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20 giugno 2017

NBA, Durant scatenato su Twitter: risposte piccate alle critiche

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Dopo il “silenzio social” tenuto durante le Finals, KD è tornato a cinguettare su Twitter da campione NBA, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe contro i suoi haters

Kevin Durant, oltre a essere un MVP in campo, è da sempre un personaggio pubblico che non ha mai lesinato risposte e commenti piccati ai fan (e soprattutto ai più critici) che attraverso i social hanno più volte attaccato l’ex giocatore dei Thunder. Dal celeberrimo “Stare su Twitter è meglio che andare al club…” datato 2010 in poi, KD è sempre stato una miniera di spunti con le sue risposte dirette e dal malcelato fastidio. Da 12 mesi a questa parte però, il cinguettio contro di lui si è inevitabilmente fatto sempre più fitto e rumoroso dopo la sua scelta di accasarsi agli Warriors, tanto che lo stesso Durant ha drasticamente limitato la sua presenza in questa stagione sui social, prima di piombare in un silenzio di tomba da quando è stata alzata la prima palla a due delle Finals. Dopo il trionfo in molti attendevano il suo ritorno su Twitter, che non ha deluso anche se è passato in parte inosservato, visto che costellato di chiocciole come primo dei 140 caratteri - il simbolo utilizzato per taggare gli interlocutori e che in automatico manda in tweet all’interno della sezione “Tweet e risposte”. Niente passaggi nella home degli oltre 16 milioni di follower quindi, ma un vero e proprio sfogo in cui il numero 35 ha deciso di togliersi un bel po’ di sassolini dalle scarpe. Eh già, perché il ritorno di KD (sì, immagino i tifosi di OKC svenire soltanto all’idea che accada in campo) è stato unicamente rivolto a blastare un parte di quelli che anche dopo un successo del genere avevano trovato qualcosa da ridire. Prenderli in giro, anche provocandoli e sfidandoli apertamente. E così a chi fa riferimento al lavoro duro fatto da Kobe Bryant e altre leggende per raggiungere il successo, risponde infastidito:

E chi continua a provocarlo, citando la sconfitta nelle passate finali di conference contro Golden State, di certo non può pensare di marcarlo in uno contro uno.

A chi ne lamenta la mancanza di swag, definendolo ”una star molto noiosa”, replica con finta preoccupazione:

Alla fine invece, c’è chi critica il suo ritorno nell’arena social soltanto dopo aver messo l’anello al dito. Un titolo non conquistato, ma acquisito dopo essersi venduto al nemico. Tanto immeritato da non poter parlare da campione “validato” sul parquet, uno che non dovrebbe scrivere su Twitter.

Mi raccomando Kevin, non ascoltarlo. E continua a cinguettare, please.

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