NBA, risultati della notte: Edwards e Towns battono Phoenix in rimonta, vincono i Lakers
Anthony Edwards segna 42 punti - terzo più giovane di sempre oltre quota 40 - a cui si aggiungono i 41 di Karl-Anthony Towns nel successo contro Phoenix. LeBron James trascina i Lakers contro Charlotte (37 punti), Washington batte a sorpresa Utah grazie al duo Beal&Westbrook. Atlanta fa 7 vittorie in fila (8 punti per Danilo Gallinari), tripla doppia di Julius Randle e i Knicks superano nel finale Orlando. Damian Lillard segna 36 punti e regala a Portland il secondo successo nel giro di 48 ore contro new Orleans
PHOENIX SUNS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 119-123 | Vittoria clamorosa in rimonta dei T’Wolves che, sotto anche di 15 lunghezze nel terzo quarto, si aggrappano alla super serata a livello realizzativo di Karl-Anthony Towns e soprattutto della prima scelta assoluta Anthony Edwards, trovando la terza vittoria nelle ultime cinque gare e mostrando così l’intenzione di invertire una rotta che vede Minnesota sempre ultima in NBA con il peggior record della lega (10-31)
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Il volto da copertina della serata è quello di Anthony Edwards, autore di 42 punti - neanche a dirlo, nuovo massimo in carriera - raccolto tirando 15/31 dal campo, mandando a bersaglio 4 triple (con ben 13 tentativi aggiungendo 7 rimbalzi al suo boxscore. La prima scelta assoluta al Draft 2020 diventa così il terzo più giovane di sempre a superare quota 40 punti segnati, dietro ai soli LeBron James e Kevin Durant
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Nel successo T’Wolves arrivato in volata (40 punti nell’ultima frazione segnati da Minnesota contro i 28 di Phoenix, con un finale deciso a cronometro fermo dalla lunetta) sono fondamentali anche i 41 punti messi a referto dal miglior Karl-Anthony Towns di questa stagione, che chiude con 15/24 dal campo, 5/7 dall’arco, 10 rimbalzi e 8 assist. Towns e Edwards diventano così la quinta coppia di compagni di squadra nell’ultimo decennio a terminare una partita con almeno 40 punti a testa
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Phoenix invece perde così una partita che sulla carta era già vinta (e considerata forse troppo presto chiusa, vista la disparità di forze in campo): per i Suns è la quinta sconfitta nelle ultime 23 gare, a conferma dell’ottimo momento di forma dei padroni di casa a cui non bastano i 35 punti di un ispirato Devin Booker da 13/22 al tiro, a cui si aggiungono i 17 a testa di Chris Paul (7 rimbalzi) e Mikal Bridges (8 assist e 4/7 dall’arco)
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LOS ANGELES LAKERS-CHARLOTTE HORNETS 116-105 | Quarta vittoria in fila per i Lakers che, da oltre un mese senza Anthony Davis, si aggrappano al loro n°23 e fanno gara di testa per 48 minuti contro un avversario che non molla la presa, ritorna prepotentemente in corsa nel terzo quarto e poi non ha la forza per restare in scia in un match in cui Charlotte perde 19 palloni - pesantissimi nella logica di una sfida che i Lakers hanno vinto ancora una volta grazie alla difesa
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Letteralmente a tutto il resto pensa LeBron James, spaziale su entrambi i lati del campo e vicino alla terza tripla doppia consecutiva (sfiorata la n°100 in carriera): alla sirena finale sono 37 punti - 22 dei quali arrivati in un primo tempo da 8/9 al tiro e praticamente senza sbavature - a cui aggiunge 8 rimbalzi, 6 assist e 4 triple, oltre a tutte le giocate a protezione del ferro che permettono ai gialloviola di avvicinare il primo posto a Ovest dei Jazz, sempre più alla portata dei Lakers
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In casa Hornets invece gioca un’ottima partita LaMelo Ball - cresciuto a Los Angeles e alla prima gara in carriera contro LeBron James. Il fratello di Lonzo chiude con 26 punti a referto conditi con 7 assist, 10/18 dal campo e un paio di triple a bersaglio - uno dei quattro giocatori in doppia cifra tra gli ospiti, che incassano la seconda sconfitta in questo complicato giro di trasferte a Ovest e scivolano al settimo posto della Eastern Conference al pari dei Boston Celtics (20-20 il record)
WASHINGTON WIZARDS-UTAH JAZZ 131-122 | Successo a sorpresa degli Wizards che in casa approfittano del periodo un po’ svagato dei Jazz - così lo definisce anche un arrabbiato Rudy Gobert a fine partita, che ci tiene a sottolineare come Utah non abbia ancora vinto “un c**zo” - interrompendo una striscia di cinque sconfitte e chiudendo avanti nonostante i 40 punti incassati nell’ultimo frazione, vano tentativo degli ospiti di riportarsi in corsa
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Il volto del successo in casa Wizards è Bradley Beal, alla quinta gara in stagione oltre quota 40 e finalmente vincente - interrompendo finalmente un’incredibile striscia aperta di 11 partite consecutive con così tanti punti poi puntualmente perse a causa dell’incapacità dei compagni di andargli dietro: per lui sono 43 punti con 16/24 al tiro, 4 triple e 5 assist
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Al resto invece pensa Russell Westbrook, che mette a referto la 13^ tripla doppia della sua stagione: per lui sono 35 punti con 12/23 al tiro, 15 rimbalzi - massimo in stagione - e 13 assist (primo nella storia della franchigia a mettere insieme cifre del genere) , a conferma di come dalle sue mani e dalla sua gestione passi buona parte delle fortune e della possibilità di fare strade per la squadra della capitale (al momento 13^ a Est, ma non troppo lontana da un eventuale posto al play-in)
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I Jazz invece, dopo 40 giorni al limite della perfezione nella prima parte di regular season, incassano la sesta sconfitta nel mese di marzo, mantenendo ancora la miglior posizione a Ovest (29-11 il record), ma mostrando difficoltà e affanno preoccupanti soprattutto in difesa - concesso il 54.7% dal campo di squadra agli Wizars - e battuti nonostante un Donovan Mitchell da massimo in stagione con 42 punti (20 dei quali arrivati nel solo terzo quarto) con 16/30 al tiro e sei assist
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Da sottolineare infine la prestazione di Joe Ingles, la migliore al tiro della sua carriera chiusa con 34 punti - mai così tanti a referto per l’australiano - raccolti tirando 8/10 dalla lunga distanza (record di franchigia eguagliato). Una performance balistica vanificata sopratutto dalle 17 sanguinose palle perse dei Jazz che hanno regalato a Washington ben 24 punti; canestri che hanno fatto la differenza
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ATLANTA HAWKS-OKLAHOMA CITY THUNDER 116-93 | Settima vittoria consecutiva e record di successi degli ultimi cinque anni aggiornato da parte degli Hawks, confermando l’imbattibilità dopo l’arrivo di Nate McMillan sulla panchina di Atlanta - avanti anche di 27 lunghezze del terzo quarto e mai con meno 17 punti di margine nel secondo tempo, in un match in cui OKC non va oltre i 19 punti di Shai Gilgeous-Alexander e i 18 di Ty Jerome in uscita dalla panchina
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In casa Hawks a guidare le danze è Trae Young con i suoi 23 punti in 25 minuti - a riposo in tutto il quarto periodo a vittoria già acquisita. Stesso numero di canestri a anche per Bogdan Bogdanovic in uscita dalla panchina, a cui si aggiungono anche gli 8 punti di Danilo Gallinari (tornato fuori dal quintetto titolare dopo il ritorno dell’infortunato Clint Capela): per il n°8 azzurro 3/9 al tiro, 9 rimbalzi e un assist a referto. Prossima sfida contro i Lakers domani sera alle 20.30 in streaming aperto a tutti sul sito di Sky Sport
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NEW YORK KNICKS-ORLANDO MAGIC 94-93 | Tornano al successo i Knicks che dopo aver incassato due sconfitte contro squadre di primissima fascia a Est battono in volata i Magic grazie alla decisiva giocata difensiva di Reggie Bullock (20 punti in uscita dalla panchina) - che ruba palla a Evan Fournier, autore di 23 punti, e condanna così Orlando alla nona sconfitta consecutiva. Inutili per gli ospiti anche i 17 punti a testa messi a referto da Nikola Vucevic e Aaron Gordon
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New York invece, senza point guard vista la contemporanea assenza di Payton, Rose, Rivers e Quickley, schiera Alex Burks in quintetto (21 punti e ottimo impatto) lasciando la gestione dell’attacco nelle mani di Julius Randle: l’All-Star dei Knicks raccoglie così la terza tripla doppia della sua stagione, autore di 18 punti, 10 rimbalzi e soprattutto 17 assist - record personale in carriera e all-time per una “non guardia” nella storia della franchigia della Grande Mela
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PORTLAND TRAIL BLAZERS-NEW ORLEANS PELICANS 101-93 | Seconda vittoria nel giro di 48 ore per i Blazers contro i Pelicans, conquistata nonostante il 37.9% raccolto al tiro da Portland (la percentuale di conversione più bassa in stagione per una squadra in grado di battere New Orleans). Una gara condotta dall’inizio alla fine dai padroni di casa, nonostante la 19^ partita in fila di Zion Williamson oltre quota 20 (26, 10 rimbalzi, 9/17 al tiro) - record nella storia dei Pelicans
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In casa Blazers invece Damian Lillard ci mette meno di 11 minuti per raccogliere 20 punti, conducendo Portland in un primo quarto perfetto che secondo alcuni sarebbe stato il preludio a una seconda gara da 50 punti contro New Orleans: alla sirena finale invece sono “soltanto” 36 con 12/22 al tiro, 6 triple e 6 rimbalzi, in un match in cui CJ McCollum aggiunge 11 punti con un modesto 3/16 dal campo, mentre sotto canestro Enes Kanter raccoglie una doppia doppia da 16 e 13 rimbalzi
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