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NBA, i playoff da leader di Jayson Tatum (nonostante il finale di gara-1 contro Miami)

CELTICS
©Getty

Nessuno a meno di 23 anni ha mantenuto la sua costanza di rendimento ai playoff e contro gli Heat in gara-1 delle finali di Conference è arrivata un’altra super prestazione - nonostante la partita verrà ricordata per la stoppata subita da Bam Adebayo nel finale. Una giocata che non ferma la crescita e l’evoluzione di uno dei migliori talenti NBA

Le decisioni allo scadere prese da Jayson Tatum non sono state sbagliate, anche se a guardare il risultato ottenuto - solo errori dal campo, una stoppata incassata e una sconfitta in gara-1 - verrebbe da pensare il contrario. Coach Stevens però non ha dubbi: “È un giocatore fantastico, ogni volta che lui ha il pallone in mano mi sento tranquillo”. Le vittorie giocando sempre a questo livello arriveranno. Difficile infatti rimproverare qualcosa a Tatum, alla terza partita in fila da almeno 25 punti, 10 rimbalzi e 5 assist- superato anche Kareem Abdul-Jabbar e diventato il giocatore più giovane di sempre a riuscirci ai playoff. Sesta gara consecutiva con almeno 20+10, unico esterno insieme a LeBron James a riuscire a metterne in fila così tante ed ennesima conferma di come il n°0 di Boston sia diventato un giocatore completo. Da parte di Tatum infatti non viene mai meno il contributo a protezione del ferro: prima della sfida di questa notte, dei 97 giocatori che ai playoff hanno “marcato” un avversario a metà campo per almeno 250 volte, è quello che ha concesso di meno quando si è trattato di trovare il fondo della retina: 38.4% di percentuale effettiva, tenendo anche conto del peso maggiorato del tiro dalla lunga distanza. Contro di lui si segna con difficoltà, nonostante in attacco non manchi mai il suo contributo.

Una partita da ricordare, già prima della stoppata subita

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La gara-1 di finale di Conference contro Miami è stata soltanto l’ennesima conferma dei suoi progressi, una performance letteralmente mai vista prima ai playoff in maglia Celtics: 30 punti, 14 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi non erano mai stati messi a referto da nessuno in precedenza in post-season con Boston, a prescindere dall’età. Tatum inoltre è il più giovane di sempre ad aver tenuto un rendimento da almeno 25-10-5 in tre gare in fila (anticipati campioni del calibro di Kobe Bryant e Kevin Durant, arrivati a questo livello di costanza soltanto dopo aver compiuto i 23 anni). Cifre e record figli dell’evoluzione nel modo di attaccare del n°0 dei Celtics, diventato un giocatore sempre meno da mid-range - più distante dallo stile Bryant, verrebbe da dire - lasciando maggiore spazio alle conclusioni dall’arco e al ferro. Rispetto alla stagione scorsa, il balzo in avanti è evidente: la percentuale di conclusioni totali prese dalla media distanza è passata dal 27.7% al 17.9%, mentre quelle oltre l’arco è salita da 29.8% al 37.9%. Il risultato a livello di efficacia è palese: dal 46.7 di percentuale effettiva al 54.7% attuale. Una macchina da canestri che all’occorrenza non ha bisogno dell’aiuto dei compagni, come dimostra il 41.1% nelle triple “non assistite” a segno: nessuno fa meglio di lui in tutta la NBA tra i 51 giocatori ad aver tentato un numero significativo di conclusioni, lasciandosi alle spalle campioni del calibro di Paul George, Damian Lillard e Chris Paul. Un talento clamoroso quindi, che difficilmente verrà ricordato in questa serie per la stoppata subita da Bam Adebayo. Di giocate decisive ce ne saranno ancora molte in queste entusiasmanti finali di Conference.

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