29 settembre 2017

Speciale NBA 2017-2018: Boston Celtics, il gap con Cleveland è colmato?

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Gordon Hayward, Kyrie Irving, Al Horford

Gordon Hayward, Kyrie Irving, Al Horford: i nuovi Big Three (foto Getty)

È cambiato tutto a Boston: addio Isaiah Thomas, benvenuti Kyrie Irving e Gordon Hayward. L'obiettivo però rimane quello di battere i Cleveland Cavaliers: questa squadra è migliore rispetto a quella che l'anno scorso ha vinto 53 partite?

È stata un’estate di cambiamenti per tantissime squadre, ma nessuna ha cambiato quanto i Boston Celtics: sono infatti solamente quattro i giocatori della stagione passata che sono tornati in bianco-verde per cominciare l’annata 2017-18, mentre tutti gli altri sono volti nuovi. A partire inevitabilmente da quelli di Kyrie Irving e Gordon Hayward, due tra i primi 20 giocatori della lega che hanno scelto di unire le forze per dare battaglia ai Cleveland Cavaliers e riuscire a fare l’ultimo passo, quello che è mancato lo scorso anno fermandosi di botto davanti a LeBron James e soci. A maggio fu Irving a mettere la parola fine alle loro velleità con un’esplosione offensiva da 42 punti (21 nel solo terzo quarto) in gara-4: oggi i Celtics sperano che l’ex Cleveland replichi quelle prestazioni anche nel sistema offensivo di coach Brad Stevens, che nella scorsa stagione ha portato Isaiah Thomas fino al secondo quintetto All-NBA e può lanciare Irving nella top-10 dei migliori giocatori della lega. Se si guardano però le due metà campo, pensare che il migliore tra i due sia Gordon Hayward non è eresia: l’ex Jazz ha scelto i Celtics del suo allenatore al college per provare a vincere, e insieme a Irving e Al Horford si assumerà le maggiori responsabilità all’interno di un gruppo che avrà bisogno di tempo per conoscersi. Non bisogna sottovalutare infatti la gioventù e l’inesperienza del roster costruito dal GM Danny Ainge: tolto Marcus Morris, probabile titolare al fianco di Horford sotto canestro, i giovani Jaylen Brown e Jayson Tatum dovranno assumersi delle responsabilità per trovare il giusto equilibrio tra un ruolo di supporto (quando in campo ci sono Irving, Hayward e Horford) e di produzione offensiva (in particolare con la second unit). L’anima difensiva della squadra invece, dopo gli addii a Avery Bradley e Jae Crowder, passerà dalla voglia di Marcus Smart e Terry Rozier, oltre alla solidità di Aron Baynes e Daniel Theis sotto canestro. Sarà abbastanza per puntare alla Finale NBA come le quote di Las Vegas suggeriscono?

RECORD 2016-17: 53-29 (1° Atlantic Division, 1° Eastern Conference, 4° NBA)

PLAYOFF: eliminati in finale di conference
(4-2 vs. Chicago | 4-3 vs. Washington | 1-4 vs. Cleveland)

OVER/UNDER 2017-18: 56.5 (2°)

ROSTER

KYRIE IRVING | Terry Rozier, Shane Larkin

JAYLEN BROWN | Marcus Smart

GORDON HAYWARD | Jayson Tatum, Abdel Nader

MARCUS MORRIS | Semi Ojeleye, Guerschon Yabusele

AL HORFORD | Aron Baynes, Daniel Theis

ALLENATORE: Brad Stevens (166-162)

GM: Danny Ainge

Tre domande per descrivere la stagione

1) Gli arrivi di Irving e Hayward colmano il gap nei confronti dei Cavs?

Le mosse effettuate in estate da Ainge ci dicono che secondo la sua valutazione quel gruppo guidato da Thomas, Bradley e Crowder era giunto al suo limite massimo e non avrebbe avuto la “potenza di fuoco” per battere i Cavs; gli arrivi di Irving e Hayward, però, aumentano di molto il potenziale offensivo della squadra, che lo scorso anno faceva fatica ogni volta che Isaiah veniva raddoppiato. Se sarà abbastanza per colmare il gap è però tutto da vedere: Boston aveva già finito sopra Cleveland nella scorsa regular season, ma il fattore campo è stato fatto a pezzi da James e soci nelle prime due gare, e l’abitudine a vincere unita alla profondità del roster dei tre-volte campioni della Eastern Conference sono due fattori che si rivelano spesso decisivi ai playoff. La domanda di fondo, poi, rimane: chi marca LeBron James nel roster di Boston?

2) Chi è lo stopper difensivo di questa squadra?

Il tema della difesa è uno di quelli che determinerà il successo dei biancoverdi nella prossima stagione. I Celtics erano già abituati a dover fare i conti con una point guard difensivamente porosa come Thomas e perciò partono avvantaggiati con Irving, ma cedendo Bradley e Crowder perdono i due migliori difensori del roster e dovranno affidarsi moltissimo alla versatilità di Smart e alla crescita di Brown. Morris e Horford, poi, sono due lunghi che vanno facilmente in sofferenza a rimbalzo difensivo, mentre Hayward – per quanto sottovalutato dal punto di vista difensivo – non ha ancora dimostrato ai playoff di poter essere decisivo anche nella sua metà campo. Messi assieme tutti i puntini, c’è una difesa da top-10 in questo roster?

3) Questo roster può vincere subito o è costruito in ottica 2020?

Per certi versi, la squadra che si è tolta così tante soddisfazioni negli ultimi anni è stata un incidente: nessuno si aspettava che Isaiah Thomas raggiungesse il livello che ha raggiunto, trascinando di forza i Celtics al primo posto a Est con una delle stagioni individuali più efficienti di sempre (a maggior ragione per uno della sua taglia). Ma considerando l’età media di alcuni elementi chiave del roster, siamo davvero sicuri che l’obiettivo di Ainge sia di vincere adesso – considerando anche gli asset a disposizione per i prossimi anni? È possibile che questi Celtics siano pronti a competere, ma non necessariamente a vincere ora; anche perché basta aspettare dodici mesi per vedere se LeBron James farà le valigie traslocando a Ovest, lasciando campo libero a Boston per dominare la conference.

Obiettivi

Allo stesso tempo, non tornare quantomeno in finale di conference con uno dei primi due posti a Est sarebbe da considerare un fallimento, perché il roster di quest’anno è quantomeno del livello dello scorso anno e le avversarie non si sono rinforzate così tanto. Una serie migliore contro Cleveland sarebbe una gradita conferma del buon lavoro fatto durante l’estate, per poi tirare le somme e capire come procedere in futuro – anche alla luce dei movimenti delle avversarie.

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