08 novembre 2018

NBA, risultati della notte: Philadelphia si sblocca in trasferta, Denver cade a sorpresa a Memphis

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Primo successo stagionale lontano da casa per i Sixers, vincenti sul campo dei Pacers nonostante i 36 punti di Oladipo. Denver perde a Memphis dopo cinque successi in fila, Toronto ritrova Leonard e vince anche a Sacramento. Successi in trasferta per OKC, Detroit e New York, vincono in casa New Orleans e Utah

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Indiana Pacers-Philadelphia 76ers 94-100

Da quando è cominciata l’era del “Process”, ormai cinque anni fa, molte cose sono cambiate. Una, però, è rimasta sempre uguale: quando Philadelphia è andata a Indianapolis, i Sixers sono sempre usciti dal Bankers Life Fieldhouse con una sconfitta. Stanotte questa “maledizione” è stata spezzata: i 20 punti con 10 rimbalzi di Joel Embiid e la tripla doppia sfiorata da Ben Simmons (16 punti, 10 rimbalzi e 8 assist) hanno permesso ai Sixers di vincere la prima partita a Indianapolis dall’aprile 2013 e, soprattutto, di conquistare il primo successo in trasferta di questa stagione dopo cinque sconfitte in fila. I Sixers, reduci da una brutta sconfitta a Brooklyn, hanno cominciato e finito bene la sfida con i Pacers, pur facendo fatica nei due quarti centrali. Merito soprattutto di Victor Oladipo, che ha realizzato la sua miglior prestazione stagionale con 36 punti, la sua undicesima partita consecutiva sopra quota 20 (record in carriera). Con due triple di Landry Shamet e un gioco da quattro punti di Dario Saric gli ospiti sono riusciti a creare l’allungo decisivo portandosi sul +19 a meno di 7 minuti dalla fine, impedendo ai Pacers di tornare sotto le 7 lunghezze di svantaggio.

Memphis Grizzlies-Denver Nuggets 89-87

A Memphis l’era del “Grit and Grind” è finita con gli addii a Tony Allen e Zach Randolph, ma qualche rimasuglio rimane. La vittoria contro i lanciatissimi Nuggets, reduci da cinque successi in fila ma tenuti sotto quota 90 punti, ha visto emergere un mix della vecchia e della nuova guardia: Marc Gasol ha chiuso con 20 punti e 12 rimbalzi, realizzando i liberi del vantaggio a 4.6 secondi dalla fine; il rookie Jaren Jackson Jr. ne ha aggiunti altri 20 con 3 stoppate, permettendo ai suoi di mantenere imbattuto il parquet di casa (4 vittorie e 0 sconfitte). I Nuggets hanno avuto un’ultima chance per vincere in volata anche questa partita, ma la tripla di Nikola Jokic — curiosamente l’unico tiro tentato di tutta la sua partita — ha trovato solamente il ferro, rendendo inutili anche i 20 di Gary Harris e i 16 di Trey Lyles. Dopo i 48 punti contro Boston, Jamal Murray si è fermato a 15 con 7 assist, complice una serata da 6/21 dal campo per lui e da 39% per l’attacco dei Nuggets.

Sacramento Kings-Toronto Raptors 105-114

Prosegue senza intoppi la marcia dei Raptors, che ritrovano anche un Kawhi Leonard da 25 punti e 11 rimbalzi sulla strada verso l’undicesima vittoria su dodici in questo eccellente inizio di stagione. Per avere la meglio dei Kings sono bastati i 21 punti di Pascal Siakam, la doppia doppia da 14+14 di Serge Ibaka e i 16 di Kyle Lowry, che per la prima volta nelle ultime dieci partite non ha raggiunto la doppia cifra negli assist fermandosi a 8. Leonard, al rientro dopo l’infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori nelle precedenti due partite, ha segnato 20 punti nei due quarti centrali, tenendosi da parte una tripla fondamentale nell’ultimo quarto per ricacciare indietro il tentativo di rimonta dei Kings, ritornati fino al -7. Per Sacramento ci sono 24 punti a testa per Willie Pauley-Stein e Buddy Hield oltre ai 20 di De’Aaron Fox, sorridendo però per il debutto stagionale di Bogdan Bogdanovic, accolto da un’ovazione del pubblico di casa e autore di 7 punti in 18 minuti uscendo dalla panchina.

Cleveland Cavaliers-Oklahoma City Thunder 86-95

Senza Russell Westbrook sul parquet, è toccato a Dennis Schroeder prendersi oneri e onori alla guida dei Thunder, realizzando la sua miglior prestazione stagionale con 28 punti. Di strada per poter sostituire il numero 0 senza scossoni ce n’è ancora parecchia, visto il curioso zero alla voce “assist”, ma intanto OKC ha conquistato la sesta vittoria consecutiva dopo la partenza 0-4, infliggendo invece la decima sconfitta su undici ai Cavs. Il tentativo di rimonta dei padroni di casa partendo da -11 li ha portati anche avanti nel punteggio nell’ultimo quarto, grazie soprattutto alle triple dei veterani JR Smith e Kyle Korver, ma con i 18 punti di Paul George i Thunder sono riusciti ad avere la meglio senza sforzarsi troppo. In casa Cleveland il miglior realizzatore è Collin Sexton con 15 punti in 42 minuti, partito per la prima volta in quintetto per l’infortunio alla spalla dell’ultimo secondo di George Hill.

Orlando Magic-Detroit Pistons 96-103

Dopo cinque sconfitte in fila, i Pistons avevano assolutamente bisogno di una vittoria. Per farlo si sono appoggiati al loro totem Andre Drummond, che ha risposto con una prestazione completa: 23 punti, 19 rimbalzi, 10/16 al tiro e perfino una tripla di tabella sulla sirena del primo quarto, spingendo i suoi al successo sul campo dei Magic. “Andre è stato il migliore della partita” ha commentato coach Dwane Casey. “Non abbiamo chiamato un singolo gioco per lui, ma non gli è interessato: è andato in campo giocando al massimo senza fiatare. Quando tutti ci metteremo in testa cosa è importante fare per vincere in questa lega, andrà tutto per il verso giusto”. I Pistons hanno comunque dovuto rimontare per due volte uno svantaggio in doppia cifra per avere ragione dei Magic, guidati dai 27 di Evan Fournier ma traditi da una pessima panchina (1/14 con 11 palle perse di tutte le riserve che non fossero Terrence Ross). “I titolari sono andati bene, ma la panchina… wow. La panchina è andata male, e intendo davvero, davvero male, senza essere competitiva in nessuno dei due tempi. Diventa difficile vincere in questa lega. I giocatori devono essere più professionali e farsi trovare pronti. È stato imbarazzante”. 

Atlanta Hawks-New York Knicks 107-112

La tremenda vendetta dell’ex: Tim Hardaway Jr., oggi miglior realizzatore dei Knicks e fino a due anni fa membro degli Hawks, ha realizzato 27 dei suoi 34 punti nel solo secondo tempo, facendosi accompagnare dalla doppia doppia da 17+11 di Enes Kanter nel successo in trasferta dei Knicks sul campo di Atlanta. Ai padroni di casa non sono serviti i 18 punti di Omari Spellman e i 15 punti con 8 assist di Trae Young (che però ha tirato male con 6/19 dal campo e 1/7 da tre) per evitare la sesta sconfitta nelle ultime sette, ritornando al massimo fino al -4 a 22 secondi dalla fine ma commettendo una sanguinosa palla persa con Alex Poythress e sbagliando due tiri liberi con Taurean Prince.

New Orleans Pelicans-Chicago Bulls 107-98

Dopo sei sconfitte in fila, i Pelicans avevano bisogno di ritrovare la vittoria a tutti i costi. Per loro fortuna hanno ritrovato anche la miglior versione di Anthony Davis, che ha chiuso sopra quota 30 punti per la prima volta da quando si è slogato il gomito destro quasi due settimane fa. La sua prestazione da 32 punti, 15 rimbalzi e 4 stoppate è bastata e avanzata per avere ragione dei Bulls, che hanno perso cinque delle ultime sei gare disputate. Insieme a Davis c’è la tripla doppia sfiorata da Jrue Holiday (17 punti, 10 rimbalzi e 9 assist marcato spesso da suo fratello Justin) e i 12 punti a testa di Julius Randle e Wesley Johnson, mentre in casa Bulls i migliori sono stati ancora una volta Zach LaVine (22 punti, dodicesima partita sopra quota 20) e Jabari Parker con 20+13 in una partita in cui la rimonta da -18 si è fermata al massimo a -6 quando mancavano meno di sei minuti alla fine.

Utah Jazz-Dallas Mavericks 117-102

Quattro sconfitte in fila tra le mura amiche per una squadra con ambizioni di playoff come gli Utah Jazz erano decisamente troppe, e il ritorno in campo di Donovan Mitchell è servito per rimettere la squadra in carreggiata. Il numero 45 ha chiuso con 23 punti, 5 rimbalzi e 7 assist seguito dai 17+10 con 4 stoppate di Rudy Gobert e i 18 dalla panchina di Alex Burks, permettendo ai Jazz di vincere la prima gara stagionale davanti al proprio pubblico. In casa Mavericks Luka Doncic ha chiuso ancora una volta come miglior realizzatore a quota 24, seguito dai 14 di Harrison Barnes e dagli 11+12 di DeAndre Jordan, ma quando commetti 25 palle perse diventa difficile vincere contro una squadra come i Jazz. Per Dallas si tratta della settima sconfitta nelle ultime otto gare disputate, finendo sotto nel punteggio in fretta e senza riuscire più a tornare sotto la doppia cifra di svantaggio.

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