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NBA, i risultati della notte: Minnesota vince ancora contro OKC, Houston da record

NBA

Non basta a OKC la partita da almeno 20 punti a referto di tutti e quattro i big dei Thunder, battuti per la seconda volta da Minnesota in meno di una settimana. I Rockets vincono agilmente contro gli Hornets, tirando soltanto 28 volte da due (record nella storia NBA). Sconfitta sonora per San Antonio contro Orlando

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Minnesota Timberwolves-OKC Thunder 119-116

IL TABELLINO

La bestia nera degli Oklahoma City Thunder in questo inizio di stagione ha un nome e un cognome; si chiama Minnesota Timberwolves, bravi nel giro di una settimana per ben due volte a strappare un successo in volata contro Russell Westbrook e compagni (non esattamente la specialità della casa fino allo scorso anno per i ragazzi di coach Thibodeau). Quest’anno però molte cose sono cambiate, a partire dall’arrivo di Jimmy Butler, uno dei protagonisti del successo T’wolves, ritornato in campo dopo l’assenza nelle ultime due partite che (guarda caso) era coincisa con due sconfitte subìte incassando ben 22 punti di media. La solidità dell’ex giocatore dei Bulls invece stanotte si è fatta sentire: 25 punti (13 dei quali arrivati nel quarto periodo), 7 assist, 5 rimbalzi e una presenza di spirito unica nel finale: “La sua presenza ha fatto la differenza – racconta Thibodeau -, basta averlo al proprio fianco sul parquet per far sì che il panorama cambi nella nostra difesa. È un grande leader”. Il miglior realizzatore però tra i padroni di casa è Karl-Anthony Towns con 33 punti e 19 rimbalzi, mentre in casa Thunder tutti e quattro i big del quintetto (non ce ne voglia Andre Roberson) chiudono con almeno 20 punti a testa. Un apporto che neanche questa volta è bastato per avere la meglio di Minnesota, anche perché il tiro da tre punti di Carmelo Anthony del possibile pareggio non ha trovato il fondo della retina come qualche giorno fa. In una partita dai 31 sorpassi nel punteggio anche un solo possesso può fare la differenza.

Charlotte Hornets-Houston Rockets 93-109

IL TABELLINO

“Non capisco perché non ne abbiano tentate 60”, è il primo commento (ironico, ma non troppo) da parte di coach D’Antoni, soddisfatto di fronte all’ennesima prestazione maiuscola dei suoi Rockets e della sua point guard a tempo pieno, adesso che Chris Paul non è a disposizione causa infortunio. James Harden infatti è il protagonista nel successo di Houston a Charlotte, trascinante con i suoi 27 punti, 11 assist e 10 rimbalzi (prima tripla doppia stagionale), in una serata da 22/57 di squadra con i piedi oltre l’arco (a fine primo tempo erano già 32, nuovo record NBA). I Rockets hanno spinto così un passettino ancora più avanti la loro estrema visione del basket: i 28 tentativi da due punti totali di squadra sono il minimo mai messo a referto nella storia NBA: A decidere il match invece è stato il parziale da 29-16 piazzato dai texani nel secondo quarto, durante il quale a funzionare è stata soprattutto la difesa dei Rockets che ha concesso un misero 4/22 dal campo nell’intera frazione. Agli Hornets non bastano i 26 punti di Kemba Walker, i 20 di Jeremy Lamb e i 19 con 16 rimbalzi di Dwight Howard, in difficoltà dalla lunetta e incapace di andare oltre un modesto 5/15 ai tiri liberi. “Harden e Gordon hanno realizzato un paio di canestri a testa contro i quali non c’era davvero nulla da fare, ma questa è soltanto una parte della medaglia”, è il racconto realista di coach Clifford. Tra le due squadre non c’è davvero stata partita.

Orlando Magic-San Antonio Spurs 114-87

IL TABELLINO

Sarebbe stato un successo storico per gli Spurs e forse, conoscendo i personaggi, potrebbe essere quasi stata accolta con sollievo la sconfitta contro i Magic in San Antonio, non fosse per le proporzioni di un ko al termine di una sfida in cui i texani evidentemente non sono mai riusciti a entrare pienamente in condizione. Se i nero-argento avessero vinto la partita infatti, sarebbe stato il quinto successo consecutivo in apertura di stagione, mai successo sotto la guida di coach Popovich, così come il 61-34 con cui Orlando ha chiuso il primo tempo eguaglia il peggior svantaggio mai incassato dopo due quarti dagli Spurs. Alla sirena sono 24 punti e 11 rimbalzi per LaMarcus Aldridge, unico in doppia cifra assieme a Pau Gasol e Patty Mills (12 punti per entrambi), in una rotazione che, appena la partita è sfuggita di mano, è diventata inevitabilmente più lunga e duratura. Dall’altra parte invece 25 i punti di Evan Fournier e 17 quelli di Jonathon Simmons, il grande ex di serata che riceve l’abbraccio affettuoso del suo ex coach: “Hanno fatto un lavoro eccellente nel non concederci quello che noi cercavamo di fare, ci hanno messo in difficoltà sotto tutti i punti di vista”. Se lo dice Pop.

New York Knicks-Brooklyn Nets 107-86

IL TABELLINO

I New York Knicks portano a casa il primo successo di questa regular season guidati dai 30 punti e 9 rimbalzi di Kristaps Porzingis, un gigante in mezzo ai bambini sulle teste dei quali ha continuato a schiacciare con irrisoria facilità. Il più felice in campo però è di certo Frank Ntilikina, scelto all’ultimo Draft dai Knicks e finalmente protagonista sul parquet; per lui 9 punti (i primi nella sua carriera NBA) e 5 assist: “È stato fantastico, siamo riusciti finalmente a vincere e i fan credo si siano divertiti”. Ai Nets non bastano i 15 punti del rientrante D’Angelo Russell, assente nella partita contro i Cavaliers: è lui il miglior realizzatore di Brooklyn, ma anche quello con il peggior plus/minus di tutta la squadra (-17). I lavori sono inevitabilmente ancora in corso.

Los Angeles Lakers-Toronto Raptors 92-101

IL TABELLINO

Lonzo Ball sperava di festeggiare il suo compleanno in modo diverso, soprattutto dopo aver accarezzato l’idea sul +17 di conquistare la seconda vittoria della sua carriera NBA. Recuperare dopo essere stati pesantemente in svantaggio però non è mai stato un problema per i Toronto Raptors, abili anche nel match contro i Lakers di portare a casa un successo dopo essere stati sotto di almeno 15 punti per la 16^ volta negli ultimi quattro anni. Nessuno come loro, neanche gli Warriors che pochi minuti prima li avevano agganciati a quota 15 dopo il successo in rimonta sugli Wizards. A guidare i canadesi nel secondo tempo ci ha pensato come al solito DeMar DeRozan, autore di 17 dei suoi 24 punti dopo l’intervallo, oltre a un Kyle Lowry che raccoglie l’ottava tripla doppia in maglia Raptors: per lui 11 punti, 12 assist e 10 rimbalzi. Il testa a testa dopo il riposo lungo è avvincente e porta a ben 15 sorpassi nel punteggio in poco più di un quarto d’ora, prima che i gialloviola smettano letteralmente di trovare il canestro nei tre decisivi minuti di quarto periodo che decidono il match. 

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