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Playoff NBA 2018, Washington-Toronto 106-98: Wizards, ci pensano Wall&Beal

NBA

John Wall e Bradley Beal combinano per 58 punti, guidano la rimonta degli Wizards da -14 e regalano a Washington il secondo successo nella serie. A Toronto non bastano i 35 punti realizzati da DeMar DeRozan

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Washington Wizards-Toronto Raptors 106-98

Gara-4, poco meno di cinque minuti alla fine della partita: DeMar DeRozan si avventa su un rimbalzo d’attacco a seguito di un suo stesso errore e nello slancio vola verso Bradley Beal, che sta lì fermo con le braccia allargate; quasi a protestare innocenza già prima di commettere il danno. DeRozan gli frana addosso, l’arbitro fischia e pone fine con 300 secondi d’anticipo alla partita del n°3 degli Wizards; autore di 31 punti con 5/7 dall’arco, cinque rimbalzi e soprattutto sei falli: “Mi sono lasciato trasportare dalle emozioni – racconta Beal, uscito dal parquet lanciando di tutto contro la panchina -, sono impazzito per quella chiamata. Frustrato, deluso, aggiungete voi qualsiasi aggettivo di questo tipo. Poi ho guardato i miei compagni e gli ho detto che avremmo vinto comunque, soprattutto potendo fare affidamento su John [Wall]. Con lui sul parquet sapevo che le nostre possibilità di successo erano alte”. Una previsione azzeccata, visto che alla fine è stata proprio la point guard n°2 degli Wizards a prendere in mano le operazioni, segnando o assistendo dieci degli ultimi 14 punti messi a segno dai capitolini: “Quando è stato buttato fuori dalla partita, ho capito che avrei dovuto inventarmi qualcosa. Tentare il tutto per tutto”. Alla sirena sono arrivati 27 punti, 14 assist, azioni difensive decisive in marcatura su DeMar DeRozan e soprattutto un successo che scaccia i pensieri negativi dettati dal possibile 1-3 e della gara da dentro o fuori a Toronto. Merito dei cinque giocatori in doppia cifra e soprattutto della capacità di limitare i canadesi, mettendoli quando possibile alle corde. Episodio emblematico la schiacciata di Wall nel primo quarto sulla testa di Jonas Valanciunas. Una giocata che manda in bestia il lungo lituano che pochi istanti più tardi si ritrova nuovamente in balìa della point guard degli Wizards lanciata in contropiede contro di lui. Wall stacca per volare al ferro e Valanciunas a quel punto lo tira giù con forza, beccandosi fallo, tecnico e mettendo in partita tutto il Verizon Center. Quando si tratta di fare una sfida di nervi, gli Wizards non sono secondi a nessuno.

DeRozan ne segna 35, ma ai Raptors manca la maturità

A deludere però è soprattutto Toronto, ancora una volta bocciata all’esame di maturità che una partita del genere richiedeva. I Raptors hanno rivisto per l’occasione le loro rotazioni; costretti a togliere dal parquet il già citato Valanciunas a causa della mancata capacità di accoppiamento del lituano su entrambi i lati del campo. Senza Fred VanVleet (alle prese con un problema alla spalla), ha fatto gli straordinari DeRozan nel caricarsi la squadra sulle spalle, chiudendo con 35 punti, sei assist, sei rimbalzi e 10/29 dal campo: “Ho preso un bel po’ di tiri, non tutti erano buoni”. Pessima inoltre è stata la gestione del pallone, con le 18 palle perse che hanno portato a 19 punti di Washington. Il tutto senza considerare il vantaggio di 14 lunghezze malamente sperperato: il secondo margine per dimensione che Toronto ha sciupato nella sua storia nella postseason. A chiudere il quadro, un ultimo quarto da 18 punti totali realizzati; il minor bottino raccolto in tutta la serie, nel momento forse più delicato che avrebbe dato una svolta definitiva alla qualificazione. “Non siamo riusciti a giocare come volevamo in attacco”, è il commento di Kyle Lowry, secondo miglior realizzatore dei canadesi con i suoi 19 punti. Nulla è perduto e tutto è ancora da decidere, ma aver perso un’occasione del genere potrebbe costare molto caro ai canadesi.