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NBA, Bronny James paragonato a LeBron: "In un aspetto è meglio del papà alla sua età"

PARAGONI

In un’intervista con ESPN, lo scout Paul Biancardi ha tracciato un primo paragone tra Bronny James e suo padre LeBron al termine della sua annata da freshman al liceo: "Sono molto simili per come passano il pallone in maniera altruista, ma LeBron attaccava di più le partite. Il tiro di Bronny però è avanti rispetto a quello del padre alla sua età"

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Paul Biancardi ha una lunga esperienza nel valutare i giocatori di pallacanestro. Ora lavora come direttore nazionale del recruiting per ESPN, ma nei primi anni anni 2000 era assistente all’università di Ohio State, con il compito di seguire tutti i giocatori liceali che potessero entrare nell’orbita dei Buckeyes. E a quei tempi il giovane più talentuoso rispondeva al nome di LeBron James, che a St. Vincent-St. Mary aveva cominciato a costruire la sua leggenda. Chi meglio di Biancardi allora può parlare delle somiglianze e delle differenze tra LeBron e suo figlio Bronny, che ha appena finito il suo primo anno a Sierra Canyon in California ed è entrato per la prima volta nella top-25 per la classe del 2023? “Nel loro modo di passare il pallone sono molto simili” ha sottolineato Biancardi. “Entrambi amano passare il pallone e avere un impatto sul gioco con il loro altruismo. LeBron avrebbe potuto diventare leader dello stato per punti segnati, ma ha sempre preferito coinvolgere i suoi compagni. Anche Bronny è più un facilitatore che un realizzatore, anche perché messo in un contesto diverso”. Una delle differenze principali sta però nel loro approccio al gioco e al ruolo che dovevano ricoprire: “LeBron cercava di prendere il controllo delle partite con uno stile di gioco aggressivo, anche perché era la stella della squadra. Bronny è stato circondato da talenti più vecchi e migliori di lui e per questo ha preferito deferire di più, che era la cosa giusta da fare. Quando gioca con quelli della sua età, però, si vede che è in grado di giocare in maniera più aggressiva”.

Biancardi: "Nel tiro Bronny è più avanti rispetto al papà"

C’è un aspetto del gioco nel quale però Bronny è avanti rispetto a dove era suo padre: “Per quanto riguarda il tiro da fuori, il jumper di Bronny è superiore a quello di LeBron. Nessuno dei due può essere descritto come un tiratore puro, ma Bronny ha più range di tiro ed è più preciso. Il tiro sarà la chiave per aprire il resto del suo gioco: diventare un tiratore da tre affidabile sia piedi per terra che dal palleggio gli permetterà di essere ancora più pericoloso nelle sue penetrazioni a canestro. E il floater è già di buon livello”. Stiamo però pur sempre parlando di un classe 2004 che è ancora lontano dalla piena maturità fisica prima ancora che tecnica, con la possibilità di crescere ancora rispetto agli attuali 188 centimetri. E il modo in cui crescerà determinerà molto del giocatore che potrà diventare: “Se dovesse crescere ancora di altezza può diventare un giocatore multidimensionale, migliorando la sua capacità di segnare in area, il suo playmaking, il lavoro a rimbalzo e la versatilità difensiva. Stiamo parlando potenzialmente di una guardia nel corpo di un’ala. Se invece dovesse rimanere vicino alle misure che ha adesso, dovrebbe focalizzarsi di più sul diventare un playmaker a tutto tondo e a difendere soprattutto le point guard avversarie. In ogni caso, nel gioco di oggi se sai tirare con alte percentuali un ruolo in campo lo trovi indipendentemente dalla tua stazza”. In una cosa, però, Bronny è certamente diverso rispetto al padre: “LeBron è uscito dal nulla, nessuno lo conosceva prima del liceo. Le aspettative sul figlio invece sono senza precedenti: con il successo del padre, c’è un’intensa attività sui social media nel seguire ogni suo passo, ed è quasi irrealistico che le possa mantenere. Ma finora ha gestito la situazione con grande maturità, comportandosi da bravo compagno di squadra e rispettando il gioco. Bronny è un giocatore e un ragazzo in se e per se, prenderà le decisioni da solo e arriverà dove deve arrivare con il suo talento e le sue caratteristiche. E ha comunque ancora tre anni di tempo per crescere tantissimo”.

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