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14 marzo 2019

NBA, i Golden State Warriors e la visione in tre fasi di Joe Lacob: "Mi ispiro a Disney"

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"Anche Disney ha iniziato coi cartoni animati e i parchi a tema. Guardate oggi...". Imprenditore visionario, Joe Lacob svela i suoi progetti per il futuro: "Voglio che gli Warriors diventino qualcosa di più di una squadra di pallacanestro. Voglio che diventino un brand di entertainment sportivo, un’azienda tecnologica, una media company"

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Hanno vinto tre degli ultimi quattro titoli NBA. Sfoggiano il miglior record di lega a un mese dalla fine della regular season. Schierano in campo un quintetto con cinque All-Star, qualcosa di mai visto prima nella storia della lega. Sono i Golden State Warriors, la squadra da battere nella NBA, oggi e – probabilmente – anche domani, un domani in cui i campioni in carica sono chiamati a fare un passo storico, quello di lasciare Oakland e la East Bay, attraversare il ponte (il famoso Bay Bridge) e trasferirsi nel cuore di San Francisco, a Mission Bay, nel nuovissimo Chase Center che aprirà le porte per il via della prossima stagione. Il merito dei successi di tutti questi anni recenti, se lo si chiede ai tifosi, è sicuramente da attribuire agli Steph Curry o Klay Thomposon o Kevin Durant di questo mondo. In parte anche a Steve Kerr, il loro geniale allenatore. E sicuramente da sottolineare è anche il ruolo di Bob Myers, il general manager. Alla base di tutto, però, ci sono una coppia di proprietari che, da quando ha assunto la guida della franchigia, ha completamente rivoluzionato l’organizzazione degli Warriors e anche di conseguenza la sua percezione nel resto del mondo. Uno è un produttore di Hollywood, Peter Gruber, ma l’altro – quello più in prima fila, sicuramente più visibile – e un esponente di quella Silicon Vally che oggi sembra riflettere allo specchio i valori (e il successo) degli Warriors stessi: Joe Lacob. E proprio recentemente Lacob – parlando con i giornalisti di The Athletic sul tema del Chase Center – ha svelato il proprio progetto a lungo termine che nel luglio 2010, meno di nove anni fa, lo ha spinto ad acquistare i Golden State Warriors. Lo definisce un progetto in tre fasi, ambizioso e visionario – una visione ispirata, come ama ricordare appena possibile lui stesso, dall’esempio di Walt Disney. “Ha iniziato anche lui con i cartoni animati e i parchi a tema”, ricorda. Come a dire: guardate cos’è diventata oggi la multi-corporation Disney. Ed è quella la visione che Lacob ha dei suoi Warriors, articolata appunto in tre fasi.

Le tre fasi del progetto di dominio globale degli Warriors

Prima fase: “Abbiamo comprato la squadra con l’intento di costruire una squadra capace di competere per il titolo, trasformando i Golden State Warriors dall’essere un’organizzazione non così vincente a una vincente”. I trionfi dell’ultimo quadriennio mostrano come – delle tre fasi – la prima sia stata senza dubbio raggiunta. “La seconda?”, si chiede Lacob. “Rendere gli Warriors un buon business. Non lo era quando li abbiamo acquistati. Lo so che a molti piace dire che lo fosse, ma forse era dovuto al fatto che la squadra non fosse così forte. Noi abbiamo portato qui management di gran livello, abbiamo fatto un buon lavoro, creato business: oggi diamo ai nostri clienti un prodotto di grande valore. Ci sono poche franchigie oggi nella NBA gestite così bene dal punto di vista economico-finanziario”. Per Lacob quindi anche la seconda fase ha visto i propri obiettivi raggiunti. “Ora la domanda è: cosa ce ne facciamo di tutto questo? Io la chiamo la nostra fase n°3. Prima o poi io voglio che i Golden State Warriors diventino qualcosa di più di una squadra di pallacanestro. Voglio che diventino un brand di entertainment sportivo, un’azienda tecnologica, una media company. Non siamo soltanto una squadra. È una visione che diventerà sempre più chiara col passare degli anni: stiamo già entrando nell’era degli eSports – afferma convinto Lacob – e questo è uno sviluppo inerente al mio progetto. Altri ambiti saranno toccati. Noi vogliamo utilizzare i manager, le risorse e il brand di questa organizzazione per costruire qualcosa di più grande. Ma fra qualche anno tutto sarà più chiaro. Per adesso – conclude scaramantico – iniziamo con l’aprire questa bellissima nuova arena”. E dal Chase Center, ancora una volta, passano i destini – presenti e futuri – dei campioni NBA in carica. 

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