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Coronavirus, Bradley Beal a colloquio con Jayson Tatum: anche lui in isolamento

WASHINGTON
©Getty

Bradley Beal è stato fermato dalla NBA a meno di un’ora dalla palla a due con Miami per il suo colloquio a fine gara con Jayson Tatum, risultato positivo al COVID-19. Senza lui, Russell Westbrook e Thomas Bryant infortunati, la stagione degli Wizards rischia di essere già compromessa

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Anche una semplice chiacchierata a fine partita tra due amici d’infanzia può trasformarsi in una situazione ad alto rischio. Questo è il mondo in cui viviamo durante la pandemia di COVID-19 ed è il mondo con cui devono confrontarsi i giocatori NBA, come ha imparato a sue spese Bradley Beal. La stella degli Washington Wizards, capocannoniere NBA con 35 punti a partita e reduce da 101 punti nelle ultime due gare, ha effettuato tutta la sua routine pre-partita per prepararsi alla sfida con i Miami Heat ma è stato fermato di corsa dalla NBA, che lo ha messo in isolamento per il suo contatto del giorno prima con Jayson Tatum — risultato positivo al coronavirus. “Da una parte mi sorprende e dall’altra è quello che bisogna aspettarsi” ha detto Scott Brooks parlando di quanto successo alla sua stella. “Ovviamente speriamo che vada tutto per il meglio. Lo abbiamo scoperto un’ora prima della partita, non sapevamo da che parte girarci. Sarà la NBA a dirci quali saranno i prossimi passi in base al protocollo”. Secondo quanto riportato da The Athletic, la lega è più preoccupata per il colloquio tra Beal e Tatum a fine partita che non per essersi affrontati in campo, dato che le possibilità di trasmissione durante il gioco sono minori rispetto a quando ci si parla a breve distanza. Il caso di Beal verrà valutato dalla NBA per determinare esattamente quanto rimarrà fuori, ma ogni partita saltata dal numero 3 rischia di essere un enorme problema per Washington — che si trova già con le spalle al muro.

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Beal: "Non marchiamo una macchina parcheggiata"

Nella partita contro Miami la squadra di coach Brooks ha segnato 71 punti nel primo tempo e 38 nell’ultimo quarto, ma ha pagato i soli 15 segnati nel terzo periodo finendo per perdere l’ottava partita su dieci in questo difficile inizio di stagione — rimanendo all’ultimo posto nella Eastern Conference. Come se non bastasse, Washington ha anche dovuto fare a meno di Russell Westbrook, che avrebbe voluto giocare in back-to-back per la prima volta in stagione ma è stato fermato da un infortunio al quadricipite, lo stesso che lo sta limitando sin dalla bolla di Orlando. In più ci si è aggiunto il grave problema al ginocchio di Thomas Bryant, per il quale — in attesa dell’esito della risonanza magnetica — si teme un’interessamento del legamento, seppur del mediale e non del crociato anteriore. Senza tre membri chiave del quintetto e con un calendario che li metterà di fronte a squadre di livello come Phoenix e Utah nelle prossime due gare, la squadra di coach Brooks rischia di scivolare a un record di 2-10 — una fossa quasi irrecuperabile per una squadra che ha cominciato la stagione con chiare ambizioni di playoff. Anche se la regular season è appena partita, l’assenza di Beal (che aveva definito la difesa come “incapace di marcare una macchina parcheggiata”) rischia di essere pesantissima per la squadra della capitale.

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