08 novembre 2018

NBA: i Lakers vincono in volata, ai Timberwolves non bastano super Rose e le triple a segno

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LeBron James sfiora la tripla doppia (24 punti, dieci rimbalzi e nove assist); Tyson Chandler decisivo a suo modo nel finale; 20 punti (o più) a testa per Kuzma, Ingram e Hart: i Lakers vincono nel finale contro Minnesota, nonostante un ispirato Derrick Rose e le 20 triple realizzate dagli ospiti

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Los Angeles Lakers-Minnesota Timberwolves 114-110

I Lakers stanno iniziando a farci l’abitudine: per vincere quest’anno tocca soffrire. E così, al secondo incrocio stagionale contro i T’wolves, serve pazienza, applicazione e un pizzico di fortuna per tornare a sorridere dopo lo schiaffone preso in pieno volto contro i Raptors. I losangelini vincono in volata una partita in cui ci sono stati continui i cambi in testa al match, abili nel portarsi sul +7 (massimo vantaggio toccato) a 90 secondi dalla fine. Sembra fatta, ma le due armi offensive sfruttate al meglio da Minnesota tornano a fare male: Derrick Rose e il tiro da tre punti. L’MVP del 2011 sembra quello di una settimana fa, in splendida forma e soprattutto semi-infallibile dall’arco. Due delle sue sette triple di serata arrivano nel momento più opportuno, riportando gli ospiti sul -1 a meno di un minuto dalla sirena finale. I Lakers hanno bisogno disperato di un canestro o, in alternativa, di far scorrere il più possibile il tempo per magnificare quel punticino di vantaggio. I giallo-viola scelgono involontariamente la seconda strada, iniziando a scheggiare il ferro con tentativi dalla lunga distanza, prontamente recuperati da Tyson Chandler - al suo esordio in maglia Lakers e a suo modo già decisivo. I Lakers si prendono così ben tre extra-possessi, costringendo Minnesota al fallo sistematico quando sul cronometro restano meno di 14 secondi. Più due Lakers sul tabellone e timeout T’wolves, che a quel punto disegnano un attacco neanche a dirlo per Rose: il 7/8 dalla lunga distanza dell’ex giocatore dei Bulls diventa 7/9, sporcando soltanto in parte una gara da 31 punti, cinque assist e un impatto clamoroso sul parquet (+13 di plus/minus in 37 convincenti minuti di gioco). Il tentativo del sorpasso però non trova il fondo della retina; il 40esimo dall’arco di squadra in una gara da 50% al tiro per Minnesota (nuovo record stagionale di franchigia per triple realizzate fissato a quota 20).

LeBron guida il gruppo, le giovani leve oltre quota 20

Venti è ancora il numero che fissa la soglia oltre la quale si sono spinti ben quattro giocatori dei Lakers, guidati dal solito LeBron James; ecumenico con la sua prestazione da quasi tripla doppia (se gli altri hanno malamente scheggiato il ferro più volte, non diventa poi colpa sua non riuscire a toccare i dieci assist) e da 24 punti. Due in più di quelli messi a referto da Kyle Kuzma e Josh Hart, entrambi incisivi soprattutto dall’arco (9/14 combinato dalla lunga distanza, in un match da 44% di squadra per i giallo-viola) e utili tanto quanto Brandon Ingram, che si ferma un gradino soltanto più sotto. I Lakers riescono a sfruttare le alternative in uscita dalla panchina (a differenza degli ospiti che raccolgono soltanto sette punti a gara in corso), nonostante Luke Walton scelga questa gara per dare una lezione esemplare a Lance Stephenson. L’ex giocatore dei Pacers, entrato in campo da meno di quattro minuti, sceglie di prendersi un tiro in isolamento a inizio secondo quarto, sbagliando la conclusione e lanciando il contropiede di Minnesota. Una decisione che fa imbufalire l’allenatore dei Lakers, che lo rispedisce in panchina senza più farlo scendere sul parquet. Ci pensano gli altri a farne le veci, felici di rilanciare un gruppo ancora da rodare e caccia di risultati e continuità.

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