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12 giugno 2017

NBA Finals: "Il basket è gioia e molto, molto altro". Parla Steve Kerr

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Alla vigilia di gara-5, che potrebbe dare agli Warriors il secondo titolo NBA in tre anni, faccia a faccia con l'allenatore di Golden State. L'intervista integrale su Basket Room Speciale Finals in onda su Sky Sport 24 alle ore 18.15, qui un'anticipazione

OAKLAND — Alla conferenza stampa della vigilia di gara-5 Steve Kerr si presenta con una bella maglietta blu con la scritta Super Villains, i cattivoni, potremmo tradurlo. Un messaggio, una provocazione forse, ma col sorriso, quello che sembra non lasciare mai questi Warriors e che anche Steve Kerr — pur nel mezzo di un tormentato periodo in cui la sua salute fisica è tutt’altro che ottimale — si sforza di non perdere mai. Il messaggio poi lo rende esplicito alla prima risposta sul podio della conferenza stampa, parlando di aggiustamenti “emozionali prima ancora che tecnici” da adottare in gara-5: “Giocheremo duro? Ce la metteremo tutta su ogni possesso? Daremo il massimo?”. La famosa fisicità, così tanto evocata in casa Cavs dopo le prime due sconfitte, è apparsa realmente un fattore in gara-4 e unita a un approccio troppo morbido alla partita ha finito per condannare gli Warriors: “Abbiamo concesso ai loro tiratori da tre punti di tirare completamente liberi, smarcati; abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi; ci siamo fatti spesso battere all’inizio dell’attacco. Parte tutto da qui: se la nostra difesa sulla palla è carente, alla fine siamo costretti ad aiutare ed è come un domino che permette a loro di far girare bene il pallone da un lato all’altro del campo e trovare i loro ottimi tiratori sul perimetro. Dobbiamo difendere meglio sulla palla e sul pick and roll”, avverte Kerr. Che solo pochi minuti prima di offrire il suo punto di vista ai media accorsi all’ultimo allenamento di Golden State prima di gara-5 ha trovato il tempo di rispondere ad alcune domande per le telecamere di Sky Sport.

A Basket Room Speciale Finals l’intervista integrale

Tante le domande di Flavio Tranquillo a cui Steve Kerr ha accettato di buon grado di rispondere, in una chiacchierata che parte da lontano, dall’amore verso il Gioco — con la g maiuscola — dell’allenatore degli Warriors al concetto di gioia nel praticarlo che sembra contraddistinguere in particolare la sua squadra. Ai microfoni di Sky Sport coach Kerr riflette sul suo periodo forzatamente lontano dalla panchina ma accetta anche di aprirsi su questione più tecniche, come l’importanza dello specifico sistema di gioco da lui pensato per i suoi Golden State Warriors e del rapporto tra lo stile di gioco e le individualità chiamate a metterlo in pratica sul parquet, sera dopo sera, azione dopo azione. Persona dalla notevole apertura mentale e di grande caratura intellettuale, Kerr si è poi soffermato anche su un aspetto a suo modo importante per mantenere una prospettiva più ampia che vada oltre i 28x15 del campo: “Mi piace restare aggiornato su quello che succede nel mondo e leggere sempre il più possibile, che siano dei buoni libri o semplicemente i quotidiani. C’è una persona del mio staff — rivela — che se vede qualcosa di interessante online me lo stampa e me lo fa trovare sulla mia scrivania, così da permettermi di leggerlo in aereo o in hotel durante i tempi morti. A volte da questo nasce un’idea che metto in atto in allenamento o magari mi ispira un messaggio che voglio dare alla squadra: credo che alla fine anche questo mi aiuti nel mio mestiere di allenatore”. Il primo appuntamento per non perdersi neppure una parola dell’intervista a Steve Kerr condotta da Flavio Tranquillo è per le ore 18.15 con Basket Room Speciale Finals in onda su Sky Sport 24.

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