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NBA, i risultati della notte: Boston ritrova Irving e batte Minnesota, vince OKC

NBA

Kyrie Irving è il miglior realizzatore dei Celtics nel successo in trasferta a Minneapolis che fa scivolare i T'wolves al 6° posto. Ne approffitano i Thunder che asfaltano i Suns e acciuffano la squadra di coach Thibodeau in classifica. Crollano gli Hornets, battuti in casa anche dai Nets

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Minnesota Timberwolves-Boston Celtics 109-117

IL TABELLINO

Boston riaccoglie Kyrie Irving, fermato da un dolore al ginocchio sinistro nell’ultima gara contro Chicago, e i Celtics hanno bisogno del loro leader per confermare il momento positivo dopo l’All-Star break: i suoi 23 punti con 8 assist e 7 rimbalzi guidano infatti i biancoverdi alla sesta vittoria nelle ultime sette gare, mantenendoli così in corsa per la prima posizione a Est, a oggi saldamente nelle mani di Toronto. Il record di Boston è solo 12-10 nelle ultime 22 gare ma il calo evidenziato prima della pausa per l’All-Star Game sembra ora sorpassato: contro Minnesota i Celtics segnano 35 punti già nel primo quarto e chiudono il primo tempo sul 60-46, approfittando di 11 palle perse dei Timbewolves, convertite in 18 punti. Il vantaggio sale anche a +18 in apertura del secondo tempo, prima che la reazione di Minnesota riesca a riaprire in qualche modo l’incontro, con i padroni di casa però incapaci di scendere sotto i 5 punti di scarto (sull’88-83 per Boston). Coach Stevens ha 20 punti con 8 rimbalzi, 6 assist e una gran difesa su Karl-Anthony Towns dal solito, concretissimo Al Horford, 17 da Marcus Morris (in doppia cifra per la settima volta nelle ultime 10 gare) e 14 di Jaylen Brown, costretto però a uscire dopo una bruttissima caduta al termine di una schiacciata. Minnesota vede Nemanja Bjelica mettere a segno il suo massimo in carriera a quota 30 punti (con 11/16 al tiro e 6/9 da tre punti) ma ha una gara sotto tono da parte di Andrew Wiggins (solo 6/21 con 1/8 da tre punti per lui) e un Towns in doppia doppia alla sirena ma meno dominante del solito (5/12 al tiro per 15 punti e 11 rimbalzi). La novità delle ultime ore in casa T'wolves è l'arrivo di Derrick Rose che contribuisce a rendere ancora più folta la colonia di ex-giocatori dei Bulls alla corte di coach Thibodeau. Un aiuto per provare ad allungare la rotazione, ma di certo non un giocatore che può cambiare l'inerzia del momento di Minnesota.

Oklahoma City Thunder-Phoenix Suns 115-87

IL TABELLINO

Per i Thunder quindi è un gioco da ragazzi andarsi a prendere il successo in casa contro i Suns e il sesto posto ex-aequo con i T’wolves. Merito neanche a dirlo di Russell Westbrook, autore di 27 punti, otto rimbalzi e nove assist. Semi-infallibile e sempre sotto controllo con il suo 11/14 al tiro: “Russell ha fissato l’asticella per noi questa notte, è stato lui a farci capire a quale standard dovevamo puntare. Ha coinvolto i compagni, spinto la transizione e fatto un lavoro eccezionale. La sua leadership, la sua vocalità: è quello di cui questa squadra ha bisogno”. Parole al miele da parte di coach Donovan, felice dell’equilibrio dato dal numero 0 in una partita in cui è stato sottolineato un dato: nelle gare in cui Westbrook tenta meno di 17 conclusioni dal campo, OKC ha un record di 14-2. Quando i tiri sono più di 18 i risultati dicono 22-25. Ci sono molti appunti da fare riguardo un dato che potrebbe forviare se non adeguatamente contestualizzato (“Westbrook tira poco quando gioca meno minuti, ossia quando la gara è già vinta nel terzo quarto”, ad esempio), ma l’indicazione è chiara: un Westbrook sotto controllo può diventare letale. “Ha dominato la sfida”, chiosa il coach dei Thunder che lancia in quintetto per la prima volta Corey Brewer, in doppia cifra con 17 punti come tutti gli altri starter (21 George, 16 Adams, 11 Anthony): “Mi sento già molto a mio agio, sto imparando gli schemi e comprendendo sempre meglio come adattarmi ai nuovi schemi”. Dall'altra parte invece 30 punti per Devin Booker che continua a predicare in un deserto fatto di sconfitte sempre più ampie e più sonore: i Suns hanno perso 19 delle ultime 21 partite. E al momento non sono neanche la peggior squadra della lega (i Memphis Grizzlies che hanno perso lo scontro diretto infatti fanno peggio).

Charlotte Hornets-Brooklyn Nets 111-125

IL TABELLINO

Se mai qualcuno avesse avuto il dubbio, adesso il discorso sembra essere definitivamente chiuso: la stagione degli Hornets è finita, naufragati nella loro mediocrità per il secondo anno consecutivo e incapaci di andarsi a prendere quei playoff che sembravano alla portata a inizio stagione. A scrivere la parole fine ci pensano i Brooklyn Nets e in particolare Allan Crabbe, autore di 29 punti e partito con la mano caldissima mandando a segno le prime sei triple tentate. In stagione sono ben 159 a segno per l’ex giocatore dei Blazers, a -10 dal record di franchigia ormai alla portata fissato da Deron Williams nel 2013. Di motivazioni tecniche legate al risultato ne restano ben poche, visto che anche i newyorchesi sono ben lontani dall’essere competitivi. Alla sirena finale sono 21 punti con 7/11 al tiro per Kemba Walker, 19 con sette rimbalzi per Howard e soprattutto cinque sconfitte in fila nel momento più delicato della regular season. Serviva uno sforzo per recuperare e invece gli Hornets sono sprofondati sempre più giù, cristallizzando la lotta playoff a Est. Le posizioni non sono ancora ben definite, mentre i partecipanti sì. E Charlotte non fa parte del gruppo.

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