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Speciale NBA 2017-18: Atlanta Hawks, non ci resta che piangere. Per Belinelli una stagione cruciale

NBA

Le premesse per fare una stagione di transizione per andare a caccia di scelte al Draft ci sono davvero tutte; giocatori come Dennis Schröder e Marco Belinelli però sanno che per le loro carriere non c'è tempo da perdere: bisogna andare all-in già dalla prossima settimana

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Primavera 2015: coach Budenholzer, arrivato in Georgia da soli sei mesi, mette a posto diversi tasselli nell’ingranaggio Hawks e fa volare (fuor di retorica) Atlanta in regular season, conquistando il primo posto della Eastern Conference grazie alle 60 vittorie racimolate e fissando così il nuovo record di franchigia. Quegli Hawks però naufragheranno malamente contro i primi Cleveland Cavaliers di LeBron James in finale di conference, nonostante il fattore campo a favore e un sistema di gioco rodato e fino a quel momento convincente. Teague-Korver-Carroll-Millsap-Horford sembrava poter essere la cinquina vincente sulla ruota di Atlanta, ma tre sessioni di mercato più tardi tutto è stato spazzato via ed ha lasciato in dote soltanto uno Schröder versione vado-alla-conquista-del-mondo e poco altro. Gli Hawks infatti, dopo gli Spurs, sono la squadra ad avere la striscia di partecipazioni consecutive ai playoff aperta più lunga: dieci anni consecutivi sempre con all’attivo almeno una serie di post-season disputata, bravi a mettere in piedi nel bene o nel male una squadra quantomeno competitiva. Quest’anno qualcosa però sembra essersi incrinato: il roster consegnato a Budenholzer infatti rischia di essere il peggiore di tutta la NBA (in lizza con i Pacers per questo non invidiabile primato), privo di ricambi validi da far entrare a gare in corso rispetto a un quintetto che farà fatica ad accoppiarsi contro ogni tipo di avversario. I 54 milioni di contratto nei prossimi tre anni garantiti a Bazemore e forse ancor di più i 37 strappati da Miles Plumlee raccontano di una squadra che ha preso alla lettera il compito di “riempire il cap”, spesso senza star lì a badare a cosa finiva dentro il calderone. Il mix venuto fuori pone inevitabilmente sotto i riflettori Dennis Schröder, chiamato in questa stagione a dimostrare di essere trascinante, avendo la più completa e totale libertà di manovra. La nostra attenzione invece sarà rivolta in particolare verso Marco Belinelli, finito quasi per sbaglio in Georgia nella trade con cui gli Hawks si sono liberati di Dwight Howard; l’azzurro però ad Atlanta troverà un sistema a lui congeniale, oltre che minuti, spazio e responsabilità.

RECORD 2016-17: 43-39 (2^ Southeast Division, 5^ Eastern Conference, 11° posto in NBA)

PLAYOFF: sì, fuori al primo turno (2-4 vs. Washington Wizards)

UNDER/OVER 2017-18: 25.5

ROSTER

DENNIS SCHR ÖDER | Malcolm Delaney, Quinn Cook

KENT BAZEMORE | Marco Belinelli, Tyler Dorsey, Nicolas Brussino

TEUREAN PRINCE | DeAndre' Bembry

ERSAN ILYASOVA | John Collins, Luke Babbitt

DEWAYNE DEDMON | Miles Plumlee, Mike Muscala

ALLENATORE: Mike Budenholzer

GM: Travis Schlenk

È davvero tutto sulle spalle di Dennis Schröder?

Sì, e non sembrano esserci molti timori di smentita. A leggere il roster a disposizione di coach Budenholzer (che spesso ha dimostrato di essere un abile alchimista), diventa complesso immaginare soluzioni diverse dal “diamo la palla a Schröder e speriamo che ci tiri fuori dai guai”. La point guard tedesca è uno dei più intriganti e allo stesso tempo folli talenti a cui affidare le chiavi della propria squadra. Portato in maniera naturale ad andare oltre le righe, a forzare la mano e magari a fare a testate contro tutto e tutti. La caparbietà e la capacità di tenere sempre e comunque botta potrebbe essere il motore di una squadra alla ricerca di un senso. Il messaggio insomma, spero arrivi chiaro: fantabaskettari di tutto il mondo, prendetelo in squadra!

Ultima chiamata per Marco Belinelli?

Per Marco Belinelli invece il discorso è molto più ampio. L’azzurro, dopo una stagione positiva agli Hornets, è stato costretto a compiere l’ottavo trasloco nell’ormai decennale carriera NBA direzione Atlanta, pedina di scambio all’interno dell’affare Howard. Gli Hawks si sono ritrovati così a disposizione un giocatore esperto e soprattutto funzionale al sistema simil-Spurs che Budenholzer porta avanti ormai da anni in Georgia. Per il Beli dunque sono pronti minuti (probabilmente a gara in corso), tiri e responsabilità; la situazione ideale per un giocatore nel contract year più delicato della sua carriera: 31enne alla ricerca di una riconferma da parte della Lega che magari vada oltre un semplice contratto annuale da veterano da raccattare in tarda estate. Il prossimo anno è previsto un vero e proprio terremoto durante la off-season e Belinelli spera con piacere di finire nel calderone.  

Senza girarci intorno: conviene tankare?

Sì, e la risposta potrebbe finire qui. Gli Hawks hanno a disposizione la loro prima scelta, oltre che quelle di Houston, Cleveland e Minnesota (a naso, chiamate non da lottery). Un bel gruzzolo con cui sperare di ridisegnare con forze fresche il roster, sperando magari di avere la possibilità di scegliere tanto in alto, a quote dove anche essendo soltanto un 19enne è in grado di ridare linfa a un’intera franchigia. Potrebbe essercene assoluto bisogno tra otto mesi.

Obiettivi per la stagione

Non rendere inutile sin dalla prima palla a due della regular season una stagione certamente in salita e in cui sarà difficile fissare l’asticella oltre le 25 vittorie previste dall’under/over di Sport Illustrated. Atlanta è consapevole del fatto che molto probabilmente la tentazione di sognare una scelta alta al Draft, toglierà ancora di più agonismo a una squadra che farà fatica a trovare stimoli strada facendo. Le motivazioni personali dei vari Schröder e Belinelli dovranno dunque mettere un po’ di pepe a una squadra a caccia di motivazioni prima ancora che di risultati.