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Playoff NBA, dominio Utah Jazz, Denver Nuggets distrutti: è 2-1 nella serie

GARA-3
©Getty

I Jazz dominano i Nuggets fin da inizio partita con una prestazione perfetta sui due lati del campo vincendo 124-87, spinti dai 27 del rientrante Mike Conley e i 24+14 di Rudy Gobert. Sprofondano i Nuggets che hanno pochissimo anche dagli unici due giocatori in doppia cifra, Jokic con 15 punti e Murray con 12 (ma con 11/29 combinato al tiro)

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Dimenticatevi l’equilibrio e lo spettacolo di gara-1. Il terzo episodio della serie tra Utah Jazz e Denver Nuggets è una copia ancora più sbilanciata di quanto visto in gara-2, con i Jazz in totale controllo della partita e dell’inerzia della serie. Il rientro di Mike Conley mette un’ulteriore marcia alla squadra di coach Quin Snyder, che cavalca la sua carica dopo la nascita del figlio e la sua eccellente mira dalla lunga distanza, con un 7/8 da tre in stile Fred VanVleet 2019 per 27 punti finali. Ancora più dominante è Rudy Gobert, che stravince lo scontro con Nikola Jokic chiudendo con 24 punti, 14 rimbalzi e 11/15 dal campo. L’attacco dei Jazz gira talmente bene che a Donovan Mitchell bastano 13 tiri per segnare 20 punti, mettendo il punto esclamativo alla partita con la rubata e la schiacciata del +30 verso la fine del terzo quarto. Ottimi anche i 16 punti di George Niang dalla panchina, mentre Joe Ingles fa felici tutti con 8 assist. È notte fonda invece per i Nuggets, incapaci di reagire né in attacco né in difesa: Nikola Jokic con 15 punti e Jamal Murray con 12 sono gli unici in doppia cifra, ma anche loro hanno bisogno di 29 tiri (segnandone 11) per raggiungerla — e certamente la loro prestazione non è sufficiente, così come quella di tutta Denver. Servirà davvero molto lavoro per ribaltare una sfida che appare totalmente in mano dei Jazz, che con qualche episodio fortunato in più in gara-1 sarebbero ora sul 3-0 in una serie che, sulla carta, doveva essere tra le più equilibrate di tutto il primo turno. Fino a ora il campo ha raccontato una storia decisamente diversa.

Il racconto del primo tempo

Jamal Murray dà subito il benvenuto nella serie al rientrante Mike Conley segnando 5 punti in fila, ma i Nuggets si disuniscono in fretta in difesa e Joe Ingles può alzare due alley-oop a Donovan Mitchell e Rudy Gobert che valgono l’11-5. L'entrata di Jerami Grant stabilizza un po' la difesa dei Nuggets ma l'attacco immediatamente soffre, anche se i Jazz non ne approfittano complice l'1/6 dalla lunga distanza. Denver non trova mai fluidità nella metà campo offensiva (6 canestri e 7 palle perse) e viene addirittura doppiata sul 24-12 complice un grande Gobert (12+8 nel solo primo quarto), prima di andare alla prima pausa lunga sul 25-14.

 

I Nuggets non cambiano marcia nel secondo quarto, anzi semmai ne perdono ancora con Jokic e Murray entrambi in panchina: i Jazz ne approfittano e con due triple di Conley piazzano un parziale di 9-2 che costringe un disperato coach Malone al timeout. Non appena rientra Jokic, coach Snyder risponde reinserendo Gobert e il francese risponde presente segnando subito sei punti in fila, spingendo il vantaggio dei suoi fino al +22. Neanche il rientro dei titolari dei Nuggets cambia la sostanza della partita, con i Jazz che viaggiano sul velluto e sul +25 costringono Denver al terzo timeout del quarto. Due triple in fila di Murray e Millsap ricuciono un po' lo strappo, ma una super tripla di Conley manda i Jazz avanti all'intervallo sul 59-42.

Il racconto del secondo tempo

Denver lascia seduto Porter Jr. a inizio terzo quarto e prova a rimettere in piedi la partita, ma Conley è incandescente e sale a 6/6 da tre punti, spingendo di nuovo il vantaggio dei suoi sopra le 20 lunghezze con un gioco da quattro punti. I Nuggets provano a cambiare le carte in tavola grazie all'atletismo di Jerami Grant, l'unico con un minimo di energia ed impegno difensivo, ma è anche l'attacco degli uomini di coach Malone a non funzionare, senza mai mettere piede in area. La rubata difensiva e la schiacciata di pura energia di Donovan Mitchell valgono il +30 per i Jazz e chiudono di fatto la partita prima ancora del termine del terzo quarto. La partita di fatto non c'è più: i Jazz dominano in lungo e in largo e devono giusto far passare il tempo attendendo la sirena finale, con gli ultimi minuti di garbage time che sono di proprietà di Bol Bol.