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NBA, Minnesota cambia allenatore: via Ryan Saunders, da Toronto arriva Chris Finch

NBA

Il giovane allenatore dei Timberwolves paga il peggior record di lega ma anche colpe non sue, avendo potuto schierare in campo la coppia di superstar D'Angelo Russell-Karl-Anthony Towns per sole 5 partite in tutto. Gerson Rosas chiama nel Minnesota un uomo che conosce bene dai tempi di Houston, ma Damian Lillard ha qualcosa da dire sulla scelta: "Come fanno a non promuovere in panchina David Vanterpool?"

Non è stata tanto la sconfitta contro i New York Knicks a causare l’allontanamento di Ryan Saunders dalla panchina di Minnesota quanto il deludente record di sole 7 vittorie e 24 sconfitte il peggiore di tutta la NBA — fin qui collezionato dai Timberwolves. Ce n’è abbastanza, secondo il presidente delle basketball operation della franchigia del Minnesota Gerson Rosas, per dare un taglio netto con il passato (Saunders è figlio di Flip, a lungo legato ai T’Wolves sia in panchina che in ruoli dirigenziali) e cambiare allenatore. Nuovo coach peraltro già individuato, in Chris Fich, fino a ieri uno degli assistenti di Nick Nurse sulla panchina di Toronto, ma un passato proprio insieme a Rosas — che lo conosce bene — a Houston. Minnesota sotto Ryan Saunders ha collezionato un record di 43 gare vinte e 94 perse, dall’8 gennaio 2019 fino a oggi (terzo peggior record di lega in questo periodo), ma non mancano certo le attenuanti per quello che fino a ieri era l’allenatore più giovane della lega. La presunta coppia di superstar Karl-Anthony Towns-D’Angelo Russell, ad esempio, Saunders l’ha potuta schierare in campo soltanto per 5 partite, ma a far parlare — più che del licenziamento dell’ormai ex allenatore dei T’Wolves — è la firma di Finch.

Damian Lillard dice la sua: “Perché non Vanterpool?”

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Se nessuno discute l’esperienza maturata nelle panchine NBA e G League di Chris Finch, infatti (assistente a Houston, Denver, New Orleans e Toronto, ma anche campione G League alla guida dei Rio Grande Valley nel 2010), qualcuno si aspettava la promozione interna di uno degli assistenti allenatori più stimati di tutta la NBA, l’ex senese David Vanterpool. Tra questi “qualcuno” anche Damian Lillard, che con Vanterpool ha a lungo lavorato quando è stato assistente a Portland: “Come fanno a non assumere David Vanterpool quando ce l’hanno proprio lì sotto il naso?” ha scritto su Twitter il leader dei Blazers. “Ha fatto bene sia a livello di front office che in panchina, vincendo, per sette anni, oltre ad avere avuto un ruolo determinante nello sviluppo di una coppia di guardie [quella formata da lui e da CJ McCollum, ndr] dominante”. Lillard scuote la testa incredulo (“Smh”) ma forse non sono affari suoi: a Minnesota hanno scelto Finch, i risultati li darà il campo.

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