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NBA, i risultati della notte: Miami fa 13

NBA
Hassan_Whiteside

Miami passa a Brooklyn e conquista la 13^ vittoria consecutiva. I Nuggets senza Gallinari vincono al Madison Square Garden grazie ai 40 punti di Nikola Jokic, massimo in carriera. Sono da record personale anche i 41 realizzati da Giannis Antetokounmpo, ma non bastano ai Bucks per battere i Lakers. Sacramento rimonta da -22 e vince in casa contro Atlanta

Brooklyn Nets-Miami Heat 99-108 - È tutta questione di strisce, di risultati positivi o negativi consecutivi e al Barclays Center alla fine il punteggio finale non poteva che assecondare le indicazioni delle ultime settimane. Questi Heat fanno sul serio e Brooklyn non sembrava certo avversario adatto a fermare la corsa della squadra della Florida. E così è stato: 26 punti di James Johnson in uscita dalla panchina, al suo massimo in stagione, guidano i cinque giocatori in doppia cifra di Miami, in una gara vinta soltanto negli ultimi sei minuti di gioco. Gli Heat conquistano così la 13^ vittoria consecutiva, a una sola partita di distanza dai Pistons e dai playoff. Un miraggio meno di un mese fa, diventato obiettivo concreto. Per i Nets invece, non c’è mai fine al peggio: l’ultima vittoria in casa è datata 26 dicembre, contro gli Charlotte Hornets. Da lì in poi 23 sconfitte e una sola vittoria per Brooklyn, sempre più ultima nella Eastern Conference.

New York Knicks-Denver Nuggets 123-131 - No Danilo Gallinari, no problem. I Denver Nuggets, ancora senza l’azzurro a disposizione, vincono al Madison Square Garden trascinati dai 40 punti di un sontuoso Nikola Jokic, al suo massimo in carriera. Per 41^ scelta al draft del 2014 ci sono anche 9 rimbalzi e 5 assist, in una gara da 17/23 al tiro. Una sentenza, anche grazie alla connivente difesa dei Knicks, incapace di limitare l’attacco della squadra del Colorado, alla quale ha concesso il 56% abbondante dal campo e il 50% da tre. Se prendi sempre canestro, non basta che Carmelo Anthony segni 33 punti; uno dei sei giocatori in doppia cifra in casa Knicks. “La sconfitta di questa notte è dura da digerire – commenta il numero 7 -; come giocatori dobbiamo fare tesoro di questa batosta e portarcela dentro per provare a fare meglio. Dobbiamo migliorare soprattutto in difesa”. Quante volte le abbiamo sentite queste parole, Melo?

Detroit Pistons-San Antonio Spurs 92-103 – Avanti dall’inizio alla fine. Non una novità se ti chiami San Antonio Spurs, abituati spesso e volentieri non solo a vincere ma a dominare le partite. A Detroit i ragazzi di Gregg Popovich ci hanno messo un tempo a chiudere la pratica, bravi ad andare a riposo sul +19: una montagna invalicabile per i malcapitati Pistons, nonostante i sette giocatori in doppia cifra. Il tiro da tre punti dei padroni di casa non entra con continuità (soltanto 5/17 dall’arco), il campo in attacco non si apre a sufficienza e contro la difesa degli Spurs diventa impossibile immaginare una rimonta. Alla sirena finale sono 32 punti in 33 minuti per Kawhi Leonard, con 11 canestri, 6 rimbalzi, 5 assist e tutta quella miriade di cose utili che difficilmente vanno a referto. La dolce sorpresa per i texani è Dewayne Dedmon, partito in quintetto e decisivo con i suoi 17 punti (8/10 al tiro) e 17 rimbalzi. “Ha combattuto a rimbalzo, ha corso in contropiede – commenta un soddisfatto Popovich -; la sua energia, la sua aggressività, la sua difesa: è stato fantastico sotto tutti questi aspetti”. Beh, se lo dice Pop bisogna fidarsi.

Washington Wizards-Indiana Pacers 112-107 — Con il punteggio a favore dei Pacers a un minuto e mezzo dalla fine, è ancora una volta John Wall a decidere la vittoria degli Wizards. Portano infatti la sua firma 8 degli ultimi 9 punti dei padroni di casa — canestro, assist per una tripla di Markieff Morris, poi tre tiri liberi —, portandolo a chiudere con 26 punti e 14 assist, quinta partita in fila con almeno 20+10 (record di franchigia pareggiato). Ventisei sono anche i punti di Morris, suo massimo stagionale, a cui si aggiungono i 20 di Bradley Beal per la 18^ vittoria casalinga nelle ultime 19. A Indiana, che silenziosamente aveva un record di 13-5 da inizio 2017 — non sono bastati i 31 di Paul George, condannata da un pessimo 4/21 da tre punti. 

Minnesota Timberwolves-New Orleans Pelicans 106-122 — Dovrebbe essere T’Wolves contro Pelicans, ma in realtà si trasforma ben presto nel duello tra prime scelte assolute da Kentucky: Karl-Anthony Towns contro Anthony Davis finisce 36-42 in favore del secondo, che ha la meglio anche sul referto finale. Ai ragazzi di coach Thibodeau non servono neanche i 29 di Andrew Wiggins o il classico vantaggio di +15 nel primo tempo, perché è in difesa che i T’Wolves perdono la gara, concedendo il massimo stagionale agli avversari (60% dal tiro e 12 triple) e prendendosi i fischi dei propri tifosi nell’ultimo quarto. Dopo aver vinto otto partite su undici, Minnesota ha perso cinque delle ultime sei tornando a essere la peggior difesa della lega (120.6 punti concessi su 100 possessi): “Continuerò a martellare, e martellare,  e martellare,  e martellare”, ha commentato coach Thibs. “O troveremo il modo oppure… troveremo il modo”.

Milwaukee Bucks-Los Angeles Lakers 114-122 — Giannis Antetokounmpo, suo malgrado, può iscriversi alla lunga lista di giocatori che associano il loro massimo in carriera a una sconfitta: i suoi 41 punti infatti aiutano i Bucks a rimontare da -27, ma i padroni di casa non si riavvicinano mai a meno di cinque punti e i Lakers riescono a chiudere con la vittoria una trasferta da cinque gare. È Nick Young a guidare l’inizio eccellente dei gialloviola mandando a segno i primi 8 tiri della sua partita (con cinque triple) e chiudendo con 26 punti, con i Lakers che pareggiano il massimo stagionale della lega per punti in un quarto (47 con l’82% al tiro) e il loro massimo per un tempo (76). Un tesoretto che sono riusciti a non dilapidare nonostante gli sforzi dei Bucks, che hanno perso 12 delle ultime 14 partite scivolando all’undicesimo posto nella Eastern Conference.

Sacramento Kings-Atlanta Hawks 108-107 — Un’altra rimonta, questa volta completata. Il numero chiave della sfida tra Kings e Hawks è 22: sono infatti 22 i punti a testa di DeMarcus Cousins (con 11 rimbalzi e 7 assist ma anche 9 palle perse e 6/17 al tiro), Darren Collison (autore del canestro decisivo a 3.5 secondi dalla fine) e Ben McLemore (massimo in stagione con 9 rimbalzi e 6/10 da tre), ma sono soprattutto 22 i punti rimontati da Sacramento ai danni di Atlanta. I Kings vanno avanti nel punteggio per la prima volta a 1:14 dalla fine, e da lì in poi le squadre si scambiano canestri del sorpasso per cinque volte fino al sottomano di Collison, a cui non riesce a rispondere Tim Hardaway Jr., comunque il migliore dei suoi con 28 punti a cui si aggiungono i 25 di Paul Millsap e i 20 di Dennis Schröder. 

Phoenix Suns-Chicago Bulls 115-97 - I Chicago Bulls, arrivati alla quinta partita del loro giro di trasferte a Ovest, perdono anche contro i Phoenix Suns, travolti dai 50 punti combinati da Devin Booker e Eric Bledsoe. "Ci hanno battuto in tutti gli aspetti del gioco" è stato il commento di uno sconsolato coach Hoiberg a fine gara, in un match in cui non sono bastati i 20 punti di Jimmy Butler e i 18 di Dwayne Wade, sempre più separati in casa rispetto al resto dello spogliatoio. I nuvoloni continuano ad addensarsi all'orizzonte per Chicago e non sembrano volerne sapere di andare via.

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