Please select your default edition
Your default site has been set

NBA, Golden State Warriors, Steve Kerr: “Non è una serata storta, è la realtà dei fatti”

NBA

Una sconfitta da record (negativo) per gli Warriors: mai nessuna squadra NBA aveva subito così tanto nella gara d’esordio nella nuova arena. Non una coincidenza, ma il segnale che per Golden State cambieranno molte cose rispetto al passato: “Per 5 anni abbiamo vissuto in un mondo che non esiste, adesso dobbiamo ricostruire”

 

Un tracollo casalingo che fa male, un esordio amaro al Chase Center e soprattutto un modo per prendere consapevolezza rispetto a quanto attende i vice campioni NBA in questa stagione. Sono parole dure quelle pronunciate da Steve Kerr a fine gara e non perché ci fosse bisogno di puntare il dito contro una squadra di ragazzi e in piena rifondazione, ma perché il lustro che Golden State si è appena lasciata alle spalle resterà qualcosa di irripetibile nella storia NBA. “Quella di oggi contro i Clippers non è stata una serata storta - spiega ai microfoni a fine gara l’allenatore degli Warriors - questa è la realtà che ci attende in NBA, la normalità per molti. Gli ultimi cinque anni abbiamo avuto la fortuna di vivere in un mondo che in realtà non esiste… Non funzionano così le cose nella Lega. Abbiamo nove giocatori del roster al di sotto dei 23 anni d’età. Stiamo ripartendo da zero”. Un cambio di rotta ancora tutto da digerire che ha quindi portato gli Warriors a incassare un pesante ko casalingo nella sfida d’esordio al Chase Center: 141-122 contro dei Clippers perfetti, arrivato al termine di una sfida mai realmente in discussione e con il pubblico di casa pronto ad abbandonare il proprio posto già a inizio quarto periodo. Scene mai viste negli ultimi cinque anni a San Francisco: Golden State infatti incassa per la prima volta oltre 140 punti in una singola gara con coach Kerr in panchina (considerando sia regular season che playoff), acquisendo il triste primato che la rende la squadra ad aver subito il maggior numero di punti in una gara d’esordio nella nuova arena. Tutta colpa di Kawhi Leonard, la nemesi degli Warriors negli ultimi mesi. Il giocatore in grado di rovinare a Golden State la fine dell’esperienza alla Oracle Arena e l’inizio di una nuova era al Chase Center.

Green: “Non mi accontento delle vittorie morali, abbiamo fatto schifo”

Non un messaggio isolato quello lanciato da Steve Kerr, ma un’indicazione che ha subito ricevuto l’appoggio indiretto anche da parte di Steph Curry - autore di 23 punti con 2/11 dall’arco e leader di una squadra in profonda mutazione. Anche il n°30 di Golden State ha preferito parlare chiaro: “Potrei tranquillamente rispondervi che è soltanto la prima di 82 partite, ma non voglio usare la scorciatoia più semplice. Ci sono delle cose lampanti che dobbiamo correggere se vogliamo iniziare a vincere delle partite di pallacanestro”. Dritto al punto, senza scorciatoie linguistiche o scuse alle quali aggrapparsi. E pure di alibi ce ne sarebbero tanti, a partire dagli infortuni che stanno martoriando il roster già dalla preseason. Klay Thompson ha seguito il match in panchina, parlando al pubblico prima della palla a due e incitando i compagni in ogni modo durante il match. Per lui le speranze di rientro in questa stagione restano minime, mentre Draymond Green ha dovuto fare i conti con dei dolori al gomito che ne hanno limitato l’impatto. Corso negli spogliatoi durante il primo quarto, è poi tornato sul parquet senza riuscire a incidere nel modo migliore: “Non sono il tipo di giocatore che si accontenta delle vittorie morali, abbiamo fatto schifo”, racconta il n°23 a fine gara. Problemi che nascono prima di tutto dall'incapacità di proteggere il ferro: “La nostra difesa è stata atroce, sia sul pallone che lontano da esso. Non abbiamo tenuto neanche un pick&roll, siamo stati sempre battuti in transizione. Un vero e proprio disastro”. E a chi prova a chiedere delucidazioni sulla fascia protettiva che indossa al gomito, risponde schivo: “È soltanto indolenzito, solo un po’ di dolore”. Un problema passeggero, a differenza di quelli mostrati da Golden State sul parquet in questo complicato esordio di stagione.

I più letti