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Playoff NBA 2019, la preview della Eastern Conference

NBA

Dario Vismara

A Est LeBron James ha lasciato vacante il suo trono: dai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo ai Toronto Raptors di Kawhi Leonard fino ai Philadelphia 76ers di Joel Embiid e i Boston Celtics di Kyrie Irving, tutti vogliono andare alle finali NBA - e affermarsi come miglior giocatore della conference

LA PREVIEW DELLA WESTERN CONFERENCE

IL TABELLONE DEI PLAYOFF NBA

BRACKET PLAYOFF: COMPILATE IL VOSTRO!

Domande che vi ronzano in testa alle quali vorreste dare una risposta, calendario e orari per non perdere nessuna partita e qualche dato per orientarvi nelle quattro sfide playoff della Eastern Conference. Sta per iniziare il momento più bello della stagione NBA, quello in cui arriveranno i verdetti, in cui tutti gli avversari conoscono le tue debolezze, il momento in cui non esiste più margine d'errore alcuno. Vinci per sopravvivere, per andare avanti e inseguire non solo i Golden State Warriors, ma mille altri obiettivi: i playoff NBA, lo spettacolo migliore che un appassionato di pallacanestro possa desiderare.

Qual è la squadra favorita a uscire vincente a Est?

Se non ci sono dubbi sulla risposta a questa domanda nella Western Conference, è decisamente più difficile rispondere per la Eastern. La classifica finale della regular season suggerisce un ordine gerarchico ben preciso, ma tutte le prime quattro squadre a Est hanno difetti chiari che potrebbero risultare fatali ai playoff. Andando con ordine: Milwaukee ha vissuto una regular season straordinaria, ma ha un paio di giocatori chiave in cattive condizioni (Brogdon e Mirotic su tutti), non superano il primo turno dei playoff da un decennio e hanno un sistema difensivo che ruota attorno a un giocatore – Brook Lopez – che ai playoff verrà puntato continuamente dagli attacchi avversari.

I Toronto Raptors hanno vissuto una regular season di grande tranquillità gestendo benissimo una situazione spinosa come i continui riposi programmati di Kawhi Leonard, viaggiando a fari spenti fino al secondo posto. Ma non è neanche chiaro quale sia il vero potenziale di questa squadra (Leonard, Lowry e Marc Gasol hanno giocato solo 14 partite assieme per 161 minuti complessivi), senza considerare che l’ambiente negli ultimi hanno ha dimostrato di trasformare le sconfitte ai playoff in uno psicodramma con troppa velocità.

I Philadelphia 76ers sono la squadra “Scatola di cioccolatini di Forrest Gump” della NBA: non sai mai cosa poterti aspettare. Vale di partita in partita, ma anche di quarto in quarto: possono sembrare la migliore e la peggiore squadra della lega nello spazio di qualche possesso. Detto questo, hanno il miglior quintetto base della conference e la peggior panchina, ma le condizioni del ginocchio di Joel Embiid sono tutt’altro che ideali. E senza il camerunense, i Sixers sono tutta un’altra squadra.

I Boston Celtics hanno vissuto una regular season complicatissima, ma questo li rende paradossalmente ancora più pericolosi. L’assenza di Marcus Smart è pesante e la chimica di squadra è pressoché inesistente, ma passare al TD Garden sarà difficile per tutti con un giocatore come Kyrie Irving in grado di alzare il livello ai playoff. Allo stesso modo, però, dover affrontare le serie contro una delle prime tre squadre senza poter contare sul fattore campo sarà l’ostacolo più grande per una squadra che storicamente costruisce i suoi successi tra le mura amiche.

Qual è la squadra più completa sui due lati del campo?

Da questo punto di vista, non c’è discussione che Milwaukee e Toronto siano davanti a tutte: solamente loro hanno chiuso in top-5 sia per rating offensivo che difensivo, dimostrando una completezza sconosciuta al resto della NBA (al netto di Golden State che ha approcciato la difesa in regular season con regale distacco). Tra le due, i Raptors sembrano avere una maggiore profondità nel roster, oltre che nettamente una miglior salute: nessun altro nella conference può vantare una rotazione in cui tutti i giocatori possono legittimamente chiudere le partite in campo, dando a coach Nurse un ventaglio ampissimo di soluzioni potendo mixare il quintetto base (Lowry, Green, Leonard, Siakam, Gasol) con i vari Lin, VanVleet, Powell, Anunoby e Ibaka. Senza considerare il dettaglio non trascurabile dell’esperienza: i Raptors sono la squadra che ha dato meno minuti ai rookie in tutta la NBA (solo 55), potendo contare anche su nuovi giocatori con grande esperienza ai playoff come Green, Gasol e soprattutto Leonard.

Qual è la mina vagante della conference?

Se per “mina vagante” si intende una squadra che può uscire al primo turno così come arrivare in finale NBA, nessuno risponde al profilo meglio dei Boston Celtics. Arrivati a questo punto, ci si può aspettare davvero di tutto dagli uomini di Brad Stevens, sia che vada tutto benissimo (riscoprendosi la squadra che tutti si aspettavano a inizio anno) che vada malissimo (culminando una stagione disastrosa). Molto gira attorno alle condizioni fisiche di Al Horford, giocatore barometro dei biancoverdi: se riuscirà a replicare i livelli a cui ha giocato ai playoff dello scorso anno, elevando tutti quelli che gli stanno attorno, i Celtics hanno una concreta chance di dare davvero fastidio alle prime tre. Al profilo del “Può uscire al primo turno così come arrivare in Finale” si iscrivono anche i Philadelphia 76ers,

Quale delle squadre senza fattore campo può dare fastidio?

Il gap tra le prime quattro con il fattore campo e le loro sfidanti appare ancora piuttosto ampio. Non sarebbe stato così se gli Indiana Pacers avessero potuto contare su Victor Oladipo, ma senza di lui perdono troppo potenziale offensivo (hanno il secondo peggior attacco tra le 16 squadre dei playoff) per poter tenere testa alla versione buona dei Celtics. Di sicuro però non partono battuti mentalmente, visto che la solidità è il pregio principale del gruppo allenato da coach McMillan, che gioca duro ogni singolo possesso di ogni singola partita – cosa che invece non si può dire dei loro avversari. Ovvio che debba succedere qualcosa di “catastrofico” a una delle prime tre squadre per dare una chance di passaggio del turno a Brooklyn, Orlando e Detroit. Tra queste tre, quelli con maggiori possibilità sono i Nets, non fosse altro per l’incognita delle condizioni del ginocchio di Embiid che pesa come un macigno sul potenziale di Philadelphia. Senza il camerunense e con una storica difficoltà a difendere sulle point guard avversarie (e i Brooklyn ne hanno una da All-Star Game come D’Angelo Russell), la squadra di coach Brett Brown potrebbe soffrire più del previsto al primo turno.

Chi è il miglior giocatore della conference?

Una delle sottotrame più interessanti dei playoff. La regular season ci ha detto che Giannis Antetokounmpo parte davanti a tutti, ma i playoff sono un’altra storia e la mancanza di un tiro affidabile (per quanto le percentuali siano in salita) verrà sfruttata il più possibile dalle difese avversarie, anche concedendogli metri di spazio. Kawhi Leonard, invece, è atteso a un salto di qualità dopo una stagione passata a velocità controllata: i Raptors ora si aspettano che Leonard giochi da Leonard, portando la squadra dove non è mai stata e dove invece lui – unico nella Eastern Conference ad aver vinto il premio di MVP delle Finals – è già stato. Le condizioni fisiche di Embiid preoccupano, ma senza back-to-back e con meno viaggi da dover affrontare rispetto alla regular season il suo delicato fisico potrebbe essere più gestibile: se sano, in pochi possono pareggiare il suo impatto sui due lati del campo. Infine, Kyrie Irving: che dal punto di vista individuale ha disputato una grande stagione (specialmente nei finali di partita), meno dal punto di vista dello spogliatoio. Ma in una partita di playoff tirata, di certo non è il giocatore che vuoi ritrovarti di fronte.

Che ripercussioni avranno i playoff sul mercato estivo?

Su tutta la Eastern Conference – ma il discorso si può estendere alla NBA in generale – aleggia come uno spettro il mercato dei free agent che si aprirà il prossimo 1 luglio. Mentre le squadre rimaste fuori dalla post-season attendono con ansia la Lottery di metà maggio, diverse squadre vedranno cambiare i propri piani estivi in base a come e quando finirà la loro stagione. Perché da Milwaukee in giù tutti hanno dei free agent più o meno importanti, dai rinnovi di Middleton, Lopez e Brogdon per i Bucks a quelli – decisamente più pesanti – di Leonard e Irving per Toronto e Boston, che dovranno fare di tutto per convincere le loro stelle a rifirmare, per non parlare di Jimmy Butler e Tobias Harris. Un’uscita prematura o una serie conclusa particolarmente male potrebbero avere ripercussioni anche di diversi anni su queste franchigie: in ballo non c’è solamente questa stagione, ma anche quelle a venire – e di conseguenza l’equilibrio complessivo dell’intera conference.

Milwaukee Bucks (1) vs. Detroit Pistons (8)

Milwaukee Bucks (58-24)

Rating offensivo: 113.5 (4° posto in NBA)
Rating difensivo: 104.9 (1° posto in NBA)
Net rating: +8.6 (1° posto in NBA)

Detroit Pistons (41-41)

Rating offensivo: 108.3 (21° posto in NBA)
Rating difensivo: 108.6 (12° posto in NBA)
Net rating: -0.4 (17° posto in NBA)

Record stagionale scontri diretti: 4-0 Milwaukee

5 dicembre 2018: Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 115-92
17 dicembre 2018: Detroit Pistons-Milwaukee Bucks 104-107
1 gennaio 2019: Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 121-98
29 gennaio 2019: Detroit Pistons-Milwaukee Bucks 105-115

Calendario e orari della serie

Gara 1: nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile, Milwaukee Bucks vs. Detroit Pistons, ore 01.00
Gara 2: nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 aprile, Milwaukee Bucks vs. Detroit Pistons, ore 02.00
Gara 3: nella notte tra sabato 20 e domenica 21 aprile, Detroit Pistons vs. Milwaukee Bucks, ore 02.00
Gara 4: nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 aprile, Detroit Pistons vs. Milwaukee Bucks, ore 02.00
*Gara 5: mercoledì 24 aprile, Milwuakee Bucks vs. Detroit Pistons - orario da definire
*Gara 6: venerdì 26 aprile, Detroit Pistons vs. Milwaukee Bucks - orario da definire
*Gara 7: domenica 28 aprile, Milwaukee Bucks vs. Detroit Pistons - orario da definire

* se necessaria

Toronto Raptors (2) vs. Orlando Magic (7)

Toronto Raptors (58-24)

Rating offensivo: 112.5 (5° posto in NBA)
Rating difensivo: 106.8 (5° posto in NBA)
Net rating: +5.8 (3° posto in NBA)

Orlando Magic (42-40)

Rating offensivo: 108.1 (22° posto in NBA)
Rating difensivo: 107.5 (8° posto in NBA)
Net rating: +0.6 (14° posto in NBA)

Record stagionale scontri diretti: 2-2

20 novembre 2018: Orlando Magic-Toronto Raptors 91-93
28 dicembre 2018: Orlando Magic-Toronto Raptors 116-87
24 febbraio 2019: Toronto Raptors-Orlando Magic 98-113
1 aprile 2019: Toronto Raptors-Orlando Magic 121-109

Calendario e orari della serie

Gara 1: sabato 13 aprile, Toronto Raptors vs. Orlando Magic, ore 23.00 
[DIRETTA SU SKY SPORT NBA, commento di Alessandro Mamoli e Matteo Soragna]
Gara 2: nella notte tra martedì 16 e mercoledì 17 aprile, Toronto Raptors vs. Orlando Magic, ore 02.00
Gara 3: nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 aprile, Orlando Magic vs. Toronto Raptors, ore 01.00
Gara 4: nella notte tra domenica 21 e lunerdì 22 aprile, Orlando Magic vs. Toronto Raptors, ore 01.00
*Gara 5: martedì 23 aprile, Toronto Raptors vs. Orlando Magic - orario da definire 
*Gara 6: giovedì 25 aprile, Orlando Magic vs. Toronto Raptors - orario da definire
*Gara 7: sabato 27 aprile, Toronto Raptors vs. Orlando Magic - orario da definire

* se necessaria

Philadelphia 76ers (3) vs. Brooklyn Nets (6)

Philadelphia 76ers (51-31)

Rating offensivo: 111.5 (8° posto in NBA)
Rating difensivo: 108.9 (14° posto in NBA)
Net rating: +2.6 (11° posto in NBA)

Brooklyn Nets

Rating offensivo: 108.9 (19° posto in NBA)
Rating difensivo: 108.9 (15° posto in NBA)
Net rating: -0.1 (15° posto in NBA)

Record stagionale scontri diretti: 2-2

4 novembre 2018: Brooklyn Nets-Philadelphia 76ers 122-97
25 novembre 2018: Brooklyn Nets-Philadelphia 76ers 125-127
12 dicembre 2018: Philadelphia 76ers-Brooklyn Nets 124-127
28 marzo 2019: Philadelphia 76ers-Brooklyn Nets 123-110

Calendario e orari della serie

Gara 1: sabato 13 aprile, Philadelphia 76ers vs. Brooklyn Nets, ore 20.30
[DIRETTA SU SKY SPORT NBA, commento di Flavio Tranquillo e Davide Pessina]
Gara 2: nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 aprile, Philadelphia 76ers vs. Brooklyn Nets, ore 02.00
Gara 3: nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 aprile, Brooklyn Nets vs. Philadelphia 76ers, ore 02.00
Gara 4: sabato 20 aprile, Brooklyn Nets vs. Philadelphia 76ers, ore 21.00
*Gara 5: martedì 23 aprile, Philadelphia 76ers vs. Brooklyn Nets - orario da definire
*Gara 6: giovedì 25 aprile, Brooklyn Nets vs. Philadelphia 76ers - orario da definire
*Gara 7: sabato 27 aprile, Philadelphia 76ers vs. Brooklyn Nets - orario da definire

* se necessaria

Boston Celtics (4) vs. Indiana Pacers (5)

Boston Celtics (49-33)

Rating offensivo: 111.2 (10° posto in NBA)
Rating difensivo: 107.0 (6° posto in NBA)
Net rating: +4.2 (6° posto in NBA)

Indiana Pacers (48-34)

Rating offensivo: 109.3 (18° posto in NBA)
Rating difensivo: 105.9 (3° posto in NBA)
Net rating: +3.4 (10° posto in NBA)

Record stagionale scontri diretti: 3-1 Boston

3 novembre 2018: Indiana Pacers-Boston Celtics 102-101
9 gennaio 2019: Boston Celtics-Indiana Pacers 135-108
29 marzo 2019: Boston Celtics-Indiana Pacers 114-112
5 aprile 2019: Indiana Pacers-Boston Celtics 97-117

Calendario e orari della serie

Gara 1: domenica 14 aprile, Boston Celtics vs. Indiana Pacers, ore 19.00
[DIRETTA SU SKY SPORT NBA, commento di Francesco Bonfardeci e Marco Crespi]
Gara 2: nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 aprile, Boston Celtics vs. Indiana Pacers, ore 01.00
Gara 3: nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 aprile, Indiana Pacers vs. Boston Celtics, ore 02.30 
Gara 4: domenica 21 aprile, Indiana Pacers vs. Boston Celtics, ore 19.00
*Gara 5: mercoledì 24 aprile, Boston Celtics vs. Indiana Pacers - orario da definire
*Gara 6: venerdì 26 aprile, Indiana Pacers vs. Boston Celtics - orario da definire 
*Gara 7: domenica 28 aprile, Boston Celtics vs. Indiana Pacers - orario da definire

* se necessaria

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