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NBA, la grande stagione di Gallinari a OKC: "Ma non ci accontentiamo solo dei playoff"

PAROLE
©Getty

Danilo Gallinari ha chiuso un’altra ottima regular season con gli Oklahoma City Thunder e si appresta a disputare i quarti playoff in carriera, unico italiano rimasto ancora in corsa: "La storia della NBA ci insegna che tutto è possibile: non siamo soddisfatti di essere semplicemente arrivati ai playoff"

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All’inizio della stagione 2019-20, probabilmente Danilo Gallinari si sarebbe aspettato di disputare i playoff. Quello di cui non poteva essere certo è se lo avrebbe fatto con la maglia degli Oklahoma City Thunder oppure con quella di un’altra squadra, visto che la sua permanenza a OKC sarebbe potuta durare giusto il tempo di trovare l’offerta giusta sul mercato da parte di un’altra franchigia. Invece dopo un inizio titubante i Thunder hanno trovato una chimica di squadra straordinaria, seguendo la leadership di Chris Paul e la prolificità offensiva di Gallinari, in un gruppo decisamente equilibrato dal punto di vista realizzativo con quattro giocatori sopra i 17 punti a partita. Il segreto secondo l’azzurro è però nell’altra metà campo: “A inizio anno sapevamo di avere una buona squadra e quale poteva essere il nostro obiettivo” ha detto Gallinari in un video realizzato dalla NBA per promuovere i playoff. “Avevamo grandi talenti individuali: era solo una questione di trovare la giusta chimica per unirli tutti assieme e diventare una buona squadra difensiva”.

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Effettivamente OKC è riuscita a costruire un buon sistema nella propria metà campo, finendo la regular season con il settimo miglior rating difensivo che diventa il secondo se si considerano solo le gare nella bolla di Disney World. È piuttosto in attacco che sono chiamati a salire di livello, visto il 17° posto su base stagionale e il penultimo nelle partite disputate a Disney World, davanti solamente ai derelitti Washington Wizards. In questo senso la presenza di Danilo Gallinari è fondamentale: tra i giocatori con almeno 1.000 possessi giocati, solamente TJ Warren degli Indiana Pacers ha un'efficienza offensiva superiore alla sua (1.145 punti per possesso contro 1.142), con il terzo in classifica - Damian Lillard - staccato a 1.130. I Thunder con Gallinari in campo sono una squadra da 116.9 punti segnati su 100 possessi, ma quando si siede o non è disponibile precipitano a 100.3lo scarto più grande di tutta la squadra. La sua efficienza e la sua prolificità offensiva sono a tutti gli effetti indispensabili per il candidato coach dell'anno Billy Donovan.

La stagione di Gallinari e l’obiettivo playoff: "Non ci accontentiamo"

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Gallinari ha chiuso la sua undicesima stagione in NBA a un soffio dai 19 punti a partita (18.7) con 5.2 rimbalzi e quasi due assist di media, tirando con il 44% dal campo e oltre il 40% da tre punti per il secondo anno in fila registrando il suo massimo in carriera per tentativi oltre l’arco (7 a partita). Soprattutto ha gestito il suo fisico rimanendo sul parquet meno di 30 minuti a partita (solo nell’anno da rookie e nel 2014-15 aveva giocato così poco), come testimoniato anche dal minutaggio tenuto sotto stretto controllo nella bolla (mai sopra i 30). L’obiettivo suo e della squadra è molto semplice: presentarsi al massimo ai playoff, dove Gallinari è chiamato a recitare un ruolo di primo piano nella serie contro gli Houston Rockets del suo vecchio allenatore Mike D’Antoni. Una sfida il cui primo episodio si potrà seguire in diretta su Sky Sport NBA nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 agosto a mezzanotte e mezza, e l’unico azzurro rimasto in corsa per la post-season ha intenzioni bellicose: “La storia della NBA ci insegna che tutto può succedere: non siamo soddisfatti di essere semplicemente arrivati ai playoff. Molte volte cercare di smentire le persone può essere una grande forma di motivazione per un giocatore”. Prima di pensare al prossimo contratto da firmare nella off-season, ci sono dei playoff da giocare fino in fondo con OKC

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