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NBA, il proprietario Tilman Fertitta: "Cascasse il mondo, non vendo gli Houston Rockets"

PAROLE
©Getty

Il proprietario degli Houston Rockets, fortemente colpito economicamente dal coronavirus, ha rispedito al mittente tutte le insinuazioni sulle sue difficoltà: "Se mai venderò i Rockets, sarà quando non ci sarà più legge in questo paese e avremo l’anarchia nelle strade. Non ho soci di minoranza e non ne ho bisogno"

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Se il business della NBA deve fare i conti con le mancate entrate per via del coronavirus, a maggior ragione i proprietari della lega devono occuparsi dei loro business principali. Prendete il caso di Tilman Fertitta: il 62enne proprietario degli Houston Rockets, che ha fatto fortuna con i ristoranti e i casinò soprattutto in Texas, è tra i più colpiti in assoluto dalla pandemia che sta colpendo il mondo. Nei mesi scorsi ha annunciato circa 40.000 licenziamenti nelle sue compagnie e perdite stimate nell’ordine dei due milioni di dollari al giorno, che si aggiungono ai dubbi sulla sua stabilità finanziaria già risalenti al 2017, visto che per pagare i 2 miliardi di dollari necessari all’acquisto dei Rockets aveva dovuto indebitarsi. Nonostante le voci sul suo conto, però, Fertitta ha voluto fare chiarezza in un’intervista dai toni molto netti con The Athletic: “I Rockets non verrano mai venduti, a meno che non finisse il mondo per come lo conosciamo e allora nulla avrebbe più senso, ok? Se mai venderò i Rockets, sarà perché non esiste più un paese con delle leggi e perché c’è l’anarchia nelle strade, ma a quel punto non ci sarebbe neanche più nessuno a cui vendere”. Non solo: Fertitta ha anche ribadito che non venderà neanche una quota di minoranza, come fatto recentemente invece dai San Antonio Spurs: “Non ho bisogno di soci perciò non ne ho, e non ne ho nemmeno l’interesse. A tutti i proprietari piacerebbe nona vere soci, ma non tutte le squadre possono permetterselo finanziariamente. Io ho l’opportunità di possedere questa squadra al 100% e non c’è motivo perché io cambi mai questa situazione”. 

Fertitta assicura: "I Rockets non hanno nessun problema"

Il proprietario, che prima della sospensione della stagione si era impegnato per la costruzione di un nuovo campo d’allenamento e l’acquisto di un Boeing 767 per le trasferte della squadra, ha anche sottolineato come la franchigia sia isolata dal resto dei suoi affari, senza nessun licenziamento o taglio agli stipendi effettuato o previsto: “I Rockets non hanno nessun problema, sono in una botte di ferro con un sacco di soldi a disposizione” ha assicurato, nonostante le perdite — stimate nell’ordine dei 20 milioni di dollari — per i ben noti problemi di ottobre con la Cina. Sarà davvero così? Intanto il Texas ha deciso di riaprire parte dei ristoranti e hotel (per quanto solo col 25% di capacità), anche se Fertitta anche da quel punto di vista si è detto più che fiducioso: “Ho abbastanza soldi perché mi durino per molto, molto tempo anche senza alcuna apertura. Ma questo weekend riapriranno più di 200 ristoranti e quasi tutti i miei alberghi. Persone diverse sono in situazioni diverse, ma quello che la gente non capisce è che ho più soldi di molti”. Parole decisamente diverse rispetto a quelle dette lo scorso 25 marzo a Bloomberg, nel quale diceva che “non posso andare avanti così per sempre, ma per qualche mese sì” e nel quale veniva scritto che il suo valore complessivo era calato di un terzo fino a 3.2 miliardi di dollari, facendolo uscire dai primi 500 uomini più ricchi al mondo. Eppure a sentire Fertitta va tutto bene: solo il tempo ci dirà se sarà davvero così.

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