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NBA, Kemba Walker e la carica dei 106

NBA

Ennio Terrasi Borghesan

L’All Star degli Charlotte Hornets ha iniziato la stagione più importante della sua carriera come meglio non avrebbe potuto fare, battendo anche diversi record NBA realizzativi nelle prime tre gare della regular season

La stagione NBA è iniziata da meno di una settimana, ma una parte dei pensieri è già rivolta a ciò che sarà la prossima estate, in particolare la parte relativa alla Free Agency. Di giocatori come Kevin Durant, Kyrie Irving, Jimmy Butler o Klay Thompson si osserveranno per tutta la stagione prestazioni, atteggiamenti, segnali più o meno sbilanciati verso una conferma o una volontà di trovare una nuova destinazione.

Ma la prima settimana della stagione 2018-19 ha avuto il merito di rinforzare, una volta di più, la candidatura di Kemba Walker come uno dei principali giocatori da tenere d’occhio a partire dall’1 luglio del 2019. Il prodotto di UConn, reduce da una stagione in cui si è confermato All-Star, è diventato il primo giocatore della storia NBA a segnare 19 tiri da 3 nelle prime tre partite di una stagione.

I 106 punti segnati in 105 minuti giocati fanno di Kemba Walker il giocatore più caldo del momento, almeno per quanto riguarda la Eastern Conference. È ovviamente improbabile che la stella degli Hornets possa mantenere le cifre attuali (35.3 punti di media con il 48.7% dal campo e il 50.0% da 3 su oltre 12 tentativi a partita), ma l’exploit offensivo delle prime tre uscite merita uno sguardo approfondito, per capire se il numero 15 degli Hornets sta per fare uno step ulteriore.

Contro Milwaukee

Nella prima uscita stagionale, occasione per gli Hornets di esibire un parquet speciale come prima tappa dei festeggiamenti per il 30° anniversario della storia della franchigia, Kemba Walker ha registrato la sua decima partita in carriera da 40 o più punti, chiudendo a quota 41. Da segnalare come Charlotte abbia vinto solo quattro delle precedenti nove gare con un exploit offensivo dello stesso Walker.

Il primo dei record di franchigia caduti è stato quello relativo al maggior numero di punti in un season opener (battuti i 38 di Dell Curry nel 1996), non sufficienti però per avere la meglio sui Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo. In una partita in cui gli Hornets hanno stupito con il quintetto super small ball formato da Walker, Parker, Monk, Kidd-Gilchrist e Batum, Kemba ha dato inizio alla sua super settimana.

Già dai primi possessi si può ravvisare la maggiore libertà offensiva concessa a Walker dal nuovo coach James Borrego: il primo canestro della sua stagione lo vede sfruttare bene un blocco portato da Cody Zeller, per prendere il tempo a Eric Bledsoe e segnare in entrata. Una conclusione in continuità con quanto visto nella scorsa stagione, quando il 54% delle conclusioni tentate sono state dal palleggio.

Il primo dei 19 tiri da 3 a segno sinora in questa stagione vede invece protagonista Walker di una giocata più corale: prima dell’assist di Batum che potete vedere di seguito, il numero 15 degli Hornets aveva provato a esplorare l’opzione di una penetrazione a canestro, sfruttando un nuovo blocco di Zeller. Sfumata l’ipotesi per l’aiuto difensivo di Middleton, Walker punisce quindi la lettura lenta di Bledsoe sfruttando al meglio il passaggio di Batum, mostrando una fiducia nel suo tiro dalla lunga distanza che a inizio carriera non gli si riconosceva.

I Bucks prendono però il largo, toccando il +20 dopo appena 16 minuti (con già 10/18 da 3): tocca a Walker prendersi sulle spalle la squadra. Questo in entrata, realizzato nonostante la copertura difensiva di Antetokounmpo, è il primo di cinque canestri segnati nel secondo quarto, una conclusione che dimostra pura voglia e volontà di rimontare.

Nel secondo tempo il campionario del prodotto di UConn prosegue tra canestri in acrobazia, lay-up in entrata e triple in successione: è proprio il settimo canestro dalla distanza della serata a regalare a Charlotte la prima parità dell’incontro, e a 36 secondi dalla conclusione i suoi due tiri liberi portano gli Hornets per la prima volta avanti nel punteggio.

È però di Walker l’errore decisivo sull’ultimo possesso: Willy Hernangomez porta un blocco che Kemba usa per prendere in controtempo Bledsoe, permettendo però a Henson di prendere posizione al meglio per l’aiuto. Walker prova a tirare con un arresto a un tempo, ma il tiro balla brevemente sul ferro per poi uscire fuori. È poi l’errore dall’arco di Nicolas Batum a condannare gli Hornets alla sconfitta, rendendo inutile una rimonta comunque propiziata in gran parte dalla vena realizzatrice del numero 15.

Contro Orlando

Dopo i primi 12 minuti della partita giocata all’Amway Center era sembrato che l’errore sul finale con i Bucks potesse pesare sul rendimento di Walker, tenuto a zero punti da una squadra capace di segnarne solo 10 nel debutto stagionale davanti ai propri tifosi. Come più volte dimostrato in carriera, però, Kemba Walker è capace di accendersi in pochissimo tempo.

Dopo i due modi diversi di sfruttare un blocco di Zeller, nel canestro seguente Walker propone un’opzione diversa in attacco, provando a prendere in controtempo l’aiuto di Vucevic. È però una finta realizzata in maniera mirabile, perché Augustin va a vuoto sullo step-back ed è un nuovo canestro: ben 14 punti nel secondo quarto, tutti all’interno di un 18-5 di parziale per finire il primo tempo e chiudere i giochi dalla parte di Charlotte.

Il modo in cui sorride prima di cominciare il pick and roll fa capire il livello di fiducia con cui sta giocando.

Nel terzo quarto c’è tempo per ritoccare il proprio tabellino dall’arco dei tre punti: chiudendo virtualmente i giochi, Walker diventa il secondo giocatore (dopo Ray Allen) a segnare 12 triple nelle prime due partite stagionali.

Contro Miami

La terza partita della settimana sul campo dei Miami Heat vede una Charlotte a due facce: dominante per larghi tratti del match, toccando anche un vantaggio di 26 punti, ma timorosa nel momento di chiudere la contesa, permettendo a Miami di riavvicinarsi sul -1 grazie a Rodney McGruder.

Nel primo tempo c’è tanto di Kemba Walker: le 5 triple segnate nei primi 24 minuti gli hanno permesso di segnare un nuovo record NBA, quello di diventare il primo giocatore della storia a chiudere ognuna delle prime tre partite stagionali con almeno 5 tiri da tre a segno.

Nel terzo quarto Walker ha tagliato il traguardo dei 10.000 punti in carriera - diventando il primo a riuscirci con la maglia degli Hornets - con questo canestro, ma da quel momento Charlotte si è spenta progressivamente, consentendo a Miami di rimontare e riaprire una partita che poteva spezzare una striscia di 12 vittorie consecutive degli Hornets sugli Heat.

Nell’ultimo periodo Walker ha provato a riprendersi in mano la partita in-the-clutch, confermandosi come un giocatore determinante nei momenti decisivi del match: mai nelle ultime tre stagioni KW15 ha tirato peggio del 37% di media nei “momenti clutch”, con il picco del 47.5% della stagione 2016-17.

Questa tripla in catch-and-shoot arriva nel momento migliore di Miami, ed è ancora più importante se si pensa che si tratta di una conclusione raramente tentata da Walker: soltanto il 18.4% delle sue conclusioni dal campo, nella scorsa stagione, sono avvenute in questo modo.

Altrettanto importante è la tripla del nuovo +5, quella che vale il già citato record NBA di 19 triple nelle prime tre gare di stagione. Ancor di più se si pensa che si tratta dell’ultimo canestro dal campo della partita di Charlotte, il cui bottino sarà poi rimpinguato da due liberi di Kidd-Gilchrist e dal libero decisivo dello stesso Walker, per il 106esimo punto nei 105 minuti disputati finora.

Sarà interessante osservare quanto di questo stato di grazia di Walker vedremo nelle prossime partite, a cominciare dalla sfida contro i Toronto Raptors: una squadra che lo scorso anno concedeva poche conclusioni dalla lunga distanza (appena 24 di media a partita) ma che nelle prime tre uscite di questa stagione è stata più permissiva dall’arco. È prevedibile, comunque, che la totale fiducia di Borrego nel lasciare spazio totale alle iniziative offensive del suo All-Star possa continuare a lungo: dopo la partita contro Miami il neo-coach di Charlotte ha lodato con grandi encomi l’atteggiamento di Walker e come questo contribuisca positivamente allo spirito di squadra dei giovani Hornets, che vogliono regalarsi un nuovo viaggio ai playoff nel 30° anniversario della loro storia. Nella speranza che questo possa rinforzare la voglia, di Kemba Walker, di continuare a unirsi alla franchigia del North Carolina anche oltre la prossima stagione.

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