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Playoff NBA: Joel Embiid, per coach Brown "il giocatore più decisivo della serie"

NBA

In gara-3 il n°21 dei Sixers ha dominato su entrambi i lati del campo, giocando una partita di enorme impatto. Grazie a lui Philadelphia si è portata in vantaggio nella serie, ben consapevole che quando è in forma nessuno può pensare di contenerlo. Neanche Marc Gasol

EMBIID DICE 33, PHILADELPHIA DOMINA TORONTO IN GARA-3

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Kawhi Leonard avrà anche segnato 37.7 punti di media nei primi tre episodi della serie, trascinando i Raptors in questa prima settimana di semifinali di Conference. Coach Brown però continua a non avere dubbi: “Sì, quando è in forma Joel è il miglior giocatore della serie”. E la partita di Philadelphia è lì a dimostrarlo: 33 punti, dieci rimbalzi e cinque stoppate a referto – soltanto lui e Kevin Durant sono riusciti a raccogliere cifre del genere negli ultimi dieci anni in post-season. Il tutto in faccia a Marc Gasol, che in un passato non troppo lontano ha vinto anche il titolo di miglior difensore dell’anno con i Memphis Grizzlies. Ben 24 dei 33 punti di Embiid sono arrivati quando il lungo spagnolo era in marcatura su di lui, tirando 6/12 dal campo e un decisivo 3/3 dall’arco che ha cambiato il suo impatto sul match. Nei primi due episodi erano stati sei i punti totali raccogliendo un complessivo 2/11 dal campo senza triple a segno. “Non sono preoccupato da lui – sottolinea Embiid – è un grande giocatore, ho un enorme rispetto per lui, ma stiamo pur sempre parlando di un gioco di squadra. Se sono libero, i miei compagni continueranno a servirmi, così come io cercherò sempre di armare la mano di chi riuscirà a trovare un minimo di spazio per prendersi un tiro. Non sono focalizzato sulla sua marcatura, ma mi concentro molto di più sul lavoro di squadra che stanno provando a fare per limitarmi”. Visti i risultati in gara-3, l’alchimia in casa Sixers sembra finalmente funzionare, con la squadra sempre in vantaggio e avanti anche di 26 lunghezze nel corso del match. In difesa poi, tolto Leonard, Toronto non è riuscita ad andare oltre i 62 punti complessivi realizzati tirando con il 36% dal campo. Nel 2019 è la prima volta che i canadesi sono rimasti sotto i 100 punti segnati per due partite in fila.

Embiid fa la differenza prima in difesa, e poi in attacco

A coach Brown infatti interessa soprattutto la difesa: “Mi fermo con piacere a commentare le stoppate a ripetizione che ha messo a referto: se volete possiamo parlare della windmill, della capacità di andare a schiacciare in qualsiasi situazione, della bellezza dei suoi movimenti in post, ma io preferisco concentrarmi sul lavoro a protezione del ferro. Quello è l’aspetto sul quale sono maggiormente concentrato. È il nostro gioiello in difesa, come ovviamente riesce a esserlo anche in attacco. La sua capacità di proteggere il ferro e di stoppare i tentativi avversari questa sera è stata incredibile”. In fondo a celebrare i canestri ci ha già pensato abbondantemente lui sul parquet, esibendosi prima in un balletto con le spalle simil-Steph Curry che ha irritato non poco Pascal Siakam - sanzionato con un flagrant-1 dopo aver sgambettato l'avversario. A quello poi hanno fatto seguito prima l'esultanza sotto canestro da percussionista e poi l'aeroplanino dopo la schiacciata con tanto di finta su Gasol. Tutto il reportorio insomma, che ha mandato in estasi Allen Iverson in prima fila e tutto il pubblico di Philadelphia. In Pennsylvania infatti non si divertivano così tanto proprio dai tempi di AI: "La gente ormai ha imparato a conoscermi, ho un bisogno fisiologico di festeggiare e divertirmi. Non è questione di provocazioni o altro: quando sono sorridente sul parquet, il mio modo di giocare migliora. Ho sempre sottolineato che la felicità in campo mi permette di avere un impatto ben diverso: senza quella, vuol dire che non mi sento coinvolto nel match. Se le cose vanno bene invece, devo dimostrarlo, devo far capire al pubblico e al mondo che mi sto divertendo. E sono sicuro che questo porti dei benefici anche alla squadra: tutti sul parquet iniziano a godersi la partita in questo modo". La migliore delle ricompense insomma dopo stagioni da 10 vittorie e 72 sconfitte, dopo anni di “The Process”: finalmente i Sixers sembrano essere tornati al punto di partenza, in grado di poter puntare al ritorno alle finali di Conference a 18 anni di distanza dall’ultima volta.

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