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NBA, i Detroit Pistons pensano a un cambio di dirigenza, ma non in panchina

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Dopo l’ennesima deludente stagione, a Detroit in molti attendevano la decisione sul futuro dell’allenatore dei Pistons; finito sul banco degli imputati dopo la mancata qualificazione ai playoff. Il presidente Tom Gores sembra volerlo confermare in panchina, a patto che cambi buona parte della dirigenza dei Pistons

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski su ESPN, il proprietario dei Detroit Pistons Tom Gores vorrebbe confermare Stan Van Gundy sulla panchina della squadra del Michigan per un altro anno, portando così a scadenza il contratto dell’allenatore che nelle ultime quattro stagioni ha guidato i Pistons. Una rivoluzione che dunque toccherebbe soprattutto la dirigenza di Detroit, che invece verrebbe rivoltata come un calzino. In realtà è lo stesso Van Gundy ad aver ricoperto il ruolo di president of basketball operation nelle ultime sessioni di mercato, ma l’intenzione di Gores è quella di trovare una persona che al suo posto agisca durante la off-season. Una decisione che sembra al momento non trovare l’approvazione dell’allenatore, come testimoniato dai racconti relativi ai ripetuti incontri tra le due parti per discutere del ruolo futuro del GM Jeff Bower – uomo scelto da Van Gundy e che la proprietà vorrebbe allontanare da subito. Questa ipotesi verrà vagliata nei prossimi giorni, quando verrà convocato lo stesso Bower per discutere del suo ultimo anno di contratto con i Pistons. Lui, come Van Gundy e buona parte della dirigenza, andrà in scadenza nel giugno 2019, con il coach di Detroit che comunque vada a finire la trattativa passerà all’incasso dei 7 milioni di dollari garantiti dal suo ultimo anno di contratto. I Pistons hanno deluso le aspettative, soprattutto nelle ultime due stagioni in cui l’accesso ai playoff sembrava un’impresa alla portata. In Michigan però dallo scorso febbraio le cose sono cambiate, e non poco. La coppia Van Gundy-Bower infatti è stata protagonista nella trade con i Clippers che ha portato Blake Griffin a Detroit. Un innesto fondamentale per la squadra, che nonostante i ritocchi in corsa non è riuscita a vincere a sufficienza soprattutto a causa dell’assenza di Reggie Jackson. Un gruppo su cui quindi la proprietà ha deciso di sospendere il giudizio, visto che con la point guard nativa di Pordenone in campo il record dice 27-18 (8-4 con lui e Griffin). Dare un’ultima chance a questo gruppo con questa guida tecnica dovrebbe dunque essere l’intenzione di Gores, sperando di non aver sprecato un lustro senza raccogliere nulla a livello di risultati.

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