14 febbraio 2018

NBA, risultati della notte: Houston non si ferma più, Toronto soffre ma fa 6 in fila

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Dieci triple nell'ultimo quarto e un James Harden da 34 punti con 13 assist permettono ai Rockets di cogliere a Minnesota la nona vittoria in fila, insidiando il primo posto di Golden State. Toronto rischia di sprecare 17 punti di vantaggio, ma resiste e vince contro Miami. Successi per Milwaukee contro Atlanta e Sacramento contro Dallas, mentre Denver infligge a San Antonio la quinta sconfitta nelle ultime sei.

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Minnesota Timberwolves-Houston Rockets 108-126

IL TABELLINO

Quando i Rockets trovano ritmo dall’arco, sono davvero poche le squadre che possono pensare di fermarli. Ne sanno qualcosa i Timberwolves, che hanno tenuto la partita in bilico fino all’inizio dell’ultimo quarto ma sono stati travolti da 42 punti degli avversari nella frazione decisiva. Colpa di un clamoroso 10/16 da tre punti della squadra di Mike D’Antoni negli ultimi dodici minuti (le 10 triple sono un record per la storia NBA), di cui tre portano la firma di un James Harden da 34 punti e 13 assist e ben quattro invece sono state realizzate da Ryan Anderson, uscito dalla panchina per la terza partita in fila per metterne 21 (tutte le riserve di Minnesota si sono fermate a 14). “Sapevo che stavamo tirando bene, ma in quell’ultimo quarto abbiamo mostrato di cosa siamo capaci” ha dichiarato Harden dopo la partita. “C’erano quattro punti di distanza e in un attimo abbiamo prodotto un 12-0 di parziale. È stato rapidissimo”. Sia lui che Anderson hanno segnato sei triple a testa, ciascuno pareggiando il 6/23 realizzato invece dai T’Wolves, che non perdevano tra le mura amiche da ben 13 partite. Ai ragazzi di Thibodeau non è bastata la 50^ doppia doppia stagionale di Karl-Anthony Towns (35 punti e 12 rimbalzi con 12/16 dal campo) e neanche i 25 punti con 8 assist di Jeff Teague, mentre la coppia Butler-Wiggins ha combinato per soli 22 punti con un brutto 7/27 al tiro, tra cui un terribile 0/12 per cominciare la sfida da parte del canadese (2/14 alla fine e un pessimo -20 di plus-minus in 40 minuti). Sono invece sei i giocatori in doppia cifra per gli ospiti, che arrivano alla nona vittoria consecutiva e la 16^ nelle ultime 18: un ruolino di marcia impressionante che li ha portati a mezza partita di distanza dal primo posto occupato dai Golden State Warriors.

Toronto Raptors-Miami Heat 115-112

IL TABELLINO

Chi invece ormai il primo posto lo ha conquistato e non lo vuole più lasciare è Toronto, che si conferma la miglior squadra casalinga della lega vincendo la 24^ partita sulle 28 disputate all’Air Canada Centre, di cui le ultime sette in fila. Merito di un terzo quarto da 41-26 che sembrava aver messo in ghiaccio la sfida con gli Heat, forti di ben 17 punti di vantaggio grazie a 19 dei 27 punti di DeMar DeRozan, ma nell’ultima frazione i canadesi si sono fatti rimontare fino al -3 a 56 secondi dalla fine, facendo passare un brutto finale di gara ai propri tifosi. Alla fine però “tutto è bene ciò che finisce bene”, con la squadra di Dwane Casey che è riuscita a proteggere il vantaggio e il primo posto a Est. L’umore nello spogliatoio, però, non era particolarmente in vena di festeggiamenti: “È stata una vittoria terribile, non possiamo finire le partite in questo modo”. “Siamo tutti contrariati per come è finita, avremmo dovuto chiuderla meglio” il commento di Kyle Lowry, secondo miglior marcatore di squadra con 22 punti e 8 assist. In casa Heat invece rimane il rammarico di non essere riusciti a portare a casa una gara rimessa in piedi in maniera clamorosa grazie ai 28 punti di Goran Dragic e una panchina tutta in doppia cifra (52 punti complessivi), perdendo la sesta partita nelle ultime sette e scivolando all’ottavo posto a Ovest. Domani notte a Philadelphia – giorno del debutto di Marco Belinelli con i Sixers – ci si gioca un posto ai playoff, visto che la squadra di Brett Brown li precede di mezza partita al settimo posto nella Eastern Conference.

Milwaukee Bucks-Atlanta Hawks 97-92                             

IL TABELLINO

Da quando Joe Prunty siede in panchina al posto di Jason Kidd i Milwaukee Bucks hanno vinto nove delle undici gare disputate e lo hanno fatto soprattutto con la loro difesa, tenendo gli avversari sotto i 100 punti in otto occasioni. “Certo, è importante fare le giocate decisive quando conta, ma questo accade difensivamente prima ancora che offensivamente, con un close out sui tiratori avversari o altre giocate di puro sforzo”, ammette l’allenatore a interim dei Bucks. Che hanno in Khris Middleton il top scorer di serata a quota 21 e un Giannis Antetokounmpo in doppia doppia ai 15 per punti e rimbalzi, oltre a un positivo Tyler Zeller da 14 punti con 7/9 al tiro al suo debutto con la maglia dei Bucks. Milwaukee cerca di chiudere la partita già nel terzo quarto con un parziale di 14-2 ma Atlanta sfrutta la mano calda di Ersan Ilyasova (con 9 dei suoi 15 punti) per mettere a segno un controparziale e pareggiare a quota 84, prima che un nuovo break di 8-0 per i padroni di casa indirizza definitivamente la gara. È Dennis Schroder il migliore per coach Budenholzer a quota 18, mentre 17 li porta in dote Kent Bazemore, insufficienti a evitare la terza sconfitta nelle ultime quattro.

Dallas Mavericks-Sacramento Kings 109-114

IL TABELLINO

La sfida tra Kings e Mavericks ci permette di fare il punto su una corsa “al contrario” che ha del clamoroso: le sette peggiori squadre per record, vale a dire quelle meglio posizionate per la prossima Lottery, sono distanziate solamente da una partita e mezza, con Dallas appaiata a Phoenix e Atlanta per il peggior record nella NBA (18-40), tre squadre una partita più su (Orlando, Brooklyn e Sacramento) e Memphis a cui basta una sconfitta per rientrare in questo secondo gruppetto. Il successo dei Kings nello scontro diretto con i Mavs è allora ottimo per il morale e pessimo per la classifica “inversa”, prendendo un vantaggio di 21 punti nel primo tempo grazie a 18 dei 22 di Zach Randolph (40 i punti in area degli ospiti solo nella prima frazione, 56 alla fine) e altri sei giocatori in doppia cifra guidati dai 19 di Bogdan Bogdanovic. Sei sono anche i giocatori sopra quota 12 dei Mavericks, tra cui un J.J. Barea da 19 e 13 assist, ma l’assenza ingiustificata nella prima frazione ha finito per determinare il risultato finale nonostante un parziale di 17-3 nel terzo quarto. “Brutto primo tempo, discreto secondo, buona pausa per l’All-Star Game a tutti” ha detto coach Rick Carlisle per aprire la conferenza stampa post-partita, alzandosi immediatamente dopo a testimoniare il malcontento per la prestazione dei suoi.

Denver Nuggets-San Antonio Spurs 117-109

IL TABELLINO

Il momento complicato dei San Antonio Spurs è testimoniato dal fatto che Joffrey Lauvergne, scarsamente utilizzato durante la stagione, ha finito la gara con i Denver Nuggets da go-to guy, cercando di sfruttare il più possibile la sua serata da “ex dal dente avvelenato” con il massimo in carriera da 26 punti e 11 rimbalzi in meno di 24 minuti. Non sono però bastati agli Spurs per evitare la quinta sconfitta nelle ultime sei, crollando nel finale quando i Nuggets – sfruttando anche l’altitudine a cui giocano e il back-to-back degli avversari, arrivati alla quarta trasferta consecutiva – sono scappati via chiudendo la gara con un parziale di 18-9. Merito della quarta tripla doppia stagionale (decima nelle prime tre stagioni in carriera, più di LeBron James…) di Nikola Jokic, che con 23 punti, 13 rimbalzi e 11 assist ha regalato a Denver la quinta vittoria nelle ultime sei. Con questo ritmo, perfino il terzo posto degli Spurs – distante ora solamente tre partite, pur con Minnesota e Oklahoma City nel mezzo – non appare nemmeno così lontano.

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