un match dominato dagli Warriors nel secondo tempo e vinto per 121-100, nonostante la 21^ tripla doppia di Russell Westbrook

Che non fosse una partita come le altre lo si poteva intuire ben prima che la palla a due fosse alzata, memori anche della super prestazione con cui a inizio stagione Kevin Durant spazzò via la sua ex squadra. I Thunder sono tornati a fare visita agli Warriors a Oakland e il copione è rimasto lo stesso, così come l’attore protagonista. Il 3 novembre scorso furono 39 per Durant nel 122-96 finale in favore di Golden State. Stavolta un punto in meno di squadra, uno in più per KD che chiude a quota 40 punti con 13/16 al tiro, 12 rimbalzi, 4 assist e un senso di onnipotenza cestistica che nessun dato potrà mai raccontare fino in fondo. Il padrone assoluto del match, ancora una volta determinante per il destino di OKC, anche se stavolta dalla parte opposta.

Westbrook, lo sconfitto – Tornare a casa con lo scalpo di Durant sarebbe stato ben più soddisfacente della 21^tripla doppia con cui è uscito dal parquet, ma a Russell Westbrook può davvero essere imputato tutto tranne il non averci provato. Davanti alla difesa di Golden State il numero 0 ha sporcato il foglio come al solito, sbagliando 15 tiri a fronte degli 8 realizzati, distribuendo 13 assist ma perdendo 10 palloni. Il pacchetto come al solito è unico, con tutto il suo carico di contraddizioni che di certo non tolgono merito alla clamorosa regular season che sta giocando la point guard dei Thunder. Gli ospiti sono rimasti comunque in partita per tutto il primo tempo (con KD in parte limitato dai due falli commessi già nel primo quarto), prima di essere travolti dalla solita marea di inizio terzo quarto. Ai padroni di casa è bastato dare un po’ di gas per spazzare via OKC.

RUSSELL WESTBROOK E L'INFRAZIONE DI PASSI DELL'ANNO

Come si battono questi? – Alla fine Golden State chiude con il 54% al tiro, il 47.6% da tre e con 35 assist a referto su 46 canestri realizzati. I Big Four vanno tutti in doppia cifra, con Draymond Green che raccoglie 11 rimbalzi e Steph Curry che distribuisce 8 assist. Per gli Warriors è il 36° successo stagionale per quella che sembra essere sempre più una corazzata imbattibile, tanto in attacco quanto in difesa, capace di sfruttare la perfetta chimica di squadra migliorata dopo l'arrivo di KD. Poco prima della palla a due Steve Kerr aveva dichiarato: “Quest’anno abbiamo molto più margine di crescita. Siamo eccitati da questa opportunità”. Qualora questo accada, sarebbe davvero impossibile per chiunque fare i conti contro Golden State.

OKC settima, puntando al quarto - Alla sirena finale anche Enes Kanter e Victor Oladipo riescono a scollinare quota 20, con Westbrook che mette a referto 27 punti, 13 assist e 15 rimbalzi. Ventidue quelli del lungo turco, ancora in uscita dalla panchina ma impiegato per ben 30 minuti a causa dell’assenza dell’infortunato Steven Adams. A essere sacrificati sono soprattutto i minuti di Domantas Sabonis, che ne ha trascorsi soltanto 15 sul parquet in una gara opaca chiusa con soli tre tiri tentati. OKC incassa così la 19^ sconfitta stagionale, scivolando al settimo posto alle spalle dei Memphis Grizzlies. Con il quarto posto dei Clippers diventato conquistabile dopo lo stop di due mesi di Chris Paul annunciato dai losangelini, occorrerà il prima possibile mettere fine alla striscia di sconfitte per puntare ad avere il fattore campo a favore nel primo turno playoff - magari già dalla cruciale sfida di Salt Lake City contro gli Utah Jazz.

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