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NBA, Ersan Ilyasova saluta gli Atlanta Hawks e torna ai Philadelphia 76ers

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Il giocatore turco ha seguito le orme del suo ex (e allo stesso tempo nuovo) compagno Marco Belinelli: prima il buyout con gli Hawks e poi l’accordo con i Sixers, dove andrà ad aggiungere ulteriore profondità e qualità alla panchina di Philadelphia

Il caso Marco Belinelli sembra aver fatto scuola ad Atlanta e anche Ersan Ilyasova nelle prossime ore dovrebbe completare lo stesso tragitto. L’intenzione infatti è quella di lasciarsi alle spalle la disastrosa stagione degli Hawks e puntare con forza a una situazione con ben altre prospettive come quella di Philadelphia. Il lungo turco infatti ha raggiunto l’accordo per il buyout con la squadra della Georgia, che anche con lui non ha rispettato la sua volontà di trovare una nuova sistemazione dove poter performare al meglio in questo finale di regular season. Ilyasova allora ha scelto di lasciare dopo aver capito di essere ancora spendibile sul mercato. Il suo contratto da sei milioni di dollari scade il prossimo 30 giugno (proprio come quello di Belinelli), ma per lui in Pennsylvania sarebbe un ritorno e non una prima volta. Ilyasova infatti ha già giocato nel 2016/17 alla corte dei Sixers, quando arrivò a Philadelphia via Thunder nello scambio di Jerami Grant. Le sue furono cifre di tutto rispetto in una squadra che la passata regular season ha fatto molta fatica a trovare continuità: 53 partite (di cui 40 da titolare) con 14.8 punti e quasi sei rimbalzi di media, tirando con il 36% dall’arco. Il turco è stato il mentore di Dario Saric, che ha spesso sottolineato come abbia imparato molto da un giocatore che ha caratteristiche simili alle sue. Un’esperienza durata fino al 22 febbraio 2017, quando Ilyasova è partito per Atlanta che in quel momento appariva come una valida chance di poter conquistare dei minuti preziosi in vista dei playoff. Una scelta che ha pagato a livello di contratto, visto l’accordo annuale che è riuscito a strappare lo scorso luglio. Peccato che gli Hawks però abbiano smobilitato tutto, puntando a una rifondazione in cui il suo ruolo è diventato via via sempre più marginale. In NBA le cose cambiano molto in fretta e adesso percorrere in senso opposto i 1.200 km da Atlanta a Philadelphia ha un sapore totalmente diverso. Per lui la dirigenza dei Sixers dovrà però liberare un posto nel roster che al momento conta già 15 giocatori. Una scelta che potrebbe avere un senso anche a un solo anno di distanza dal suo addio.

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