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NBA, Sterling Brown aggredito e colpito al volto da sconosciuti: "È straziante"

IL CASO
©Getty

Il giocatore ex Bucks, già in passato coinvolto come vittima in altri casi di violenza (nel 2018 per mano della polizia di Milwaukee), è stato colpito e ferito al volto da sconosciuti domenica sera, non subendo gravi conseguenze, ma lasciando attoniti compagni di spogliatoio e tutti i colleghi all’interno della lega. La NBA è a lavoro con la polizia per ricostruire l’accaduto e provare a fare chiarezza sui fatti

Sterling Brown, giocatore degli Houston Rockets impegnati in trasferta in Florida contro gli Heat, è stato aggredito domenica sera e ha riportato delle ferite al volto che gli hanno impedito di prendere parte alla gara persa dai texani contro Miami. Nel comunicato che racconta l’accaduto si fa specifico riferimento al fatto che Brown “non avesse alcun tipo di conoscenza in precedenza o avuto modo di interagire con i suoi assalitori”. Un altro modo per dire che lo scontro è avvenuto con degli sconosciuti. Houston ha inoltre sottolineato che il giocatore recupererà a breve in pieno la sua forma. “È straziante quanto successo”, sottolinea coach Silas prima della partita contro gli Heat, per la quale inizialmente Brown era stato indicato come assente perché alle prese con un problema al ginocchio. “È uno di noi, un ragazzo di cui la squadra si prende cura, qualcuno che lavora al nostro fianco ogni giorno. Non posso non sottolineare che siamo grati prima di tutto del fatto che lui sta bene e che non è successo nulla di grave, ma questa cosa ci ha sconvolto tutti”.

Il precedente con gli agenti di Milwaukee come possibile motivazione

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La città di Milwaukee patteggia 750.000$ con Brown

Sterling Brown non è un giocatore come tutti gli altri nel mondo NBA quando si parla di questioni legate al razzismo e alla violenza negli Stati Uniti. L’ex giocatore dei Bucks infatti, proprio durante gli anni trascorsi a Milwaukee, venne allo scoperto nel 2018 quando nella sua stagione da matricola raccontò l’aggressione subita da parte di alcuni agenti di polizia che andarono bel oltre il consentito per sottolineare il fatto che avesse parcheggiato di traverso come non doveva la sua Mercedes. “Quello che doveva semplicemente risolversi con una multa è diventato un tentativo di intimidazione della polizia, seguito da un uso illegale della forza fisica, compreso il fatto che sono stato ammanettato, stordito con un taser e arrestato”, spiegò all’epoca Brown, diventato poi uno dei volti della protesta per i diritti pretesi dal movimento Black Lives Matter all’interno della bolla di Orlando - e fautore del boicottaggio prima della gara playoff contro i Magic all’interno dello spogliatoio Bucks. Nel novembre scorso la città di Milwaukee ha patteggiato e pagato un risarcimento da 750.000 dollari, impegnandosi inoltre a implementare cambiamenti nelle procedure operative degli agenti - che in quel caso, per stessa ammissione delle autorità, hanno violato le norme costituzionali. Una vittoria legale che ha fatto rumore e che secondo alcune ricostruzioni potrebbe essere alla base della nuova aggressione subita da Brown.

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