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Mercato NBA: DeAndre Jordan vuole giocare ai Rockets, ma a Houston c'è già Clint Capela

NBA

Il lungo dei Clippers ha più volte manifestato la sua volontà negli ultimi mesi, insoddisfatto da una squadra che ha perso le sue due punte di diamante e che non ha mantenuto fede alle promesse di tre anni fa. Jordan sogna Houston, ma di mezzo c’è il "problema" Clint Capela

Nell’estate 2015 DeAndre Jordan e la trade mancata ai Dallas Mavericks (la battaglia dei tweet, la sedia poggiata sulla maniglia per non fargli aprire la porta, le manovre di convincimento di Chris Paul e Blake Griffin) sono stati la storia di copertina più divertente degli ultimi anni NBA. Alla fine il lungo dei Clippers decise di rimanere per provare a conquistare il titolo con i Clippers, senza mai giocare però neanche una finale di conference. Un disastro a cui è seguito il dissesto degli ultimi 12 mesi, in cui i losangelini hanno via via perso pezzo importanti. Un disastro a cui è seguito il dissesto degli ultimi 12 mesi, in cui i losangelini hanno via via perso pezzo importanti per strada. Il malessere del centro dei Clippers è diventato dunque  via via sempre più insostenibile in questi ultimi mesi, in cui attorno a lui si è disgregata una squadra che con la sua scelta aveva contribuito a tenere in piedi. Le notizie filtrate grazie al lavoro di RocketsWire, sito presente all’interno del network USAToday, lasciano intendere che la sua sarà una lunga estate di trattative. Secondo queste indiscrezioni infatti, Jordan è rimasto in contatto per tutta la stagione appena trascorsa con buona parte del roster di Houston, sottolineando ripetutamente il suo desiderio di voler giocare a casa sua, di ritornare in Texas adesso che la squadra ha serie possibilità di puntare al titolo NBA. Con i vari Chris Paul e Luc Mbah a Moute che meno di 12 mesi fa hanno compiuto lo stesso tragitto, non è difficile immaginare quali siano i punti di riferimento con cui Jordan ha intrattenuto rapporti in questi mesi. Parlare però di Clippers e Rockets guardando alla regular season terminata da due mesi, non può che riportare alla mente la rissa al termine della gara di gennaio, con l’invasione di spogliatoio da parte dell’ex Chris Paul e i suoi nuovi compagni, con tutto il parapiglia e le ricostruzioni più o meno veritiere che ne sono seguite. Quello è stato uno degli episodi che hanno convinto Blake Griffin a fare le valigie, sconfortando non poco anche il lungo n°6 dei losangelini, che dopo quella serata ha continuato a tartassare i suoi amici ai Rockets.

La "ruota di scorta" di Clint Capela a disposizione dei Rockets

A livello contrattuale Jordan il prossimo 30 giugno chiuderà il terzo anno con i Clippers dopo il rinnovo, dovendo decidere se accettare o meno una player option da 24.1 milioni di dollari che lo porterebbe a essere free agent nel 2019. Clausola che molto probabilmente deciderà di rifiutare, svincolandosi sin da subito e avendo così nelle sue mani il proprio destino (la stessa situazione contrattuale di Paul George, in sostanza). Questo lo renderebbe disponibile per i Rockets, con i quali potrebbe in quel caso trattare in via privata senza bisogno del benestare dei Clippers. Houston però nelle ultime settimane ha sempre sottolineato l’intenzione di trattenere Clint Capela, sbocciato negli ultimi due anni in Texas, in scadenza e pronto a firmare il primo grande contratto della sua carriera. “Jordan potrebbe costare meno di Capela?”, si domanda la dirigenza dei Rockets che dovrà fare i conti con un bel po’ di rinnovi. Forse, ma certamente sarebbe un profilo meno futuribile. Il lungo svizzero al tempo stesso potrebbe ricevere offerte migliori altrove (per far contenti tutti, i Rockets dovranno chiedere delle parziali rinunce monetarie a tutti), lasciando dunque a Houston la possibilità di ripiegare su Jordan per sostituirlo. In quel caso però sarà importante non farlo capire all’attuale centro dei Clippers, provando il più possibile a farlo sentire il fulcro del progetto e non la ruota di scorta. Dopo il tradimento a Los Angeles e l’abbandono da parte del resto della ciurma ai Clippers, Jordan non merita di rimanere nuovamente con il cerino in mano.