01 ottobre 2017

Speciale NBA 2017-2018: Dallas Mavericks, i playoff restano ancora lontani

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Dennis Smith Jr. è l'uomo su cui i Mavericks puntano nel presente e soprattutto per il futuro della franchigia, senza rinunciare a un Dirk Nowitzki chiamato ancora una volta a dare il suo decisivo contributo alla causa

“Con la chiamata numero 9, i Dallas Mavericks selezionano Dennis Smith Jr.”. Tredici anni dopo la franchigia texana è tornata infatti a scegliere tra le prime dieci al Draft (nel 2004 fu Devin Harris alla numero 5), puntando su uno dei prospetti più intriganti tra tutti quelli in uscita dal college. Una point guard duttile, atletica ed esplosiva, che dovrà confermare tutte le sue caratteristiche anche al piano di sopra. Un talento su cui si stanno riponendo buona parte delle speranze dei Mavs, che al suo fianco possono già schierare Harrison Barnes, Wesley Matthews e Seth Curry; un gruppo che si sta ritagliando lo spazio per diventare l'asse portante del futuro della squadra. A fare notizia a Dallas però, come ormai accade da vent’anni a questa parte, è come sempre Dirk Nowitzki, che in estate ha deciso di proseguire per altri due anni con i Mavericks, rinunciando alla possibilità di incassare (in teoria) 25 milioni di dollari nella prossima stagione, ridiscutendo il suo accordo e “accontentandosi” di soli 10 milioni per il prossimo biennio, spostando ancora più in alto un’asticella che mai nessun giocatore europeo in NBA aveva portato così in alto. L’ennesimo sconto che ha convinto un tifoso texano a donare 20 dollari al giocatore tedesco, all’interno di un biglietto che recitava: “Negli ultimi sei anni hai rinunciato a tanti soldi per garantire ai Mavericks la possibilità di provare a firmare un altro grande giocatore… il pranzo te lo pago io!”. Secondo quanto calcolato da Business Insider infatti, al momento la quota definitiva incassata da Nowitzki da quando è sbarcato in NBA si attesta sui 252 milioni di dollari; un’enormità, di poco superiore ai 194 milioni lasciati sul piatto (il totale infatti poteva essere 446 milioni), non avendo chiesto per molti anni il massimo che il salary cap gli avrebbe garantito. Venti dollari di mancia sembrano essere davvero il minimo.

RECORD 2016-17: 33-49 (5^ nella Southwest Division, 11^ nella Western Conference, 22° posto in NBA)

PLAYOFF: No

OVER/UNDER 2017-18: 35.5

Roster

DENNIS SMITH JR. | J.J. Barea, Yogi Ferrell

SETH CURRY | Devin Harris

WESLEY MATTHEWS | Dorian Finney-Smith

HARRISON BARNES | Josh McRoberts, Dwight Powell, Maximilian Kleber

DIRK NOWITZKI | Nerlens Noel, Salah Mejri

Allenatore: Rick Carlisle

GM: Donnie Nelson

Tre domande per capire la stagione dei Dallas Mavericks

Dirk Nowitzki ancora protagonista: problema o punto di forza?

Il lungo tedesco, pensionabile ormai secondo molti da qualche anno, ha sempre risposto sul campo a critiche che si sono dimostrate infondate, confermando come la sua sia una presenza che va ben oltre il semplice raggiungimento di record da aggiornare ogni volta che mette piede sul parquet. La scorsa regular season è stata per lui quella con il minor impiego dai tempi del suo esordio da rookie in NBA, ma alla fine è riuscito comunque a mettere a referto 26 minuti abbondanti di media fatti di qualità offensiva e costellati dalle solite difficoltà nella propria metà campo. Il nuovo assetto che coach Carlisle vuole disegnare in questa stagione però sembra essere pensato proprio per nasconderlo il più possibile nella propria metà campo, liberandone poi il talento quando si tratterà di attaccare. Un duo talmente tanto collaudato con l'allenatore dei Mavericks che, in una stagione di transizione, l’asse Nowitzki-Carlisle continuerà a essere per il decimo anno consecutivo la spina dorsale di una squadra che non può ancora prescindere da queste due figure.

E Nerlens Noel?

L’allenatore dei Mavericks ci ha tenuto a metterlo in chiaro sin dal primo momento: “Nowitzki verrà regolarmente impiegato e partirà in quintetto da centro”; questa la stoccata lanciata e diretta a Nerlens Noel, la cui situazione contrattuale è uno dei nodi cruciali nella stagione di Dallas. L’ex centro dei Sixers infatti ha rifiutato il rinnovo, scommettendo su sé stesso nel suo ultimo anno di contratto e preferendo diventare free agent la prossima estate, provando a lucrare su quello che Noel spera possa essere l’anno del definitivo rilancio. Lo spazio però dovrà prenderselo con le unghie, consapevole che in una squadra in cerca di nuovi equilibri la sua presenza potrebbe diventare imprescindibile. Con buona pace dei contratti.

Dennis Smith Jr.: è lui l’uomo del destino?

Sì, o quanto meno in Texas tutti sperano che lo sia. Dennis Smith Jr. ha tutte le caratteristiche per diventare un giocatore trascinante con il suo mix di doti fisiche e atletiche; un Yogi Farrell più alto, più grosso, più esplosivo e convinto dei propri mezzi. Il grande punto interrogativo resta quello dell’impatto con una Lega che ti mette alla prova di continuo per sei mesi senza soluzione di continuità. Le premesse però ci sono tutte e sognare, a differenza delle decine di milioni di dollari sborsati da Mark Cuban, non costa nulla.

Obiettivi

Si giocassero le partite casalinghe qualche migliaio di chilometri più a Est, il roster sarebbe più che equipaggiato per provare a conquistare una qualificazione playoff che a Ovest invece sembra una vana speranza. Nella sola Division dei Mavericks infatti ci sono Spurs, Rockets, Grizzlies e Pelicans, senza contare l’enorme mole di talento distribuita lungo tutto il resto della costa. Ricostruire al meglio dovrà quindi per forza di cose andare di pari passo con un processo che richiederà di certo qualche altro anno prima di manifestare i suoi frutti.

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