NBA, Belinelli, Gallinari e le previsioni "made in Italy" sulla nuova stagione

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I due veterani azzurri (che quest'anno accolgono nella lega anche Nicolò Melli) dicono la loro sui nuovi equilibri NBA: "Clippers più forti dei Lakers", concordano entrambi, ma a Est "Gallo" guarda con curiosità a Brooklyn mentre "Beli" preferisce Boston

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La stagione 2019-20 è quella che accoglie nella NBA un terzo italiano che va ad affiancarsi a Marco Belinelli e Danilo Gallinari: Nicolò Melli sarà chiamato a fare il suo debutto in una squadra – i New Orleans Pelicans – tra le più intriganti e interessanti dell’intero campionato, al fianco della prima scelta assoluta dell’ultimo Draft, Zion Williamson, e di un nucleo giovanissimo e pieno di talento (Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart). Se Melli è la novità italiana della stagione che parte il 22 ottobre – con i Pelicans subito in campo, ospiti dei Toronto Raptors nella serata della consegna degli anelli – la costante risponde al nome di Marco Belinelli (al via della sua 13^ stagione NBA) e Danilo Gallinari (per lui 11 stagioni già in archivoi e 12^ da iniziare). Per il primo si tratta di un inizio nel senso della continuità, sempre con la maglia di quei San Antonio Spurs con cui nel 2014 ha vinto il titolo NBA, mentre per il secondo il nuovo campionato coincide con una nuova avventura, quella in maglia Oklahoma City Thunder, dopo la cessione arrivata in estate dai Clippers nell’affare che ha portato Paul George a Los Angeles. Proprio a Belinelli e Gallinari abbiamo chiesto di darci le loro opinioni sulla stagione al via: “Gli equilibri nella lega sono sicuramente cambiati – l’opinione del “Gallo” dopo la miriade di scambi estivi – per cui sarà interessante capire chi verrà fuori vincitore dall’Est e chi dall’Ovest”. D’accordo anche il “Beli”: “È un campionato diverso, sono curioso di vedere Kyrie Irving a Brooklyn, soprattutto quando poi sarà raggiunto da Kevin Durant, ma anche i nuovi Lakers, per vedere come giocheranno, con anche l’innesto di Dwight Howard. C’è molta curiosità attorno alla nuova stagione”. La curiosità sui nuovi Nets del giocatore di San Giovanni in Persiceto è condivisa anche da Gallinari: “A Est la nuova realtà di Brooklyn è sicuramente molto interessante, da seguire, ma siccome non penso che Durant rientri prima di febbraio/marzo, per il titolo della Eastern Conference io dico Milwaukee”, iniziando a tratteggiare favoriti e previsioni per il nuovo anno. “A Est invece a me intriga Boston – gli risponde Belinelli – una squadra giovane, guidata da un giocatore che mi piace tantissimo con cui ho giocato assieme a Charlotte come Kemba Walker: li vedo molto bene”. Se l’Est presenta tanti spunti interessanti, l’Ovest appare competitivo come non mai, a un livello forse ancora più alto degli ultimi anni. Soprattutto a Los Angeles, dove allo Staples Center scenderanno in campo sera dopo sera LeBron James e Anthony Davis da una parte (con la canotta dei Lakers) e Kawhi Leonard e Paul George dall’altra (in maglia Clippers). “Mi spiace dirlo – afferma Gallinari, che rivela un certo dispiacere nel non poter più scendere al campo al fianco dei suoi ex compagni – ma secondo me sono più forti i Clippers”. Concorda Belinelli: “Dico Clippers, perché ho giocato e conosciuto Kawhi Leonard – so che persona è, e poi quest’anno è stato fenomenale – e perché so che Doc Rivers è un allenatore eccezionale”. I nostri due veterani NBA sono invece in disaccordo sui destini di altre due potenze della Western Conference, Golden State e Houston: “I nuovi Rockets sono sicuramente pericolosi – afferma Gallinari – ma io a Ovest continuo a preferirgli i Golden State Warriors”. “Io invece penso che quest’anno forse sarà l’anno buono per Houston”, gli risponde Belinelli.

OKC e San Antonio: i destini di Gallo e Beli

Impossibile poi non chiedere ai due azzurri un loro pensiero sulle situazioni che li riguardano più da vicino, con Gallinari chiamato a un nuovo inizio in Oklahoma e Belinelli che con gli Spurs insegue la qualificazione consecutiva n°23 ai playoff (sarebbe un record NBA all-time). Il “Gallo” non fa mistero nel riconoscere che il suo futuro è oggi più aperto che mai: “Non si sa come andrà durante l’anno: di sicuro inizio a Oklahoma City, poi però vedremo, ci sono tante opzioni: può darsi che resti ai Thunder per tutto il campionato ma può darsi anche di no”. Con un backcourt molto affollato, anche la situazione di Belinelli a San Antonio potrebbe non escludere un’ipotesi di scambio, magari a metà stagione, ma per il momento la guardia degli Spurs è concentrato sui destini della squadra texana: “Torna il nostro playmaker [Dejounte Murray, fermo per infortunio tutto l’anno scorso, ndr] per cui saremo una squadra sicuramente diversa: ma cercheremo di fare bene”, afferma il “Beli”. Come sempre, quando si parla di San Antonio. 

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