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Mercato NBA, Houston, rivoluzione in arrivo: i Rockets mettono in vendita CP3 e altri

NBA

Dopo la sonora sconfitta incassata in semifinale di Conference contro Golden State, Daryl Morey ha annunciato la sua intenzione di "mettere in discussione" tutto il roster durante il prossimo mercato, ascoltando qualsiasi tipo di proposta arriverà: rivoluzione in vista?

IL PRINCIPALE OBIETTIVO DI MERCATO SQUADRA PER SQUADRA

La sconfitta, l’ennesima ai playoff contro Golden State, non poteva passare inosservata, non lasciare strascichi e non spingere i Rockets a cercare di rilanciare un progetto che rischia fortemente di perdere quota senza aver mai raggiunto il vertice. Houston ha dimostrato di non saper approfittare neanche delle enormi difficoltà degli Warriors e di prendersi finalmente la rivincita. “Ci hanno preso a calci nel sedere in casa nostra senza il loro miglior giocatore. Abbiamo perso con dieci punti di scarto nel quarto periodo: non è accettabile, ok? Dobbiamo semplicemente fare molto meglio di così. Sono fiducioso del fatto che cresceremo e che avremo occasione di rifarci in futuro”. E così Daryl Morey ha deciso di dare seguito alle parole del proprietario Tilman Fertitta, mettendo sul mercato l’intero roster e dicendosi disposto ad ascoltare qualsiasi offerta arriverà nelle prossime settimane per rivedere la composizione del roster. Nessuno escluso, in teoria, anche James Harden – blindatissimo dal suo maxi-contratto e ovviamente inavvicinabile per chiunque. Le possibilità di vedere il Barba con una maglia diversa è inevitabilmente limitata, mentre a tremare sono tutti gli altri - consapevoli che l’intenzione mai celata da Morey è quella di mescolare le carte e rendere Houston nuovamente competitiva anche a costo di un profondo rinnovamento. In quest’ottica vanno letti i tanti allontanamenti di assistenti allenatori e parte dello staff, epurati nei giorni scorsi e prima parte di un progetto che punta a un profondo rinnovamento.

Capela piace a molti, CP3 si porta dietro gli acciacchi e un super contratto

Tra i giocatori che possono garantire un buon ritorno a livello di mercato c’è certamente Clint Capela, uscito con le ossa rotte dalla serie contro gli Warriors e più in generale da playoff decisamente sottotono rispetto a quanto gli venisse richiesto. Il suo contratto da 80 milioni complessivi in cinque anni è definito da più parti “team friendly”, di quelli che possono far comodo davvero a chiunque. Una pedina insomma con la quale provare a ottenere un bel po’ di asset, a partire da Sacramento e Phoenix ad esempio che 12 mesi fa avevano insistentemente manifestato il loro interesse per lui. Capela è uno dei tasselli propedeutici al gioco dei Rockets, che con questa messa in discussione generale evidentemente hanno intenzione di virare e cambiare decisamente rotta. Discorso ben diverso invece va fatto per Chris Paul, che con i suoi 124 milioni di dollari di contratto da incassare nei prossimi tre anni è un’enorme peso che grava sul salary cap di Houston. CP3 infatti è apparso in evidente fase calante nell’ultima stagione, ben al di sotto delle attese quando più contava fare la differenza. Paul ha chiuso due settimane fa la sua peggior annata in quanto a punti segnati (15.6 di media), restando per poco tra i 50 giocatori per PER (indice che misura quanto si incide sul parquet tenendo conto di tutti gli aspetti statistici prodotti): l’ex Clippers è al 49° posto con il suo 19.7, soltanto 40° nel rapporto assist/palle perse che da sempre è stata una delle sue peculiarità. Gli infortuni, la condizione fisica mai ottimale e la scarsa lucidità però hanno reso meno efficace Paul anche sotto questo aspetto. Fino al punto da renderlo una pedina sacrificabile nello scacchiere Rockets.

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