NBA, ex giocatori (o quasi) che prendono ancora soldi da squadre della Lega. FOTO
Deron Williams dai Nets, Loul Deng dai Lakers, ma non solo loro: sono diversi i giocatori ormai ritirati (non in tutti i casi, in realtà), che hanno segnato a modo loro la storia della Lega anni fa e che sono ancora presenti nel salary cap di alcune franchigie - costrette a pagarli nonostante non si vedano da tempo sui parquet NBA. Questa la lista di nomi che in molti ricorderanno
JOAKIM NOAH, 6.4 MILIONI DI DOLLARI PER ALTRI TRE ANNI DAI NEW YORK KNICKS | A New York continua ad allenarsi, in attesa che qualcuno bussi alla sua porta per farlo tornare per l’ennesima volta su un parquet NBA. Nel frattempo Joakim Noah continua a incassare dai Knicks i residui del contratto faraonico che ottenne dopo essere andato via dai Bulls: ben 6.4 milioni di dollari all’anno per altre tre stagioni
DERON WILLIAMS, 5.47 MILIONI DI DOLLARI DAI BROOKLYN NETS | Non scende in campo con la squadra di New York da quattro anni, ma l’ex giocatore di Brooklyn passa ancora all’incasso con i Nets: in questa stagione - l’ultima, per fortuna della proprietà - saranno ben 5.47 i milioni di dollari versati in suo favore. Una cifra superiore alla somma dei salari di Caris LeVert e Jarrett Allen, il residuo della politica salariale totalmente folle portata avanti qualche anno fa a Brooklyn
JOSH SMITH, 5.3 MILIONI DI DOLLARI DAI DETROIT PISTONS | Sì, non è un errore di battitura: Josh Smith, quel Josh Smith incassa ancora soldi dalla NBA. Detroit in questa stagione verserà sul suo conto in banca più di 5.3 milioni di dollari. Paradossi di un contratto milionario spalmato e di una carriera finita prima del previsto - almeno secondo i calcoli fatti dai Pistons
LOUL DENG, 5 MILIONI DI DOLLARI PER ALTRI TRE ANNI DAI LOS ANGELES LAKERS | Si è ritirato da giocatore dei Bulls firmando in maniera simbolica per un giorno, ma Loul Deng continuerà a passare all’incasso in casa Lakers per altri tre anni: 5 milioni di dollari esatti a stagione, fino al 2021/21. Una tassa per ricordare ai gialloviola le scelte sbagliate sul mercato di qualche anno fa
MONTA ELLIS, 2.25 MILIONI DI DOLLARI PER ALTRI TRE ANNI DAGLI INDIANA PACERS | Questa estate ha organizzato dei camp privati con diverse franchigie NBA a Las Vegas, nella speranza che qualcuno fosse ancora disposto a offrirgli un contratto. Nessuno però ha deciso di puntare su Monta Ellis, che al momento resta “sul groppone” dei Pacers con il suo contratto: 2.25 milioni di dollari all’anno, da pagare fino al 2022
MATT BARNES, 2.1 MILIONI DI DOLLARI DAI SACRAMENTO KINGS | Matt Barnes si è ritirato già da un po’ (oltre a essere stato protagonista sui parquet NBA in un’epoca ormai lontana anni luce da quella moderna), ma il suo contratto resta. Ancora un altro anno, da ben 2.1 milioni di dollari che i Kings dovranno versargli in questa stagione
SPENCER HAWES, 2 MILIONI DI DOLLARI DAI MILWAUKEE BUCKS | Ufficialmente si è ritirato dal basket giocato (nonostante sia quattro anni più giovane di LeBron James), ma i Bucks continuano anche in questa stagione a versare dei soldi per lui: poco più di 2 milioni di dollari, ultimo residuo di un contratto ben più sostanzioso delle prestazioni che Hawes ha garantito sul parquet in questi anni
LARRY SANDERS, 1.86 MILIONI DI DOLLARI PER ALTRI TRE ANNI DAI MILWAUKEE BUCKS | Scelto nel 2010 da Milwaukee, è stato amore a prima vista, almeno fino a quando la situazione non è precipitata: la scelta dei Bucks, ormai lontana da tempo dalla NBA dopo il cameo nel 2017 con i Cavaliers, è ancora a libro paga in Wisconsin. Ben 1.86 milioni di dollari, da incassare ogni anno fino al 2022. Un “ricordo” (spiacevole) di un giocatore che poteva diventare qualcosa di ben diverso
J.R. SMITH, 1.5 MILIONI DI DOLLARI PER ALTRI TRE ANNI DAI CLEVELAND CAVALIERS | Lo scorso anno era stato tenuto lontano dal parquet e dal campo d’allenamento, convinti che il suo contratto in scadenza potesse tornare utile sperava di liberare spazio salariale. Alla fine però nessuno si è fatto avanti e adesso i Cavs si ritrovano con uno stipendio in più da pagare: quasi 1.5 milioni di dollari all’anno da versare a Smith, fino al 2022. Una rendita non da poco per JR
SHAUN LIVINGSTON, 666MILA DOLLARI PER ALTRI TRE ANNI DAI GOLDEN STATE WARRIORS | La cura dimagrante del salary cap estiva a cui sono stati costretti gli Warriors ha colpito anche lui. Che alla fine, ha deciso di ritirarsi e lasciare la pallacanestro: Shaun Livingston però riceve ancora qualcosa da Golden State, 666.666 dollari per i prossimi tre anni. Una cifra irrisoria rispetto al contributo dato dal tre volte campione NBA, se non fosse che con la situazione salariale al limite anche quei pochi spicci farebbero davvero comodo agli Warriors…
FESTUS EZELI, 333MILA DOLLARI DAI PORTLAND TRAIL BLAZERS | Si è ritirato nel 2017 dopo un intervento al ginocchio (a soli 28 anni), ma il contratto del campione NBA 2016 con gli Warriors “resiste” ancora all’interno del salary cap NBA: 333mila dollari, che Portland dovrà versare nelle sue tasche in questa stagione
JOE JOHNSON, 220MILA DOLLARI DAI DETROIT PISTONS | Fino all’ultimo ha sperato di poter far parte della squadra, al termine di un training camp trascorso con i Pistons che aveva destato buone sensazioni dopo la parentesi in Big-3. Invece, niente esordio in regular season e taglio arrivato prima che si alzasse la palla a due. Un “disturbo” che a Detroit pagheranno 220mila dollari in questa stagione
ANTHONY BENNETT, 6.000 DOLLARI DAGLI HOUSTON ROCKETS | La prima scelta assoluta più disastrosa della storia del Draft NBA (stiamo parlando del 2013, non di un’epoca fa) fatica a trovare una squadra, ma una sua traccia nel salary cap della Lega resiste ancora. I Rockets quest’anno devono versare per lui 6.000 dollari - residuo del contratto non garantito che gli è stato offerto lo scorso 25 luglio